detoni

Archivio per la categoria ‘cimenalcinema’

dormire sulla luna

Inciccipuccimucci, cimenalcinema su 13 gennaio 2011 a 22:37

<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-family: Georgia, serif; “>Qualcuno &egrave; arrivato qui cercando le parole del titolo di questo post. Strano, il mio blog non compare nemmeno nelle prime dieci pagine di risultati del solito motore di ricerca.<br />
E comunque: mi &egrave; venuta in mente subito quest'immagine.<br />
Le sono affezionata per pi&ugrave; di un motivo, e ora vorrei regalarla a M. e V.<br />
Il 2008, anno in cui ho visto il film <em><a href=”http://www.veithelmer.com/absurdistan/” target=”_blank”>Absurdistan</a></em> da cui l'immagine &egrave; tratta, inizi&ograve; per me in un modo che peggio non si poteva. Per&ograve; poi l'estate e l'autunno mi regalarono molto e assai.<br />
Auguro la stessa cosa a M. e V., che somigliano parecchio a questi due qui sotto: con tutto il cuore glielo auguro.</span></p>
<img alt=”" src=”http://detoni.files.wordpress.com/2011/01/6p9klxfnhef0cc8g05pkxayko1_500.jpg” style=”margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; display: block; text-align: center; width: 500px; height: 333px; ” />

privilegi

Incimenalcinema, huston, moby dick, torino film festival, viaggi su 29 novembre 2010 a 10:14

<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-family: Georgia, serif; “>Del <a href=”http://www.torinofilmfest.org/” target=”_blank”>TFF</a>.</span></p>
<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-family: Georgia, serif; “>Come quello di poter vedere <a href=”http://www.imdb.com/title/tt0049513/” target=”_blank”>Moby Dick</a> di Huston sul grande schermo (anche per la figlia di H. presente al festival, Allegra, era la prima volta).</span></p>
<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-family: Georgia, serif; “>Non avevo mai visto quel film e non ho letto il libro di Melville.<br />
<br />
Ma il privilegio non riguarda questo; o, almeno, non solo questo.</span></p>
<p style=”text-align: justify; “>
<br />
<span style=”font-family: Georgia, serif; “><em>Oh&nbsp;Natura, e tu, anima umana! come le vostre analogie si distendono oltre quanto &egrave; visibile! non il pi&ugrave; piccolo atomo si muove o vive nella materia, che non abbia il suo sottile riscontro nello spirito.&nbsp;</em></span></p>
<center>
<div class=”media_embed” height=”385″ width=”480″>
<object height=”385″ width=”480″><param name=”movie” value=”http://www.youtube.com/v/0MVQYnEkQ8I?fs=1&amp;hl=it_IT” /><param name=”allowFullScreen” value=”true” /><param name=”allowscriptaccess” value=”always” /></object></div>
</center>

a lezione da Oguri

Incimenalcinema, esiti resistenziali, jappone, oguri, sueños, torino film festival, viaggi su 28 novembre 2010 a 09:39

