<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-size: 16px; “><span style=”font-family: Georgia, serif; “>Questa lettera doveva avere dentro il ponte di una nave, delle finestre grandi, un cuscino col tuo nome, gli occhi tristi, i piedi scalzi, due libri vicini, l'attaccatura dei capelli sulla nuca e tante altre cose belle e fantastiche o normali come il pane nel velluto, ma poi mi sono ricordata quanto mi sei stato sulle palle le ultime volte e ho cambiato idea.</span></span></p>
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lettera due
Inciccipuccimucci, eternal sunshine, sueños su 17 febbraio 2011 a 23:38saccopelismo interiore
Incomunicazioni di servizio, condominio e dintorni, esiti resistenziali, eternal sunshine su 23 maggio 2010 a 18:14<img alt=”" src=”http://detoni.files.wordpress.com/2010/05/3244032222_164069ffea.jpg” style=”width: 500px; height: 317px; float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt;” />Ieri notte ho dormito nel sacco a pelo. Non sarà l'ultima volta. Sto rifacendo casa e adesso tocca alla camera da letto. Chi mi sta dando il bianco (io non ho più né la voglia né l'età, abbiamo già dato, e anche vaffanculo) è un amico molto in gamba ma che non lo fa di mestiere, bensì nei ritagli di tempo, quindi l'operazione è lunga e laboriosa. Come tutti gli artigiani bricoleur che si rispettino, però, ama mettere sottosopra tutta la casa pure mentre sta dipingendo una cucinetta 1×1 (un metro x un metro) come la mia. Per lui è più comodo, certo. Per me che nel frattempo ci devo vivere, meno. La novità è che non scappo. Potevo andare a dormire da un'altra parte, andarmene al mare o anche solo a Casale, invece no. Un po' è perché devo comunque mettere a posto delle robe, fare cernite, chiudere scatoloni, riaprire scatoloni. Ecco, il fatto di disfarmi di tutta 'sta vecchia rumenta mi fa sentire così bene che la mattina mi alzo cantando e accendo subito la radio. Si diffondono nell'aria note di canzoni d'amore che mi fanno sognare e incazzare, poi cambio stazione e ballo. Rivaffa. La sensazione è: luce, leggerezza, facilità, neuroni, cellule e atomi felici. Siete felici, atomini? Celluline? Sì, mi rispondono, e poi sorridiamo, facciamo colazione e balliamo. Apriamo vecchie scatole piene di paure e peccati e nostalgia, piene di ricordi legati a potere ma anche creatività e soprattutto speranza che qualcosa nel mondo potesse cambiare, guardiamo i faldoni, i progetti, le ricerche, le fotocopie, i rapporti, le interviste, ricordiamo e: oddio, ma questo lavoro lo saprei ancora fare? Chi se ne frega, perché non lo voglio rifare: non lo farò mai più. M'era caduto addosso, m'era piaciuto, ma non l'avevo scelto.<br />Mi aveva scelto lui, per mano di una persona che dopo più di cinque anni ho rincontrato per caso l'altro giorno: caso, quale caso. Niente è a caso, ormai. Non ho cambiato strada, solo ho girato la testa dall'altra parte; più che altro per non metterlo in imbarazzo. Per non metterci reciprocamente in imbarazzo. Potrei dire – tempo fa, ancora l'avrei detto – che non mi piace schiacciare i vermi. Invece no. Dico che non me ne sbatteva nulla. Non m'importava mentre ci incrociavamo e ci lasciavamo alle spalle. Ho osservato che è invecchiato, e pure male, che aveva troppi capelli bianchi per la sua età e un'andatura saltellante da Topolino. In effetti. In effetti il nocciolo – banale – della nostra relazione è tutto qui: è vero che le storie più fighe di solito erano quelle con Topolino, ma ho sempre preferito Paperino e Pippo. Non meritavo comunque quel che è successo; non l'ho mai illuso. Gli ho voluto bene; gli ho dato molto. Semplicemente, ha seminato quel che ha raccolto. Non so se la miglior vendetta sia il perdono; io non l'ho perdonato, il perdono la maggior parte delle volte è una cazzata buonista; dico solo che non me ne frega più un cazzo.