<div style=”text-align: justify;”><img border=”0″ align=”cssLeft” alt=”" style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; width: 216px; height: 253px;” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2009/12/f362a8d3f094d069087d1b8ccd5dc13c_medium.jpg” />S’era alle prese con la solita sequela – attizzata dalle malelingue mediatiche del pianeta, anzi della galassia – di notiziole screditanti, l’ultima delle quali vedrebbe il cafonano, in un vertice europeo sul clima, alle prese con delle raffigurazioni di biancheria intima femminile attraverso i secoli, vergate di proprio pugno. Diverse fogge, diversa vestibilità e soprattutto diverse dimensioni: mutandoni, coulottes, slip, tanga, perizoma, ecc. uscivano con naturalezza dalla penna del premier, e con altrettanta disinvoltura finivano davanti agli occhi dei colleghi; embè? Forse è superfluo far notare (sì, forse, e quindi lo facciamo notare) che, parlando di mutamenti del clima, si parla anche di cambiamenti nell’abbigliamento, anche e soprattutto di quello che va sotto i vestiti: mutare, mutande, è sottinteso, no? Quindi tutto questo bailamme da parte di <a href=”http://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-1235414/Berlusconis-new-international-bloomer-sends-EU-leaders-womens-underwear-doodles.html”>giornalucoli</a> che non vedono l’ora di poter gettare un po’ di palta sulla nostra bella itaglia, avercene, d’itaglie, razza di tabloid del piffero che nemmeno libero o il giornale o <a href=”http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/berlusconi-varie-3/berlusconi-disegni/berlusconi-disegni.html”>la repubblica</a> da noi, non solo non si capisce, ma addirittura fa pensare a una persecuzione del nostro povero cafonanetto che, una volta tanto, era proprio dove doveva essere e stava facendo il suo lavoro. <br />
E infatti! Proprio ieri cafOnan stava a Milano a fare un comizio per la campagna di tesseramento del suo partito – e va bene, è giusto così, in fondo un primo ministro che deve fare? Potrà mica sempre essere super partes! – insomma era lì che diceva un sacco di robe giuste, niente di nuovo per carità, la persecuzione mediatica, appunto, non c’è la crisi, è un complotto delle sinistre, mi alleo con la destra di storace e santanché perché son libertari e pacifisti della prima ora, ecc., poi ha chiesto il numero di telefono di una tizia, e anche lì nulla di nuovo sotto il sole, ma che dire, lui è fatto così e ci piace proprio per quello, o no?, bon, vabè, era lì, era lì, era lì che scendeva dal palco e THUD! STUMP! gli arriva una roba in faccia! Una roba dura e piena di spigoli: una statuetta del Duomo di Milano! O mia bela madunina! A l’è propi un gran Milàn! E infatti, cafonett riporta seri danni alla dentiera, che però, essendo finta ed essendo lui pieno di soldi, sai a noi che ce ne fotte!<br />
Dopo, ma anche prima, è pieno di <a href=”http://www.repubblica.it/2009/12/dirette/sezioni/politica/comizio-berlusconi/comizio-berlusconi/index.html”>dichiarazioni deliranti</a>: le solite, da parte delle solite persone. <a href=”http://vibrisse.wordpress.com/2009/12/13/la-folla/#comments”>Altri</a> invece <a href=”http://www.pasteris.it/blog/2009/12/14/il-corpo-del-premier-e-altre-cose/”>sentono</a> la necessità di prendere le distanze, e non per mirare meglio la prossima volta: peccato!</div>
Archivio per la categoria ‘cafonano’
Sapessi com'è strano, pigliarsi un duomo in faccia, a milano…
Incafonano, duomo milano, esiti resistenziali, italiano vero, massoneria, moretti, p2, pessimismo e fastidio su 14 dicembre 2009 a 09:20allarme rosso su marte!