<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-size: 14px; “><span style=”font-family: Georgia, serif; “>Giorni del Torino Film Festival.<br />
<br />
(Ho visto, ieri, film molto riusciti e, ieri sera, l'<a href=”http://www.youtube.com/watch?v=w-3AHv2E5jg” target=”_blank”>ultimo di Danny Boyle</a>: bello.)<br />
<br />
La possibilit&agrave; per Barraud di realizzare il documentario<em> <a href=”http://www.torinofilmfest.org/index.php?action=detail&amp;id=8908″ target=”_blank”>La For&ecirc;t des Songes</a></em>&nbsp;sul cinema di&nbsp;<em style=”font-weight: bold; font-style: normal; “><a href=”javascript:void(0)/*481*/”><strong>K&ocirc;hei</strong></a><span class=”Apple-style-span” style=”line-height: 23px; “><span class=”Apple-style-span” style=”font-weight: normal; line-height: normal; “><a href=”http://www.imdb.com/name/nm0644850/” target=”_blank”><strong>&nbsp;Oguri </strong></a>&egrave; nata qui, al festival di Torino edizione 2008. C'era una retrospettiva su Oguri, i due sono stati presentati da Massimo Causo; alcuni mesi dopo, Barraud volava in Giappone.</span></span></em><br />
Nella <em>Foresta dei sogni</em>, Oguri per lo pi&ugrave; passeggia in una foresta; parla di anima e di animali, del ciclo di vita delle piante, del cinema antropocentrico. Il tentativo di Oguri &egrave; quello di tenere insieme (Barraud scomoda il mito dell'unificazione degli opposti) essere umano e natura. Bisognerebbe smetterla di considerare l'uomo solo dal punto di vista politico, storico, sociale, dice. Il cinema &egrave; un mezzo limitato: nella stessa inquadratura non ci stanno Oguri (alto 170 cm.) e un faggio alto 30 metri. Il corpo dell'essere umano, nel cinema, non ha quasi spazio, se non per quanto riguarda il sesso e la violenza. Buona parte dell'esperienza sensibile si perde: non siamo solo sguardo e linguaggio.<br />
L'apparente ingenuit&agrave; di queste considerazioni acquista credibilit&agrave; se si pensa all'animismo di Oguri, alla consapevolezza di una spiritualit&agrave; diffusa che in realt&agrave; pervade buona parte del mondo non occidentale e non monoteista. L'essere umano &egrave; in viaggio e non &egrave; solo, ha dei compagni. Potrebbe bastare questo a farci propendere per una scelta del genere: la sua rassicurante convenienza.<br />
L'onest&agrave; di Oguri &egrave; lampante quando racconta dei suoi incubi. Legato, prigioniero, torturato. Pare un contrappasso per la ricerca consapevole di quell'armonia interconnessa che troppi di noi occidentali considerano una favola utopica. E che &egrave; invece la direzione verso cui puntare, l'unica che abbia un senso;&nbsp;</span></span><span class=”Apple-style-span” style=”font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; “>non possiamo continuare ad accettare che le scelte ambientali, politiche, economiche portatrici di un futuro di miseria e di morte siano le uniche possibili.&nbsp;</span><br />
<span class=”Apple-style-span” style=”font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; “>Oguri rivendica la capacit&agrave; (tutta animale, mica soprannaturale) di comprendere tutto in un istante. Di una situazione, di un luogo, di un rapporto.&nbsp;</span><br />
<span class=”Apple-style-span” style=”font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; “>Quel che capisco &egrave; che la fatica di Oguri di &quot;tenere insieme&quot;, aspirazione tutt'altro che consolatoria, in realt&agrave;, bens&igrave; necessaria alla sopravvivenza, &egrave; tale e tanta che il farsene carico comporta anche il farsi attraversare dall'enorme sofferenza, dall'immensa paura che gli umani si trovano a vivere – essendone la causa – su questo disgraziato pianeta.</span></p>
<div style=”text-align: right; “>
&nbsp;</div>
<div style=”text-align: center;”>
<img alt=”Antoine_Barraud_su_Kohei_Oguri_documentario_TORINO-28″ src=”http://detoni.files.wordpress.com/2010/11/91daf1916960efe51496dc9067f35678_medium.jpg” style=”margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; display: block; text-align: center; ” /></div>
<div>
&nbsp;</div>

departures

Incimenalcinema, esiti resistenziali, il peso della mole, jappone, viaggi su 14 aprile 2010 a 11:51