<br />Dormire in casa col sacco a pelo è figo, perché non bisogna stare attenti a dove mettere la faccia o le braccia come quando si è in giro e si dorme su materassi sfondati buttati su pavimenti pieni di polvere dove la sera prima di spegnere la luce trovi la carcassetta secca di una blatta.<br />La risposta giusta è: lo saprei fare, e molto meglio di prima. Perché sono cambiata. Ma è proprio perché sono cambiata che saprei non darmi più così tanto. Arrivederci amore, ciao? Sì, ma sono io che me ne vado. Che ci sono e non ci sono. Più.<br />Ieri pomeriggio abbiam rimontato la <a href=”http://detoni.files.wordpress.com/2010/05/3244032222_164069ffea.jpg” target=”_blank”>bookworm</a>.<br />Illo ha fissato due mensole; la prima era posticcia e a un certo punto è caduta e si è sfracellata. Io me lo sentivo che cadeva.<br />Illo una volta andò febbricitante a casa di una nostra comune amica (che ora non lo è più, chissà come mai?) a cui s'era rotta la porta blindata. Di fronte alla quale specificò che, per quanto "manitas", non era sicuro di farcela. E infatti fece un bordello, vennero via le molle, esplose tutto, e si dovette poi chiamare un fabbro. Lei non l'ha perdonato, per anni l'ha evitato anche se abitavano vicini e la donna di lui era una delle sue migliori amiche. (Lei) Fa l'educatrice e ha un tot di anni più di me. Una persona intelligente, di certo stimata in ambito professionale e non solo. 'Na pazza.<br />Allora, io so che illo è una brava persona e ce la mette tutta e spesso fa delle cose molto belle, perché dovrei incazzarmi se mi ha spaccato un pezzo di bookworm che costa un occhio della testa? Cioè, perché nella mia infinità magnanimità e maturità preferisco lasciar perdere? La verità è che non m'è proprio venuto da incazzarmi. Per questo dico che sono cambiata. Che succede insomma con il buon illo? Che lo lascio sbagliare. Fa la cazzata, poi si rende conto, si sente in colpa, e ancor di più non essendo cazziato, perciò cerca in tutti i modi di rimediare. E mi dà di tutto e di più. Fanno così le donne, no? Per questo non potrò mai fidanzarmi con illo: perché non è mio figlio.<br />[Fanno così le donne ma mia madre no, infatti se qualcosa in casa veniva rotto/perso era 'na tragedia, tutto doveva scorrere perfetto e integro e immutato for ever and ever. tiè, mamy. tua figlia è diversa da te]<br />Poi, se a qualcuno venisse in mente di paragonare il mio ignorare Topolino per strada con l'atteggiamento dell'ex amica che non caga illo quando lo incrocia, sappia che il povero ratto non mi ha rovinato una serratura; praticamente m'ha pugnalato mentre stavo già morendo (dimostrando anche in questo la sua viltà, non avrebbe mai avuto il coraggio di farmi fuori, altrimenti. I cagasotto li detesto, proprio come tipologia del genere umano). Capirai. Data la situazione, non ci ho fatto neanche troppo caso. Diciamo che mi sono indignata perché se fosse successa la stessa cosa a qualcuno cui volevo bene mi sarei incazzata come una biscia e magari avrei anche fatto qualcosa. Qualcosa che per me nessuno ha fatto, è vero, ma va bene anche così. Ormai son più di trent'anni che ho letto Don Chisciotte per la prima volta. Posso quindi affermare con ragione di causa che la persona più donchisciottesca che conosco sono io. Inutile che cerchi un Don Chisciotte. Devo cercare una Dulcinea o tutt'al più un Sancho?<br />Ma poi, visto che son felice, e mi piaccio molto, sarò ancora proprio così donchisciottesca? Sto diventando qualcosa che non so? O vado dove voglio andare? Mah e rimah. E soprattutto: cazzomene.<br /><br />E adesso mi piace anche <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=Np5oLWpBX_Y&feature=related” target=”_blank”>questa canzone</a>. Non sarà che sto diventando un po' paracula come quello che la canta e so
prattutto come quello che l'ha composta? Brrrr.
