detoni

Archivio per la categoria ‘ciccipuccimucci’

al divano

Inciccipuccimucci, libri su 22 aprile 2011 a 09:36

<br />
<div>
<img alt=”" src=”http://detoni.files.wordpress.com/2011/04/pannolino.jpg” style=”border-top-width: 1px; border-right-width: 1px; border-bottom-width: 1px; border-left-width: 1px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; width: 270px; height: 280px; ” /></div>
<br />
<span style=”font-size: 18px; “><span style=”font-family: Georgia, serif; “>Arriva e si butta sul divano.<br />
Dice Sono Stanco, Ho sonno, e alle volte anche Ho mal di pancia. Se non gli parlo, se non lo guardo, capace che scivola gi&ugrave; e finisce sul tappeto, con l'occhio semichiuso e una smorfia triste sulle labbra.<br />
Un po' di succo di pera?, gli chiedo. Due patatine?<br />
S'illumina. Alle volte, per&ograve;, non basta.<br />
Allora mi siedo vicino, sul divano, e gli faccio vedere un libro. Il libro qui a fianco.<br />
La storia (vera) di un topolino (Topotto) molto curioso, che va a ispezionare i pannolini dei suoi amichetti, scoprendo una gran variet&agrave; di cacchine e caccone. Stranamente, l'amico pi&ugrave; timido e riservato &egrave; il maialino. Infine, colpo di scena: Topotto ha il pannolino vuoto! E come mai? Ma perch&eacute; ha appena imparato a usare il… E tutti i suoi amichetti lo imiteranno.<br />
Il libro &egrave; finito. Usciamo fuori e ci sediamo sul gradino con la faccia al sole. Se ha del tabacco, ci rolliamo una sigaretta.</span></span>

lettera tre

Inciccipuccimucci, comunicazioni di servizio, orrore, sueños su 27 marzo 2011 a 09:11

<span style=”font-size: 16px; “><img alt=”" src=”http://detoni.files.wordpress.com/2011/03/1521d94e5bb7696375f5b745c5c40040_medium.jpg” style=”border-top-width: 1px; border-right-width: 1px; border-bottom-width: 1px; border-left-width: 1px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; width: 450px; height: 293px; ” /><span class=”Apple-style-span” style=”font-family: Georgia, serif; “>Caro te,</span></span>
<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-size: 16px; “><span style=”font-family: Georgia, serif; “>il tuo aspetto &egrave; pieno di grazia e i tuoi occhi sono gentili, ma dentro sai di essere un mostro urfido e pessimo; io, che un po' ti conosco, penso che questa bizzarra convinzione ti venga da qualcosa accaduto in una pi&ugrave; tenera et&agrave;, e mi chiedo quanto a lungo questo debba ancora condizionarti, MA: va bene, faremo allora che sei un essere venuto dallo spazio, e qui sulla terra hai assunto forma umana; e sul tuo pianeta magari il tuo aspetto &egrave; pieno di grazia e i tuoi occhi sono gentili.&nbsp;</span></span></p>
<div style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-size: 16px; “><span style=”font-family: Georgia, serif; “>Mi sono svegliata e sudavo, perch&eacute; ho un po' di febbre ma anche perch&eacute; stavo facendo un sogno tremendo, ero parte di una banda di rapinatori che rubava a dei criminali pericolosissimi, e cos&igrave; alla fine mi trovavo con l'ultimo compagno rimasto vivo in un furgone pieno di soldi, inseguito dalla banda pi&ugrave; efferata dei due emisferi. Avevamo deciso di nasconderci in campagna quando lo Zio (il fantomatico Zio) se ne fosse andato (gli efferati sapevano sempre dove si trovava lo Zio), ma non ce l'abbiamo fatta: eccoci infatti su un basso viadotto, sotto cui mi butto dal furgone in corsa, cercando di fuggire. Mi volto e vedo che il compare viene raggiunto dagli efferati e stritolato tra due tir; raggiungo la citt&agrave; e mi infilo in un negozio le cui pareti sono vetrine verdi, dentro sembra di essere in un acquario: un nascondiglio talmente stupido che non mi cercheranno proprio l&igrave;. O forse invece s&igrave;.<br />
<br />
Adesso vado, l'alba colora le tende di rosa, &egrave; il segnale convenuto con le piante quando vogliono essere bagnate.&nbsp;</span></span></div>