<div align=”justify”>
<font size=”2″>Tutti questi libri, tutti questi film, ma non faranno pi&ugrave; male che bene, in fondo &egrave; un mondo fittizio, mi dico alle volte. Poi capita di incontrare persone, di vivere situazioni, che son molto meglio di un film o un libro, e come un libro e un film spesso finiscono. E la vita vera qual &egrave;?</font><br /> <font size=”2″>Un libro, un film. Una trama interessante, dei personaggi ganzi. La vita come dovrebbe essere, in cui una parte di me si sente a casa. Come in <a href=”http://www.imdb.com/title/tt1069238/” target=”_blank”>questo film</a>. Che lo guardo e mi dico: &egrave; cos&igrave;, &egrave; proprio cos&igrave;, allora. Non sono io che… Forse. </font><br /> <font size=”2″>Oppure come in un <a href=”http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Chuzzlewit” target=”_blank”>libro</a> di Dickens, che mi sta durando parecchio, per fortuna; e per forza, &egrave; di 1288 pagine, per esser molto esatti. I buoni sentimenti. Le persone corrette, leali. Le persone buone: esistevano allora ed esistono oggi. </font><br /><br /><font size=”1″> Quello di cui – invece – non ho bisogno &egrave; un film, o un libro, trash. Warhol si giustificava cos&igrave;: <em>C'&egrave; </em>[a N.Y.] <em>cos&igrave; tanta gente con cui competere, che la tua unica speranza di conseguire qualche risultato &egrave; fare in modo che ti piaccia quello che la maggioranza scarta. </em></font><br /> <font size=”1″>Basta esser consapevoli della propria funzione di mosca sulla merda; lui lo era.</font><br /> <font size=”1″>Ora, se posso capire che per guadagnare quattro soldi uno faccia di tutto, anche un film trash (per dire), quel che non riesco a comprendere, anzi, mi rifiuto proprio di capire, &egrave; la passione di certuni individui per la fruizione di un tale prodotto. </font><br /> <font size=”1″>Beninteso, spiace liquidare cos&igrave; un genere che ha pure dato seguito a fior di studi e riflessioni. Un indotto di merda, praticamente. </font><br /><br /><font size=”2″> <em>Departures</em>… non dir&ograve; di che parla, ma solo </font><font size=”2″>che &egrave; speculare a un altro film che consiglio vivamente, <a href=”http://www.imdb.com/title/tt0289054/” target=”_blank”>Acqua tiepida sotto un ponte rosso</a>. Morte vs eros, pietra vs acqua</font><font size=”2″>. Qui sotto, prima il trailer e poi il tema principale della colonna sonora (di <span>Hisaishi</span></font><font size=”2″>, che &egrave; uso lavorare anche con Kitano e Miyazaki).<br /> </font>
<div align=”justify”>
<font size=”2″>Una chicca: il datore di lavoro del protagonista di <em>Departures </em>&egrave; Tsutomu Yamazaki, un attore diventato famoso qui da noi per il film <a href=”http://www.imdb.com/title/tt0092048/” target=”_blank”>Tampopo</a> (divertente assai), in cui interpretava l'inconsueto ruolo di un roadman burbero, ma dal buon cuore, che decide di aiutare la proprietaria di un ristorantino rimasta vedova a preparare i noodles pi&ugrave; buoni del circondario. In <em>Departures, </em>un paio di volte, si lascia sfuggire la battuta: <em>Cucino troppo bene</em>. </font></div>
<div align=”center”>
&nbsp;</div>
<div align=”center”>
<object height=”340″ width=”560″> <param name=”movie” value=”http://www.youtube.com/v/7ovcimWO78I&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;” /> <param name=”allowFullScreen” value=”true” /> <param name=”allowscriptaccess” value=”always” /></object></div>
<br />
<div align=”center”>
<object height=”385″ width=”480″> <param name=”movie” value=”http://www.youtube.com/v/UiyFeT0Tpkk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;” /> <param name=”allowFullScreen” value=”true” /> <param name=”allowscriptaccess” value=”always” /></object></div>
</div>

cose buone dal mondo

Inaleksandr petrov, ben x, ciccipuccimucci, cimenalcinema, maché tv, sottodiciotto film festival su 8 dicembre 2009 a 11:23

