detoni

Archivio per la categoria ‘bacon’

due o tre cose su hopper e bacon

Inbacon, hopper, nove su 30 ottobre 2009 a 18:01

<div style=”text-align: left;”><span style=”font-size: smaller;”><br />
&ldquo;&Egrave; dalla vita reale che si raccolgono le storie. E le storie pi&ugrave; incredibili sono quelle quotidiane.&rdquo;<br />
&ldquo;Sono d&rsquo;accordo con te. </span><span style=”font-size: smaller;”>&Egrave;</span><span style=”font-size: smaller;”> quasi scandaloso, per chi &egrave; in grado di accorgersene: quanta fantasia c&rsquo;&egrave; nel reale, nella vita di tutti i giorni. Si tratta di ritrarla nel modo giusto, di darle forma o parola, ombra o silenzio, luce che immobilizza o buio che sospende&rdquo;, continua Hopper guardando il cielo.<br />
&ldquo;Proprio cos&igrave;. Ma c&rsquo;&egrave; un&rsquo;altra cosa che considero fondamentale. </span><span style=”font-size: smaller;”>&Egrave;</span><span style=”font-size: smaller;”> una cosa che chi fa arte deve avere a qualunque costo&rdquo;, dice Carver.<br />
E continua: &ldquo;Anche a costo di apparire banale, parlo della capacit&agrave; di rimanere a bocca aperta davanti a qualcosa, qualsiasi cosa.&rdquo;</span></div>
<div style=”text-align: justify;”><br />
<br />
Se, come intuisce anche Nove nel librino <a href=”http://www.skira.net/dettaglio.php?back=home.php&amp;isbn=8857203560″>Si parla troppo di silenzio</a>, di cui quissopra un bel passaggio, il tentativo della pittura di Hopper &egrave; quello di fissare il <em>qui e ora</em> (uno scoop che mi &egrave; costato 14 euro), ebbene in questo c&rsquo;&egrave; una qualche forma di corrispondenza con <a href=”http://petarda.splinder.com/post/17284396/L%27anno+della+minilepre”>Bacon</a>, che sentiva la necessit&agrave; di stare di fronte alla tela come se fosse, ogni volta, la prima volta. Prima volta che, va da s&eacute;, non pu&ograve; che collocarsi <em>qui e ora.</em> <br />
Tutti e due si preparavano in modo quasi maniacale prima di un quadro, ma una volta davanti alla tela entravano in una relazione – con una parte di s&eacute;, con quel che via via nasceva sulla e dalla tela – il cui risultato finale era qualcosa di autentico – non realistico -, pur nella rappresentazione. Bacon afferma questo e quindi ne abbiamo le prove, non so se Hopper l&rsquo;abbia mai detto; io questo tentativo di relazione l&rsquo;ho avvertito tutto osservando le pennellate di <a href=”http://akamrsx.files.wordpress.com/2009/08/edward-hopper-morning-sun.jpg”>Morning Sun</a>: quasi povere, esitanti, a fronte di schizzi preparatori iperprecisi; laddove, invece, ben ricordo la decisione e la sontuosit&agrave; quasi ridondante nel tratto di Bacon. La passione non sembra far parte del mondo emotivo di Hopper; una delle opere degli ultimi anni &egrave; <a href=”http://www.echointeriordesign.com/blog/wp-content/uploads/2008/12/hoppersun-empty-room.jpg”>Sun in a Empty Room</a>. Non so se tra i suoi