poi

Inciccipuccimucci, condominio e dintorni, il peso della mole, pessimismo e fastidio, viaggi su 22 marzo 2011 a 21:36

Io poi mi sono provata a immaginare che quello era davvero un ponte, il ponte di una nave, e che al di l&agrave; delle vetrate grandi c'era come un mondo marino, forse anche sottomarino, ma boh, sar&agrave; che non &egrave; abbastanza in alto, cio&egrave;, che cazzo dico, non &egrave; per niente in alto &mdash;&nbsp;da casa mi sembra di essere in picchiata invece, sono troppo in alto forse, ma in fondo non mi dispiace, la sensazione peggiore era quando mi pareva che le pareti fossero di vetro e tutti da fuori mi potessero vedere, adesso sto in un acquario e non me ne frega mica niente, boh&nbsp;&mdash; insomma io non ce la faccio tanto.<br />
Non ce la faccio n&eacute; tanto n&eacute; poco, mi rompo, poi sono un po' contenta per uno, due momenti, poi mi scasso di nuovo e voglio essere tutta in un altro posto, voglio poi anche dormire, cucinare, togliermi le scarpe, ho perfino sognato che avevo i piedi nudi sul legno del fintopontedellanave ma ero in imbarazzo, ho bisogno di star sola, con delle altre persone, diverse, prese una a una, voglio andare al Valentino quando fa un po' pi&ugrave; caldo a passeggiare e poi a leggere un libro sul prato, e pi&ugrave; &egrave; primavera e pi&ugrave; mi viene la voglia di ricominciare a fumare.<br />
E adesso poi basta, vado al mare.&nbsp;

post scritto il martedì sera mentre uno in tv sta urlando senza che se ne capisca la necessità

Inciccipuccimucci, libri su 8 marzo 2011 a 22:01

<span style=”font-size: 16px; “><img alt=”" src=”http://detoni.files.wordpress.com/2011/01/6p9klxfnhef0cc8g05pkxayko1_500.jpg 2010/Oceanology.jpg” style=”float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; width: 300px; height: 352px; ” /><br />
<span style=”font-family: Georgia, serif; “>Io questi capelli, questo colore della pelle, non so: probabilmente ho un antenato africano.<br />
<br />
La piccola &egrave; sul divano arancione e non vuole nessun libro. Li prende, li sfoglia, poi scuote la testa.<br />
A un certo punto &egrave; attratta da un librino con un pinguino, lo usa, lo rimira, quando la nonna le chiede se lo vuole si gira e a sua volta mi chiede: <em>hai questo?</em> E <em>questo</em>&nbsp;&egrave; un librino della stessa serie di quello che ha in mano, e che naturalmente non ho.<br />
Continuo a proporle delle robe come se nulla fosse; l'ultimo &egrave; di Piumini, glielo lascio e me ne vado, e alla fine viene lei alla cassa, sorridente, col suo libro di filastrocche: una bellissima quattrenne coi capelli crespi sparati, gli occhioni scuri scuri, la pelle color del caffelatte, e le idee molto chiare. Ha voluto anche un sacchettino tutto per s&eacute;, diverso da quello del fratello pi&ugrave; grande che fin da principio aveva scelto Oceanology (con lui &egrave; stato molto pi&ugrave; facile, ovviamente).<br />
<br />
Comunque Oceanology &egrave; una figata.<br />
<br />
Poi c'&egrave; quel fatto che mettendo una ciotola di patatine tra gli scaffali si crea come una corrente magnetica mica da ridere.<br />
<br />
Chi vende libri &egrave; pur sempre un commerciante ma un po' speciale, come un farmacista.</span></span>