<div style=”text-align: justify;”>Quest’anno ho visto solo due robe al <a href=”http://www.sottodiciottofilmfestival.it/”>Sottodiciotto film festival</a>, entrambe meravigliose; un’opera prima fiamminga, <a href=”http://www.benx.be/eng/defilm.asp”>Ben X</a>, e una rassegna di quadri animati del russo <a href=”http://en.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_Petrov_%28animator%29″>Aleksandr Petrov</a>.</div>
<div style=”text-align: justify;”>Ecco un pezzo del capolavoro di Nic Balthazar, e di seguito un corto animato di Petrov, The Cow. <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=dq7nLVoaPX8″>Qui</a>, <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=yN_gV2qLaYk”>qui</a> e <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=47Cs6hHp_Wo”>qui</a> si possono vedere anche le tre parti di un altro bellissimo quadro animato, My Love. <br />
&nbsp;</div>
<div style=”text-align: center;”><object width=”580″ height=”360″>
<param name=”movie” value=”http://www.youtube.com/v/0KBqRy2shtE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1″ />
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<div style=”text-align: center;”>&nbsp;</div>
<div style=”text-align: center;”><object width=”445″ height=”364″>
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<div style=”text-align: center;”>&nbsp;</div>
<div style=”text-align: justify;”>Infine, un’altra cosa bella bella &egrave; Mach&eacute; tv, al Mach&eacute;, qui a Torino, in via della Consolata 9/g. Maggiori informazioni sul sito <a href=”http://www.fissatigre.com/?p=281″>Fissatigre</a>. Il video qui sotto &egrave; di <a href=”http://blog.libero.it/molinaro/”>Karl Molnar</a>. Prossime trasmissioni previste per il 17 dicembre, che per quanto mi riguarda non &egrave; affatto una data a caso.</div>
<div style=”text-align: center;”>&nbsp;</div>
<div style=”text-align: center;”><object width=”400″ height=”327″>
<param value=”true” name=”allowfullscreen” />
<param value=”always” name=”allowscriptaccess” />
<param value=”http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7973778&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1″ name=”movie” /><embed width=”400″ height=”327″ allowscriptaccess=”always” allowfullscreen=”true” type=”application/x-shockwave-flash” src=”http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7973778&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1″></embed></object></div>
<p style=”text-align: center;”><a href=”http://vimeo.com/7973778″>Mach&egrave; TV</a> from <a href=”http://vimeo.com/carlomolinaro”>Carlo Molinaro</a> on <a href=”http://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

albert serra

Incimenalcinema, torino film festival su 29 novembre 2008 a 13:53

<div align=”right”><font face=”Calibri” class=”ske03″>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Inquadrature silenziose e lunghissime, troppo: durante la proiezione la sala si &egrave; svuotata; <br />
per&ograve; io ho resistito fino in fondo. <span style=”">&nbsp;</span>Certo &egrave; un film pesantino. La chiave di lettura che mi <br />
sembra di poterne dare &egrave; che l&rsquo;unica cosa reale &egrave; il sogno: i <em style=”">remagi</em> trovano cose bellissime <br />
(che vedono solo loro) osservando una semplice pietraia. E nel finale si raccontano fra loro <br />
appunto sogni di angeli, nubi, cacciatori, serpenti, e tutta questa variet&agrave; di cose contrasta <br />
in modo evidente con il nulla che li circonda e nel quale camminano.<br />
<a target=”_blank” href=”http://blog.libero.it/molinaro/5996158.html”>Carlo Molinaro</a><br />
<br />
</font>
<div align=”justify”><font size=”2″ face=”Verdana” class=”ske03″>Invece a me &egrave; piaciuto tanto, <a target=”_blank” href=”http://www.imdb.com/title/tt1143891/”><em>El cant dels ocells</em></a>.<br />
Serra, il regista, &egrave; autore anche di <a target=”_blank” href=”http://www.imdb.com/title/tt0799772/”><em>Honor de Cavalleria</em></a>, film su Quijote e Sancho <a target=”_blank” href=”http://petarda.splinder.com/post/9938033″>amato</a> due anni fa, che poi vinse il festivale.<br />
Vero, i tre remagi in espadrillas e corona e zimarra vagano o credono di andare, nel far questo sognano, questionano, si perdono in mille discorsi quasi da <em>borrachos </em>tanto son surreali, fanno abluzioni, riposano.<br />
Son l&igrave; come per caso, e vanno, non si tirano indietro, anche se non son dei campioni di coraggio, anche se non son campioni di niente.<br />
Certo se non fosse anche un film divertente mi sarebbe risultato pesante. Per&ograve; ho ghignato assai ai siparietti dei tre, e anche nel vedere che la madonna coccola insistentemente un agnellino, quasi fosse lui il bambinges&ugrave;, forse per qualche momento lo era, lo tormenta come una bimba &quot;non so se tenerlo o lasciarlo andare&quot;, dice, e poi gli tiracchia un orecchio e gli scuote delicatamente la collottola.<br />
La sala, quando l’ho visto, non era vuota (nemmen piena) e non si &egrave; svuotata.<br />
In effetti in pochi ridevamo. In due, diciamo: io e il mio vicino di poltrona, che in un primo tempo avevo scambiato per una ragazza a causa dei boccoli biondi. Un tipino che prendeva appunti al buio. A un certo punto s’&egrave; messo di traverso e quasi sdraiato sulle poltroncine, dandomi i ricci in faccia.<br />
Comunque: ai dialoghi dei remagi si pu&ograve; ridere parecchio, da lacrime agli occhi, par di leggere Jarry o Beckett. O di vedere le comiche di quando eravamo bimbi.<br />
(e meno male che non ero la sola a ridere, va’, che far sempre l’apripista non &egrave; cos&igrave; piacevole)<br />
</font></div>
</div>