contemporanei ci sia stato chi lo paragonava pi&ugrave; a un artigiano che a un artista; una delle critiche che gli veniva mossa era che non sapeva ritrarre i volti. Menzogna: in alcuni lavori, &egrave; vero, i lineamenti sono come accennati, o cancellati, ma ci sono opere e soprattutto autoritratti in cui la bravura di Hopper ritrattista emerge splendente e senza nubi. No, se i volti in quadri come <a href=”http://www.ibiblio.org/wm/paint/auth/hopper/street/hopper.sunday.jpg”>Sunday</a> o come <a href=”http://4.bp.blogspot.com/_pXlLvpGlImY/R1FOzbIDNoI/AAAAAAAAAC8/H_duj1d0OEg/s1600-R/Edward+Hopper,+Cape+Code+Evening,+1939.jpg”>Cape Code Evening</a> hanno connotati deformi o inespressivi, &egrave; perch&eacute; paiono fermati in movimento e quindi, a seconda, sfocati o mossi. Indefiniti. Mentre il resto: il paesaggio, le case, le stazioni, le strade, e la luce su paesaggio, case, stazioni, strade, &egrave; reso con una lucidit&agrave; da sala operatoria (e per&ograve; pur sempre esitante: in Morning Sun &egrave; commovente il trapelare del rosa nella porzione di luce sul muro dietro la donna). Sicch&eacute; rimane qualcosa d&rsquo;inspiegato: questi volti, queste maschere, di nuovo lo avvicinano a Bacon. Chiss&agrave;: se prendiamo per buona l&rsquo;intuizione iniziale del qui e ora, si pu&ograve; pensare che quei soggetti si trovino, almeno in parte, in un altrove spaziotemporale. Oppure sono, pi&ugrave; semplicemente, la confessione di un certo disinteresse?<br />
<br />
Compagno e amante di Bacon fu a un certo punto un ladro, <a href=”http://it.wikipedia.org/wiki/Love_is_the_Devil”>George Dyer</a>. Lo trov&ograve; in casa sua: lo stava derubando. Questo fatto mi ha sempre affascinato. Che lavoro interiore ci vuole per vedere uno che ti &egrave; entrato in casa col proposito di derubarti come un possibile partner? Bacon doveva essere, quantomeno, una persona di larghe vedute: gli chiese di spogliarsi e di raggiungerlo a letto. La relazione fin&igrave; sette anni dopo, col suicidio di Dyer. <br />
Hopper si sposa invece dopo i quaranta con una collega coetanea, <a href=”http://www.ownapainting.com/images/RobertHenri-TheArtStudentakaMissJosephineNivison.jpg”>Jo</a>. E vive fino alla morte con Jo, dedica un sacco di lavori a Jo, dipinge Jo; da quando la sposa, tutte le donne dei suoi quadri sono Jo, che lo convinse a non avere altre modelle. Fu il suo supporto, gli fece anche da agente. C&rsquo;&egrave; uno schizzo a matita, nella mostra di Milano, in cui Jo e il suo gatto – in forma umanoide – sono seduti a tavola; mangiano e il gatto osserva beffardo un Hopper piccolo e ignudo strisciare ai piedi del tavolo elemosinando del cibo. Forse per&ograve; l&rsquo;opera che spiega meglio la natura del loro legame &egrave; l&rsquo;ultima: Two Comedians.<br />
<br />
<img align=”cssCenter” alt=”" style=”margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2009/10/65deuxcomediens.jpg” /></div>