lettera due

Inciccipuccimucci, eternal sunshine, sueños su 17 febbraio 2011 a 23:38

<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-size: 16px; “><span style=”font-family: Georgia, serif; “>Questa lettera doveva avere dentro il ponte di una nave, delle finestre grandi, un cuscino col tuo nome, gli occhi tristi, i piedi scalzi, due libri vicini, l'attaccatura dei capelli sulla nuca e tante altre cose belle e fantastiche o normali come il pane nel velluto, ma poi mi sono ricordata quanto mi sei stato sulle palle le ultime volte e ho cambiato idea.</span></span></p>

lettera uno

Inciccipuccimucci, comunicazioni di servizio, condominio e dintorni, il peso della mole, pessimismo e fastidio, una bella merda su 8 febbraio 2011 a 00:07

<div style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-size: 14px; “>S'inaugura, con questa, una serie di tot lettere.</span></div>
<div style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-size: 14px; “>Dicono non sia necessario spedirle. Dicono basti scriverle, e qualcosa cambia.<br />
Sono esibizionista, del resto chi ha un blog che cosa pu&ograve; mai essere se non esibizionista.&nbsp;</span><span class=”Apple-style-span” style=”font-size: 14px; “>E poi magari qualche destinatario potrebbe pure trovarle e leggerle. Anche se non sono messaggi in bottiglia. Sono scritti a prescindere.</span></div>
<div style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-size: 14px; “>La prima non &egrave; la pi&ugrave; importante.</span><br />
&nbsp;</div>
<div style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-size: 16px; “><span style=”font-family: Georgia, serif; “>La prima &egrave; per te, che non sei – anche se ti piacerebbe, visto che ti ci comporti – un cane fuori dalla porta: sei una merda appesa a un palo, oppure un verme senza per&ograve; nemmeno quel minimo di dotazione da essere vivente che potrebbe farmi provare un briciolo di piet&agrave;.</span></span></div>
<div style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-size: 16px; “><span style=”font-family: Georgia, serif; “>Stammi a sentire, <a href=”http://en.wikipedia.org/wiki/Homunculus” target=”_blank”>homunculus</a>: puoi andare dove vuoi. Dove ti pare. Questo &egrave; ancora un paese libero. MA: non venirmi vicino. Non venirmi davanti, non venirmi sotto. Gi&agrave; una volta, tanti anni fa, ti ho fatto piangere; e pensa a quante persone hai fatto piangere tu, stronzo da quattro soldi.&nbsp;</span></span><span class=”Apple-style-span” style=”font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; “>Posso farti molto male, lo sai. Allora guardati da me: non venirmi vicino. Vorrei dirti di non parlare di me, delle mie cose, coi tuoi amichetti. Ma non posso. Non sarebbe giusto. Anche se mi infastidisce e non sai quanto, perch&eacute; manco mi dovresti nominare. Mi volevi cancellare, e dunque adesso che diavolo vuoi, schifosa imitazione di una blatta? Non mi provocare invadendo i miei spazi. Mai mi verrebbe in mente di fare la stessa cosa con te. Non esisti, se non come un teatro fatiscente al pari della tua casa, piena di trovate a effetto ma senza calore, senza personalit&agrave;. Sei un bluff. E oggi, se ti vedo in strada, manco ti riconosco. Quindi perch&eacute; venirmi di nuovo davanti? Vattene per il tuo cammino, miserabile, sapendo che mai pi&ugrave; s'incontrer&agrave; col mio.</span></div>