Incafonano, comunicazioni di servizio, italiano vero, pessimismo e fastidio, viaggi su 13 dicembre 2009 a 19:52<div style=”text-align: justify;”>Buonasera. Alla luce degli <a href=”http://www.repubblica.it/2009/12/dirette/sezioni/politica/comizio-berlusconi/comizio-berlusconi/index.html”>ultimi accadimenti</a>, riproponiamo un <a href=”http://petarda.splinder.com/post/3856402″>pezzo di repertorio</a> risalente al 2001 d.C.<br />
<span style=”color: rgb(0, 0, 0);”><span style=”font-size: medium;”><br />
</span><span style=”font-size: large;”><span style=”font-family: Courier New;”>Dallo <em>Space Guardian</em>: </span><strong><span style=”font-family: Courier New;”>Allarme </span></strong></span></span><span style=”font-size: large;”><strong><span style=”font-family: Courier New;”><span style=”color: rgb(128, 0, 0);”>rosso</span></span></strong></span><span style=”color: rgb(0, 0, 0);”><span style=”font-size: large;”><strong><span style=”font-family: Courier New;”> su Marte!</span></strong></span></span><span style=”font-size: small;”><span><span style=”font-family: Courier New;”><br />
<br />
<img style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; width: 397px; height: 204px;” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2009/12/f362a8d3f094d069087d1b8ccd5dc13c_medium.jpg” alt=”cav spockoni” /></span></span></span><span style=”color: rgb(0, 0, 0);”><span style=”font-size: small;”><span><span style=”font-family: Courier New;”>L’astronave ammiraglia Azzurra è atterrata ieri sul pianeta Marte, in seguito agli accordi intercorsi tra la diplomazia terrestre e quella marziana; l’incontro era finalizzato a una verifica preliminare per futuri insediamenti terrestri sul pianeta Marte, a scopo industriale e residenziale. </span></span></span></span></div>
<p align=”justify”><span style=”color: rgb(0, 0, 0);”><span style=”font-size: small;”><span style=”font-family: Courier New;”>La delegazione terrestre, composta dal Faccendiere Intercontinentale Berluskhan e dai suoi vice, Bosstik e Phinix, ha incontrato l’Imperatore T’Inkul e il Ministro degli Affari Interplanetari T’Inkiappett alle 25.70 (ora locale). Al momento dello sbarco, i tre terrestri sono stati accolti da un beneaugurante lancio di uova fermentate di Phetecks (un volatile marziano di considerevole stazza) e hanno prontamente ricambiato salutando la folla festante con il saluto convenzionale terrestre (il trifasico Corna, Saluto Romano e Ombrello, rispettivamente eseguito dal Faccendiere e dai due vice). La visita sul Pianeta Rosso è proseguita in un clima lieto e molto caloroso, talché la carnagione di Berluskhan ha cominciato a sciogliersi e a colare sull’uniforme azzurra di rappresentanza, costringendolo a un anticipato ritorno alla sala estetica dell’astronave ammiraglia. Alcune ore dopo, munito di scafandro autoibernante, il Faccendiere Capo ha potuto supervisionare gli insediamenti urbani e produttivi della capitale planetaria, Martinia, e illustrare all’Imperatore T’Inkul e al Ministro T’Inkiappett i benefici delle politiche sociali ed economiche terrestri, grazie alle quali oggi un buon 0.0001 per cento della popolazione terrestre gode di rendite garantite da qui all’eternità, per via delle riforme introdotte nei regimi fiscali e contrattuali continentali che hanno permesso l’utilizzo della manodopera planetaria a costo zero, con grande giovamento dell’economia mondiale; ha inoltre sottolineato l’aumento dell’aspettativa di vita virtuale, grazie all’introduzione del Free TV-Net in tutte le case, che permette allo 0.002 per cento della popolazione terrestre di rimanere a letto o in poltrona per tutta la vita, senza doversi esporre all’atmosfera e alla luce solare (letali, a causa dell’inquinamento, dell’effetto serra e del buco nell’ozono) o agli assalti delle bande terroristiche comuniste. <br />