wish you were here

Incimenalcinema, torino film festival su 26 novembre 2008 a 10:56

<div align=”justify”>Rivedo questo <a href=”http://www.imdb.com/title/tt0094331/” target=”_blank”>film</a> con una <a href=”http://www.celebritypicturesarchive.com/avatars/220×220/e/emily-lloyd/emily-lloyd.jpg” target=”_blank”>Emily Lloyd</a> che somiglia alla casta e perfettina <a href=”http://www.hollywoodteenmovies.com/BigGidget.jpg” target=”_blank”>Sandra Dee</a>, ma qui incarna il ruolo di una ragazza provocante come Lolita e sveglia e sboccata come Zazie. Memorabili alcune scene tra cui quella sotto, in cui il padre la raggiunge sul posto di lavoro per farle una ramanzina, al che la piccola scandalosa Lynda lo insulta, insulta alcune madame (<em>vecchie puttane pettegole</em> o roba cos&igrave;) e infine sale sul tavolo urlando che &egrave; incinta perch&eacute; le piace il cazzo. Divertente anche la scena in cui, di notte, scende in giardino in camicia da notte cantando a squarciagola FANCULO, e quando una vicina di casa si affaccia e chiede spiegazioni le mostra le chiappe nude e le augura BUONANOTTE, SIGNORA FANCULEY. <br />
Pellicola purtroppo funestata nell’audio, se ne sconsiglia la visione al TFF.<br />
Altre robe belle: <em><a href=”http://www.imdb.com/title/tt0082280/” target=”_blank”>Doro no kawa</a> </em>(<em>Muddy River</em>) di Oguri, che mi ha ricordato <em>I 400 colpi</em>, per&ograve; in Giappone.<br />
Notevole <em><a href=”http://www.imdb.com/title/tt0815241/” target=”_blank”>Religulous</a></em>, una bella presa per i fondelli delle religioni e dei credenti, la tesi di fondo &egrave; che la religione nuoce al progresso (inteso come evoluzione, non come sfruttamento sventato del pianeta e delle tecnologie), chiss&agrave; se uscir&agrave; mai qui in Italia (tra l’altro mi viene in mente che, visto che son atea, voglio direttamente l’oppio).<br />
In concorso quello che m’ha convinto di pi&ugrave; finora &egrave;<em> <a href=”http://www.imdb.com/title/tt1000769/” target=”_blank”>Prince of Broadway</a></em>, mentre chi ha visto <em><a href=”http://www.imdb.com/title/tt1063669/” target=”_blank”>Die Welle</a></em> &egrave; rimasto colpito; probabilmente vincer&agrave; quest’ultimo, anche perch&eacute; il livello degli altri film non &egrave; eccelso. Cos&igrave; cos&igrave; <em>Tony Manero</em>, <em>Helen</em>, <em>Bitter &amp; Twisted</em>. Un velo pietoso su <em>Momma’s Man</em>.<br />
Grande godimento rivedendo in versione originale <a href=”http://www.imdb.com/title/tt0089838/” target=”_blank”><em>A Private Function</em></a> (<em>Pranzo Reale</em>); la recitazione di Maggie Smith &egrave; fenomenale. Era presente Michael Palin dei Monthy Python, a un certo punto mentre facevo la fila mi era accanto, gli ho sorriso, mi ha sorriso, ci siamo sorrisi e per&ograve; non gli ho detto un cazzo perch&eacute; mi vergogno del mio inglese, razza di cogliona che non sono altro.<br />
<br />
<div align=”center”>&nbsp; <object width=”425″ height=”344″>
<param name=”movie” value=”http://www.youtube.com/v/kLyycHG1_s8&amp;hl=it&amp;fs=1″ />
<param name=”allowFullScreen” value=”true” />
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</div>