dormire sulla luna

Inciccipuccimucci, cimenalcinema su 13 gennaio 2011 a 22:37

<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-family: Georgia, serif; “>Qualcuno &egrave; arrivato qui cercando le parole del titolo di questo post. Strano, il mio blog non compare nemmeno nelle prime dieci pagine di risultati del solito motore di ricerca.<br />
E comunque: mi &egrave; venuta in mente subito quest'immagine.<br />
Le sono affezionata per pi&ugrave; di un motivo, e ora vorrei regalarla a M. e V.<br />
Il 2008, anno in cui ho visto il film <em><a href=”http://www.veithelmer.com/absurdistan/” target=”_blank”>Absurdistan</a></em> da cui l'immagine &egrave; tratta, inizi&ograve; per me in un modo che peggio non si poteva. Per&ograve; poi l'estate e l'autunno mi regalarono molto e assai.<br />
Auguro la stessa cosa a M. e V., che somigliano parecchio a questi due qui sotto: con tutto il cuore glielo auguro.</span></p>
<img alt=”" src=”http://detoni.files.wordpress.com/2011/01/6p9klxfnhef0cc8g05pkxayko1_500.jpg” style=”margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; display: block; text-align: center; width: 500px; height: 333px; ” />

un consiglio accorato

Inciccipuccimucci, il peso della mole, pessimismo e fastidio, una bella merda su 6 novembre 2010 a 09:38

Se uno appena conosciuto, alto, moro, carino e simpatico proprio come piace a voi, alla fine di una chiacchierata dopo uno spettacolo vi chiede &quot;dove ti ritrovo?&quot; non rispondete: &quot;in giro, tanto frequentiamo gli stessi posti&quot;.<br />
Potreste non rivederlo mai pi&ugrave;.

c'è giustizia, nel cosmo

Inciccipuccimucci, esiti resistenziali, far from heaven, italiano vero, papà su 2 novembre 2010 a 21:48