Alla domanda del Ministro T’Inkiappett sulla sorte della restante percentuale di esseri umani, Berluskhan ha risposto con un gesto inequivocabile (Cuorna e Bicuorna), volto a significare la poca rilevanza di miliardi di terrestri (per lo più comunisti) rispetto alla salvifica causa dell’Involuzione Pilotata del Genere Umano, di cui si pregia essere uno dei maggiori fautori. <br />
All’intenso scambio di vedute ha fatto seguito il pranzo diplomatico, durante il quale l’Imperatore T’Inkul ha spiegato alla delegazione terrestre di non essere interessato alla proposta iniziale di Berluskhan, in quanto le politiche sociali ed economiche marziane, basandosi sul baratto di merci, prestazioni, sentimenti ed idee, si presentano del tutto incompatibili con quelle terrestri. <em>Gli abitanti di Marte </em>- ha affermato – <em>dopo secoli di guerre che avevano quasi portato all’estinzione di ogni forma di vita sul pianeta, sono stati costretti a rivedere radicalmente i propri valori. Oggi, Marte non presenta razze sfruttate o schiavizzate, e tutta la popolazione ha raggiunto un’accettabile soglia di benessere</em>. Alla successiva offerta di Berluskhan di un kit gratuito per l’installazione di Free TV-Net Intergalaxy per l’Imperatore e la Sua famiglia, T’Inkul ha risposto che la televisione su Marte è stata bandita e ha chiesto con affettuosa partecipazione al Faccendiere Capo se e come avesse risolto il Conflitto di Interessi. In quella, il vicefaccendiere Bosstik è stato colpito da un violento singhiozzo; di fronte a lui, il Ministro Marziano per la Difesa Intergalattica, T’Accid, temendo un Attacco Batteriologico Salivare, ha attivato il dispositivo di Rimpatrio Coatto, e i tre terrestri sono stati riaccompagnati con la forza all’astronave Azzurra; a nulla sono valsi i tentativi di chiarimento di Berluskhan (<em>Ma… Mi consenta</em>!), ahimé, si teme, almeno in parte vanificati dalle grida dei due vice (Phinix: <em>Soluzione Finale! Già l’ora si avvicina!</em> Bosstik: <em>Terùn! Negher!</em>).</span></span></span></p>
<p style=”text-align: justify;”><span style=”color: rgb(0, 0, 0);”><span style=”font-size: small;”><span style=”font-family: Courier New;”>Al ritorno sulla Terra, nel suo discorso in Mondovisione, Berluskhan ha riferito che la missione esplorativa è stata sostanzialmente positiva, anche se per il momento le trattative sono in fase di stallo a causa dell’infiltrazione nella compagine governativa marziana di esponenti del subdolo Complotto Comunista Intergalattico. La questione sarà adeguatamente seguita dall’apposita nuova commissione presieduta da Don Burlescòn, cugino del Faccendiere Capo, al quale non possiamo quindi che augurare: <em>per aspera ad astra</em>! Lasciamoli, con fiducia, lavorare.</span></span></span></p>
alla faccia dell'anomalia
Incafonano, gelli, massoneria, p2 su 16 ottobre 2009 a 11:00<div align=”justify”><font size=”3″ face=”Georgia”><strong>Domanda: perché è normale che il governo stia eseguendo il programma politico di uno che è stato condannato, tra l’altro, per "calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna"?</strong></font><br />
<br />