bellissimi

Incimenalcinema, torino film festival su 23 novembre 2008 a 01:09

<a href=”http://www.imdb.com/title/tt1165253/” target=”_blank”>Bi mong (Sad Dream)</a>, Kim Ki-duk<br />
<object width=”350″ height=”280″>
<param name=”movie” value=”http://www.youtube.com/v/3s3XrCmKcG0&amp;hl=it&amp;fs=1″ />
<param name=”allowFullScreen” value=”true” />
<param name=”allowscriptaccess” value=”always” /></object><br />
<br />
<a target=”_blank” href=”http://www.imdb.com/title/tt1279095/”>Kurus</a>, Woo Ming Jin<br />
<object width=”350″ height=”280″>
<param value=”http://www.youtube.com/v/lkwY9v84dV8&amp;hl=it&amp;fs=1″ name=”movie” />
<param value=”true” name=”allowFullScreen” />
<param value=”always” name=”allowscriptaccess” /></object>

arrivedorci

Inblogosfera, ciccipuccimucci, cimenalcinema, esiti resistenziali, viaggi su 1 luglio 2008 a 16:47

<div align=”justify”>Il 18 partivo da qui, da Torino, che era autunno, tutti lo sanno. E arrivare a Roma, dov’era estate, &egrave; stato Qualcosa. Per&ograve; io ci credevo, mi ero portata tutte robe leggere, anche se a casa mia il letto l’avevo lasciato col piumone.<br />
Nei piedi, solo gli infrabirken e le trippenwood. Noi tedesche.<br />
S&igrave;, ogni tanto ci credo e ci azzecco, infatti a gennaio cosa dissi prima di varcare la frontiera? Vedrai che invece a Nizza &egrave; estate; detto fatto, in spiaggia c’era gente in costume che prendeva il sole.<br />
A Roma non posso non andare:<br />
1. a Torre Argentina, qualcosa mi attira, forse i gatti tra le rovine<br />
2. a piazza Santa Maria in Trastevere, a fare una seconda colazione coi giornali.<br />
Poi posso fare tutto il resto. Per esempio godere della compagnia di <a href=”http://triana.splinder.com/” target=”_blank”>Nam&igrave;</a>, intenerirmi con lei davanti a delle foto, vedere la sua bimba in attesa di una bimba; cercare di esser l&igrave;, semplicemente vicino, contenta di stare. Far due seconde colazioni con il gemellino <a href=”http://ilditoarculo.splinder.com/” target=”_blank”>Dito</a>, una con lui e con una <a href=”http://reginadelconato.splinder.com/” target=”_blank”>Regina</a> molto intonata, e notare l’illuminato ed elegante pensamento che contraddistingue i due; e, il mattino dopo, farne un’altra (seconda colazione) con il Dito e Nam&igrave;: essere noi tre, poco prima della mia partenza, in quella piazza che non ricordo come si chiama, che pareva di stare a un bar spagnolo, a parlare, parlare molto, forse un po’ genati, in ogni caso adorabili. Con Nam&igrave; ci si conosce da quattro anni ormai, ed &egrave; un’amica preziosa con cui vorrei poter passare pi&ugrave; tempo; e anche la voglia di condividere pi&ugrave; cose col Marcolo &egrave; parecchia. In ogni caso, averle inaspettatamente l&igrave;, a portata di mano, due persone cos&igrave; belle, insieme: a ripensarci mi torna la voglia di abbracciarle forte forte. <br />
La giornata di sabato &egrave; stata volante. Dopo aver visto Dita e Reginulla e un pezzettino di Trianella, son volata su un bus per andare da <a href=”http://trispito.splinder.com/” target=”_blank”>Riccio</a> a Torre Argentina e poi a Trastevere (appunto). Non conoscevo <a href=”http://www.bibli.it/” target=”_blank”>Bibli</a>, e son restata l&igrave; con Sabrina per ore, mi son persa tra i cibi e le parole e i libri (non solo metaforicamente: a un certo punto non riuscivo a trovare il bagno); tra l’altro, ascoltare la Sabrina parlare (accennare) di Palermo, &egrave; Qualcosa.<br />