<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:verdana,geneva,sans-serif;”>Da un po' di tempo mi capita di sentire o di leggere di donne piene d'iniziativa, di energia, di generosit&agrave;, di coraggio, di sensibilit&agrave;, d'ironia, insomma: delle gran belle donne. E mi capita di sentire o di leggere che&nbsp;queste donne&nbsp;hanno dei dubbi sulle loro capacit&agrave;, che sono diventate insicure, che temono di non farcela, per tanti e diversi gravi motivi. Perch&eacute; sono da sole a badare alla famiglia. Perch&eacute; di lavoro ce n'&egrave; sempre meno. Perch&eacute; nonostante si facciano il mazzo da una vita non si sentono – forse non sono – riconosciute dai compagni, dai datori di lavoro, dai figli. Perch&eacute; il tempo passa, per loro e per le persone che hanno accanto. Perch&eacute; hanno paura della malattia, della morte.<br />
Pur conoscendo e riconoscendo la fondatezza di tutte queste ragioni molto diverse e molto personali di sofferenza, non riesco a non collegare questo star male anche al momento contingente (di merda) che stiamo vivendo. All'aria (di merda)&nbsp;che tira.&nbsp;<br />
Alla preponderanza di certi vecchiacci (di merda) che tutto quel che toccano lo trasformano in: merda, applauditi dai servi (di merda)&nbsp;che per vilt&agrave; e tornaconto li ossequiano.<br />
Per questi miracolati della selezione naturale le donne non esistono in quanto individui con una propria volont&agrave;. Son belle da usare e da far vedere, poi si buttano, tanto c'&egrave; subito chi le rimpiazza: il mercato offre sempre di pi&ugrave;, merce giovane, bella, pure esotica.<br />
Le donne &quot;normali&quot; sono bestie da soma, sono contenitori che fan figli anche da morte, sono sacchi da prendere a botte, sono delle rompicazzo, sono delle vecchie stronze, sono cesse a pedali. Per&ograve;, per favore, sorridenti. Il sorriso &egrave; importante, vuoi mica star sempre l&igrave; col muso, a lamentarti. Che palle. Se poi riesci anche a metterti un po' a posto, tiri fuori un po' di tetta, un po' di coscia e un bel tacco, allora guarda, sei quasi pi&ugrave; normale di una donna normale. Sei presentabile. Era ora, cazzo.<br />
Tanti anni fa un imam invasato disse in un incontro pubblico sull'et&agrave; anziana che l'uomo dell'Islam non diventa vecchio. Non &egrave; mai un vecchio. Resta sempre un uomo, da onorare, da riverire. Da servire. Le donne, appunto. Donne anziane: non pervenute.<br />
Il tipo era, in effetti, un tantinello integralista, e nei paesi di religione musulmana per fortuna non &egrave; cos&igrave;. O almeno, nella maggioranza dei paesi islamici non funziona cos&igrave;. Credo. &nbsp;<br />
Qui da noi, invece, pare di s&igrave;.<br />
Figo.<br />
<br />
Sembra il solito discorso qualunquista femminista che ci si pu&ograve; aspettare da questo blog, che del resto da 'st'autunno &egrave; pure in ciabatte, e quindi nemmeno pi&ugrave; le chiacchiere da bar, ormai, poraccio. Anzi, poraccia, inquantoch&eacute; &egrave; un blog femmina. Una blogga.<br />
Ma invece no, non &egrave; sempre il solito discorso.<br />
Intanto, nei primi due paragrafi avrei potuto benissimo scrivere omosessuali, o immigrati, o disabili, e sarebbe stata proprio la stessa cosa.<br />
Poi, quello che voglio dire a queste regine, a queste principesse, e a tutti gli altri nobili esseri che per disgrazia dovessero sentirsi cos&igrave;, &egrave;:<br />
Ricordi quante volte ce l'hai fatta?<br />
Ricordi quante cose belle e importanti hai realizzato?<br />
Ricordi tutte le persone che ti ammirano e ti vogliono bene?<br />
E ti ricordi tutte le volte che ti sei detta: non pensavo, ma guarda, 'sta cosa che nessuno riesce a fare, che nessuno &egrave; mai riuscito a fare prima, io invece s&igrave;, en souplesse.<br />
Hai presente, s&igrave; o no?<br />
Ricordatelo pi&ugrave; spesso, per favore.<br />
Perch&eacute; non meriti di stare cos&igrave;.<br />
Perch&eacute; &egrave; una questione di giustizia cosmica: sei una principessa e una regina.<br />
Vuoi ricordartelo, s&igrave; o no?</span></span><br />
<br />
<img alt=”" src=”https://munfdq.bay.livefilestore.com/y1moQxxfYaqiPHGEL0EY6Pigv9YvIqTLaR00D34ywmeM8WZtJ4zrriSqo6OS25oUnBxLw_ujRDc7Ze2GKs61zAo9hLfbtV9-ceAExCy5gQ49uUGLQEjNnXVks0QpFdsB_Wz0GIudvK8I0C4R8eF0hrKCw/guestbook rosa rossa e rosa bianca.jpg ” style=”border-top-width: 1px; border-right-width: 1px; border-bottom-width: 1px; border-left-width: 1px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; display: block; text-align: center; width: 500px; height: 341px; ” /><br />
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>La rosa,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>l&rsquo;immarcescibile rosa che non canto,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>quella che &egrave; peso e fragranza,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>quella del nero giardino nell&rsquo;alta notte,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>quella di qualsiasi giardino e qualsiasi sera,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>la rosa che risorge dalla tenue</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>cenere per l&rsquo;arte dell&rsquo;alchimia,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>la rosa dei persiani e di Ariosto,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>quella che sempre sta sola,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>quella che sempre &egrave; la rosa delle rose,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>il giovane fiore platonico,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>l&rsquo;ardente e cieca rosa che non canto,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>la rosa irraggiungibile.</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><em><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>Jorge Luis Borges</span></span></em></span></p>
<p style=”font-size: 12px; “>
<br />
<br />
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span><span style=”font-family:verdana,geneva,sans-serif;”>In questi giorni ho portato due rose, la <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=MTXvqzMnbNc” target=”_blank”>rosa rossa</a> e la <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=hEgxvw6_mTY” target=”_blank”>rosa bianca</a>, l'amore e il silenzio, rubedo e albedo, sole e luna.<br />
Le lascio, anche qui, per chi le volesse.&nbsp;<br />
Poi magari lascio anche una strega, anzi una&nbsp;<a href=”http://www.youtube.com/watch?v=_AZSWZDujos” target=”_blank”>fata</a>.<br />
E un <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=GYKJuDxYr3I” target=”_blank”>ponte</a>. Di sole, di luna. Un arcoiris.<br />
Le mie ninnananne.</span></span></span></span><br />
&nbsp;</p>