L'anno della minilepre

Inbacon, pessimismo e fastidio, treni, val vigezzo, viaggi su 29 maggio 2008 a 12:15

<div align=”justify”><img align=”cssLeft” alt=”" style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2008/05/leris.jpg ” />Scrivo col timore che gli scaffali dietro di me mi crollino in testa. Da qualche giorno penso ci&ograve;, tantissimi anni fa si avver&ograve; il presentimento che per strada mi sarebbe caduto qualcosa sul capo: dei vetri rotti belli spessi, e per fortuna avevo l’ombrello aperto, senn&ograve; non stavo qui a raccontarlo. Ora mi sento come un friccicore nella nuca, alla base del collo, sar&agrave; meglio che dopo questo post spost la post del p.cc&igrave; o ci rimango.<br />
Nel uichend passato andai in Val Vigezzo a fare un sopralluogo, avendo deciso di passar l&igrave; le ultime due afosissime settimane di luglio, anche se qui ora &egrave; ottobre inoltrato. <br />
Avendo come sempre perso il treno per Domodossola da Torino, tocca andare a Milano a prenderlo. Qui entro in contatto con l’umanit&agrave; che dalla Lombardia si trasla in Canton Ticino col Cisalpino. Turisti, transfrontali, io. Mentre leggo le avventure di Celati in Africa, proprio quando dice che su un bus zeppo di gente e di bambini regna il silenzio per ore, ho dei compagni di viaggio che son dei circensi, uno imita il cane, un altro ha la suoneria del settimo cavalleggeri prima e delle osterie poi, mette ‘ste cazzo di musichette e se le ascolta, ma due cuffiette no? Poi c’&egrave; (o)missis col cappelluccio di paglia e i sandali, ‘na vispateresamericana, e la geisha colle fette al gorgonzola, che sta seduta proprio davanti a me, e m’impesta le nari, altro che eterea e soave orientale con la boccuccia a cuore sottovuoto spinto, levami ‘sti piedi. <br />
Dormelletto. Meina. Piccoli moli con piccole barche. D’improvviso vorrei sapere tutto sul microclima lacustre; sono sempre stata attratta dalle isole, il lago &egrave; un’isola all’incontrario.<br />
La Val Vigezzo &egrave; il paese delle fate con – forse – un orco nel bosco.<br />
Locarno non mi piace, non ha un centro, o forse sono io che non lo trovo, o forse &egrave; il tempo, chiss&agrave;mah.<br />
Il giorno dopo, la <a target=”_blank” href=”http://www.francisbacon.it/”>mostra di Bacon</a> a Milano &egrave; deserta, van tutti a vedere il Canova. Bacon era quello che non era andato all’accademia, l’autodidatta, forse per questo motivo sembra concettualmente ricchissimo, si doveva rifare, non voleva essere impreparato: spesso accade, a quelli che arrivano tardi a scoprire o assecondare una vocazione. Cos&igrave; il suo lavoro secondo i critici &egrave; zeppo di riferimenti e citazioni, e io in effetti ci credo, anche perch&eacute; vedendolo in un’intervista mi viene da credergli, perch&eacute; &egrave; cos&igrave; concreto nel descrivere come dipinge, cosa cerca mentre fa un quadro, che cosa pu&ograve; succedere, che non posso non credergli. Perch&eacute; &egrave; come mi sono sempre immaginata che sia dipingere, partire con un’idea in testa e poi lasciarsi prendere da quello che succede, da quello che viene fuori dalla tela. Tra l’altro lui era <em>Per sempre o per niente</em>, dipingeva dalla parte non trattata della tela, quindi se andava male si buttava, non c’era verso di recuperare; e non sempre l’incontro era fruttuoso, allora buttava via. Buttava via un sacco di tele. Buttava un sacco di cose sulle tele, oltre al colore: le sabbiava, le impolverava, le pettinava, ci premeva sopra dei pantaloni di velluto a coste e delle maglie di cachemire. Era un tipo <em>Come fosse sempre la prima volta</em>, cercava di ricreare <em>a ogni pennellata</em> l’effetto della prima pennellata su un muro, quella freschezza, quella potenza. <br />
Le sue facce, i suoi corpi, mi paiono delle clessidre. <br />
Tornando a casa, dal treno, vedo una minilepre. Son curiose le minilepri, io non lo sapevo ma &egrave; come se vivessero a tempo, quella l&igrave; forse no, quella l&igrave; forse &egrave; sfuggita al destino di animale allevato e liberato per essere ucciso dai fucili. Di tutto questo la minilepre non sa nulla, e questo pensiero mi consola, per un poco mi salva.<br />
<br />
<em><font size=”1″>immagine tratta da <a target=”_blank” href=”http://www.kainos.it/”>kainos</a></font></em></div>

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.