A Torre Argentina, per tornare a San Giovanni, riprendo un bus al volo, addirittura si ferma fuori fermata, come un taxi, robe da matti. E la sera, dopo il concerto (bellissimo, guest star: lo scarafaggio di tre cm. che a un certo punto mi zompettava allegramente sulla schiena, insieme abbiam fatto ballare buona parte della collinetta a sinistra del palco) dell’Orchestra di Piazza Vittorio a Villa Borghese, in assenza di metro, via di nuovo col bus. Io, questi bus nella notte, li pensavo dal di fuori, pur standoci dentro, come lunghe scie di luce rossa e gialla, un poco bianca, dalla forma panzuta a fiamma di candela sdraiata, scivolare velocissimi per le strade finalmente deserte, attraversare archi romani, fiancheggiare chiese e monumenti bianchi, e statue, e rovine, e alberi, e poche luci.<br />
Poi cosa c’&egrave; ancora? Non aver visto <a href=”http://metafisica.splinder.com/” target=”_blank”>Metallina</a>. Ma ci rifaremo. Una casa con terrazza, la colazione e le chiacchiere con P., la sua amabilit&agrave;, en passant il culo di E., en re-passant W. con un asciugamano legato attorno alla vita, le percussioni, una toccata e fuga fiorentina. Bakalov e Galliano in piazza del Campidoglio e la coppia tra il pubblico, nel bis, che ballava e rideva, mentre la musica era tragica: sul palco si rappresentava una tragedia e quei due ballavano il tango e ridevano; infine i ringraziamenti al sindaco. Se avessi riso, prima, non so comunque se avrei continuato, dopo.<br />
<strong><br />
Lezione di economia domestica</strong><br />
Siete stufi della peste a guano, aglio marcio e carogna che vi assale ogniqualvolta aprite la porta di casa? Sognate, almeno la mattina, di essere accolti da un invogliante profumo di caff&egrave;? Aprite bene gli occhi o inforcate le baricole e continuate a leggere, &egrave; semplicissimo: alzatevi alle 5:30, mettete su la moka da sei; quand’&egrave; venuta su urtatela con qualcosa, avendo cura di gettarne il contenuto met&agrave; sul muro e met&agrave; in terra sotto i mobiletti; la cucina deve risultare impregnata. Lasciate tutto cos&igrave; com’&egrave;, vestitevi e uscite. Rientrate verso le 9:00 e notate come il profumo di caff&egrave; si sia piacevolmente diffuso in tutta la casa.<br />
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<strong>Robe carine</strong><br />
<strong>1.</strong> La contadina di Barge: <em>non li lavi mica i mirtilli, han gi&agrave; preso abbastanza acqua ieri, e non sono trattati.</em><br />
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<strong>2. </strong>Per strada, una tizia sui 30 in t-shirt fucsia abborda un tizio in t-shirt arancio.<br />
Lei: <em>Ciao, sei Claudio?</em><br />
Lui: <em>S&igrave;…</em><br />
Lei, togliendosi gli occhiali da sole: <em>Eravamo compagni di scuola!</em><br />
&nbsp;<br />
<strong>Robe molto belle</strong><br />
Io <a href=”http://www.kviff.com/en/news/” target=”_blank”>qui</a> , o <a href=”http://www.soluzionesardegna.it/poetto_14.jpg” target=”_blank”>qui</a>, o <a href=”http://www.visitnorway.com/” target=”_blank”>qui</a>, o anche <a href=”http://www.sweden.se/templates/cs/Frontpage.aspx?id=1898″ target=”_blank”>qui</a> (preferibilmente senza mezzo senso di colpa). <br />
Ci si rilegge a fine luglio o a met&agrave; agosto: statevi molto bene.<br />
<strong><br />
Robe di straordinaria venust&agrave;</strong><br />
<a href=”http://www.imdb.com/title/tt0488478/” target=”_blank”>12</a>.</div>