cose buone dal mondo

Inaleksandr petrov, ben x, ciccipuccimucci, cimenalcinema, maché tv, sottodiciotto film festival su 8 dicembre 2009 a 11:23

<div style=”text-align: justify;”>Quest’anno ho visto solo due robe al <a href=”http://www.sottodiciottofilmfestival.it/”>Sottodiciotto film festival</a>, entrambe meravigliose; un’opera prima fiamminga, <a href=”http://www.benx.be/eng/defilm.asp”>Ben X</a>, e una rassegna di quadri animati del russo <a href=”http://en.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_Petrov_%28animator%29″>Aleksandr Petrov</a>.</div>
<div style=”text-align: justify;”>Ecco un pezzo del capolavoro di Nic Balthazar, e di seguito un corto animato di Petrov, The Cow. <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=dq7nLVoaPX8″>Qui</a>, <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=yN_gV2qLaYk”>qui</a> e <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=47Cs6hHp_Wo”>qui</a> si possono vedere anche le tre parti di un altro bellissimo quadro animato, My Love. <br />
&nbsp;</div>
<div style=”text-align: center;”><object width=”580″ height=”360″>
<param name=”movie” value=”http://www.youtube.com/v/0KBqRy2shtE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1″ />
<param name=”allowFullScreen” value=”true” />
<param name=”allowscriptaccess” value=”always” /></object></div>
<div style=”text-align: center;”>&nbsp;</div>
<div style=”text-align: center;”><object width=”445″ height=”364″>
<param name=”movie” value=”http://www.youtube.com/v/AWGPK5Apv5A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1″ />
<param name=”allowFullScreen” value=”true” />
<param name=”allowscriptaccess” value=”always” /></object></div>
<div style=”text-align: center;”>&nbsp;</div>
<div style=”text-align: justify;”>Infine, un’altra cosa bella bella &egrave; Mach&eacute; tv, al Mach&eacute;, qui a Torino, in via della Consolata 9/g. Maggiori informazioni sul sito <a href=”http://www.fissatigre.com/?p=281″>Fissatigre</a>. Il video qui sotto &egrave; di <a href=”http://blog.libero.it/molinaro/”>Karl Molnar</a>. Prossime trasmissioni previste per il 17 dicembre, che per quanto mi riguarda non &egrave; affatto una data a caso.</div>
<div style=”text-align: center;”>&nbsp;</div>
<div style=”text-align: center;”><object width=”400″ height=”327″>
<param value=”true” name=”allowfullscreen” />
<param value=”always” name=”allowscriptaccess” />
<param value=”http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7973778&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1″ name=”movie” /><embed width=”400″ height=”327″ allowscriptaccess=”always” allowfullscreen=”true” type=”application/x-shockwave-flash” src=”http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7973778&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1″></embed></object></div>
<p style=”text-align: center;”><a href=”http://vimeo.com/7973778″>Mach&egrave; TV</a> from <a href=”http://vimeo.com/carlomolinaro”>Carlo Molinaro</a> on <a href=”http://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

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