<font size=”3″ face=”Georgia”>Licio Gelli <a href=”http://www.unita.it/news/88800/e_gelli_disse_berlusconi_ha_copiato_il_mio_progetto_politico”>dice</a> che il cafonano è l’esecutore del programma della P2. E’ vero. Pure nelle minchiate. Come quando se ne uscì con la storia che voleva <a href=”http://archiviostorico.corriere.it/2004/marzo/30/Berlusconi_alleati_divisi_sulle_feste_co_9_040330034.shtml”>abolire i ponti</a>. Ecco, paro paro: <em>b3) eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (salvo 2 giugno – Natale – Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto</em> – dal piano di rinascita italiana di Gelli, che contiene anche espressioni molto amate dal governo, come “chiudere i rubinetti”. O cafonani scarsissimi e privi di fantasia! Un bel dossier riproposto qualche giorno fa da</font><font size=”3″ face=”Georgia”> Indymedia Lombardia, </font><font size=”3″ face=”Georgia”><a href=”http://lombardia.indymedia.org/node/22092″><strong>dalla P2 a Forza Italia e il piano rinascita</strong></a>, conclude: </font><font size=”3″>Sono praticamente la metà, ventuno su quarantacinque, i punti che il Programma di Forza Italia ha in comune con quelli del Piano di Rinascita democratica della loggia P2 ritrovato nel lontano 1981, ossia ben dodici anni prima della costituzione da parte di Silvio Berlusconi del partito di Forza Italia. Coincidenze di qualsiasi tipo, che spaziano dalla riforma istituzionale (in entrambi vi è l’aspirazione alla Repubblica di tipo presidenziale) alla riorganizzazione ministeriale, con in primis l’accorpamento dei ministeri economici; dalla struttura dell’associazione creata (piccoli clubs d’elite) al ruolo di simpatizzanti cui relegare un nucleo scelto di giornalisti (ruolo cui Berlusconi ha posto i vari Emilio Fede, Paolo Liguori e gli altri professionisti del settore sul suo libro paga); le picconate alla Rai e il desiderio di assoggettamento della magistratura; dalla riforma fiscale agli attacchi ai movimenti sindacalisti; dalla riforma sanitaria al sistema maggioritario. E naturalmente non si tratta di idee rimaste scritte in un programma, ma di provvedimenti e riforme per la maggior parte attuate regolarmente. Di anni ne sono passati non dodici, ma ventidue da quel 1981 allo scorso 16 settembre, giorno in cui il governo ha varato un importante disegno di legge che modificherà metà della nostra Carta Costituzionale, e che nelle previsioni di Berlusconi dovrebbe essere legge nel 2004 dopo i consueti passaggi alla Camera e al Senato. Sono molti i punti di questo nuovissimo disegno che attualizzano il Piano piduista più di vent’anni dopo, come abbiamo visto: il rafforzamento dei poteri del premier col passaggio di fatto alla formula del “premierato”, lo snellimento di Camera e Senato, soprattutto la fine del bipolarismo perfetto con la “regionalizzazione” (federalizzazione) del Senato. Si tratta dell’ultima, non dell’unica legge-riforma di questo governo (che vanta nella rosa dei suoi ministri due altri ex piduisti come Berlusconi: Antonio Martino alla Difesa e Giuseppe Pisanu agli Interni) che richiama esplicitamente quel Piano: la riforma del ministro Letizia Moratti ha risistemato (o pretende di risistemare, data la mancanza di fondi evidenziata dalla Finanziaria) il settore scolastico, la legge Gasparri in materia di comunicazione è stata giudicata da molti anticostituzionale e favorisce il monopolio privato del Cavaliere, anche attraverso la cancellazione della vecchia e trasgredita imposizione di mandare Retequattro sul satellite; prima ancora, lo scorso Natale, l’ampio dibattito sul presidenzialismo tirato in ballo da Berlusconi, che puntava forte alla presidenza della Repubblica a fine mandato e che invece adesso ripiega sul premierato; la ventilata riforma delle pensioni, come già evidenziato, ricalca molti dei punti che stavano a cuore al vecchio Piano. Che vecchio rimane, anagraficamente; ma che per alcuni versi non è mai sembrato più attuale, in balia come siamo di una virata autoritaria.</font></div>