Il vento fa il suo giro

Incimenalcinema, far from heaven, italiano vero, pessimismo e fastidio su 3 aprile 2008 a 10:36

<div align=”justify”>Vent’anni fa preparavo gli esami con Laura, la cui famiglia era originaria della Val Maira, valle <a target=”_blank” href=”http://loudalfin.it/loudalfin/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=3&amp;Itemid=4″>occitana </a>parallela alla forse pi&ugrave; nota Val Varaita. Nella bella stagione s’andava a Stroppo, dove suo fratello, nato e cresciuto a Torino, era tornato, e voleva aprire un rifugio. Le fette biscottate Monviso (o Biscotti della Salute) col burro, le sigarette, gli schemi inappuntabili di Laura (non per niente ex studentessa del D’Azeglio, il miglior liceo torinese) e le sue spiegazioni che mi rendevano semplice il diritto. Poi si girava: c’erano le feste, c’era Sergio Berardo dei <a href=”http://loudalfin.it/loudalfin/” target=”_blank”>Lou Dalfin</a> che suonava, c’erano gruppi e coppie di uomini e di donne che danzavano guardandosi negli occhi, che sar&agrave; pure un retaggio dell’amor cortese, ma la cortesia mica fa schifo: anzi. C’erano il vino e il pane buono, il formaggio, i cavallini merens, certi occhi profondi, le efelidi, certe attaccature di capelli, ecco, un mondo a parte.<br />
Un po’ di questo mondo ho ritrovato nel film <em><a href=”http://www.ilventofailsuogiro.com/” target=”_blank”>Il vento fa il suo giro</a>.</em> Solo che quello che inizia come l’entrata in paradiso di un pastore di capre (francese, ex insegnante, con moglie e figli al seguito, venuti via dai Paesi Baschi perch&eacute; contrari alla costruzione di una centrale nucleare) e formaggiaio diventa presto una discesa all’inferno. Philippe dopo una ricognizione in valle si stabilisce, con la benedizione del sindaco e di un musicista cittadino eccellente, e tra i mugugni del resto della popolazione, a Chersogno. Arriva di notte, con i valligiani che lo accolgono con le fiaccole accese, sparpagliati sulla strada e poi ammassati davanti alla nuova casa del pastore. Un breve discorso e inizia la festa.<br />
L’idillio tra la gente del posto e i forestieri (Philippe &egrave; chiamato sempre e solo <em>il francese</em>) dura poco. Presto si cerca di mettergli i bastoni tra le ruote (una delle bambine viene mandata a casa lavarsi perch&eacute; &quot;puzza di capra&quot;), gli si negano i pascoli abbandonati per far pascolare le bestie, in un crescendo di invidie (&quot;hanno paura che lui riesca dove loro hanno fallito&quot;, dice a un certo punto il sindaco), dispetti, molestie, fino al sacrificio di due capre, che Philippe trova sgozzate e appese, e l&igrave; si arrende e se ne va. Ma il vento fa il suo giro, e si prende la sua rivincita, in un modo o nell’altro. Le inquadrature finali di Chersogno ricordano l’atmosfera di <em>Shining</em>, come se si avvertisse una presenza maligna, stagnante sui tetti di ardesia delle baite.<br />
Mi sono ricordata che il sindaco del paesino d’origine della mia amica non voleva dar la residenza a suo fratello: chiss&agrave; che tipo strano era, quel giovane torinese. Chiss&agrave; perch&eacute; voleva tornare al paese da cui se n’erano andati i suoi nonni. Chiss&agrave; che cos’aveva davvero in mente. </div>

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