Incimenalcinema, eternal sunshine, sueños su 11 ottobre 2005 a 19:41
<p align=”justify”><font color=”#ff9900″ size=”2″><strong>I sogni son desideri chiusi in fondo al cuor</strong></font></p>
<p align=”justify”><font color=”#ff9900″ size=”2″></font></p>
<p align=”justify”><a href=”http://detoni.files.wordpress.com/2005/10/eternalsunshine.jpg”><u><font color=”#ff9900″ size=”2″><img alt=”" align=”left” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2005/10/eternalsunshine.jpg” /></font></u></a></p>
<p align=”justify”><font color=”#ff9900″ size=”2″></font></p>
<em>
<p align=”justify”><font size=”2″><font color=”#ff9900″><strong>Ovvero: amatevi e non rompete(vi) troppo i coglioni.</strong> </font></font></p>
</em>
<p align=”justify”><font color=”#ff9900″ size=”2″></font></p>
<p align=”justify”><font color=”#ff9900″ size=”2″>Alcune cosine. I due che fuggono di ricordo in ricordo mi hanno fatto venire in mente quei cartoni animati in cui uno sfigato si muove sul pack che si disfa via via sotto i suoi piedi. E quindi corre, saltando, da una lastra di ghiaccio all’altra. Mi sembra che il fulcro sia: <em>anche se cerchi in tutti i modi di dimenticarti dell’altro, non ce la fai, perché qualcosa ti resta dentro, e tuo malgrado sabota il tuo tentativo di cancellazione</em>. Più ci penso e più mi convinco che Kaufman e Gondry hanno deciso di mettere in scena, come in uno psicodramma, gli attori della psiche: così siamo noi i cancellatori (mai fatto un falò delle foto? mai preso tutte le cose dell’amato bene e gettate in uno scatolone riposto fuori dalla vista?), e siamo noi la Clementina nei ricordi (ovvero, la Clem dei ricordi è una parte di Joel, quella parte di Joel che ha bisogno di sentire che Clem, a lui, ci tiene ancora, per avere il coraggio di non procedere nella cancellazione), siamo noi anche la clementina che si autoinganna e per un poco si innamora di un falso Joel (= Patrick). C’è – forse – anche un tocco di Jung, nel ruolo archetipico dell’amore tragico e vendicativo, ma in fondo equo e pietoso, vestito dalla collaboratrice innamorata del medico cancellaricordi. Ecco: Joel e Clem non hanno potuto dimenticarsi. In <em>Before Sunset</em>, Celine/Julie Delpy dice: <em>tutti dicono che dimenticano i loro amori passati, io mi ricordo di tutti gli uomini che mi sono stati compagni</em> (o qualcosa del genere). Così va il mondo. Lo stesso mondo che spesso, alla fine di una storia, si ritrova a dire, esattamente come Joel e Mandarina: <em>da lui/lei questa cosa non me l’aspettavo, mi chiedo se in tutto questo tempo ho avuto a che fare con un estraneo/a.</em> Cazzate. Dimenticarsi, rimuovere, è un modo di non soffrire, ma è anche un po’ come ridurre l’altro o l’altra a un prodotto che non ci soddisfa più. E come può qualcuno/a che fino a qualche giorno prima era sotto la pelle, nel sangue, nella linfa, diventare improvvisamente un corpo estraneo? Non ci sono tempi così lunghi di rigetto. È che l’amore, quello vero, sa cambiare le molecole, e pure le cellule… è per quello, forse, che non si può dimenticare. </font><font color=”#ff9900″><font size=”2″>L’onirico – l’inconscio, che in esso dimora – ci porta desideri, frustrazioni, istinti, e via dicendo. È tutto quel ‘sommerso’ che durante il giorno cerchiamo, più o meno consapevolmente, di tenere sopito e sotto controllo, che nel sogno riaffiora, più o meno trasformato. <br />
<br />
</font><em><font size=”2″></font></em></font></p>
<p align=”justify”><em><font color=”#ff9900″ size=”2″>Insomma. Tu, Joel, pensi che Clem-Mandarina sia una che per insicurezza si scoperebbe il primo che passa, che non legge, che si tinge i capelli perché ha il cervello vuoto? Tu, Mandarina, pensi che Joel ti soffoca con la sua passività depressa e che ti annoia con la sua immobilità? Voi, Joel e Mandarina, una volta saputo che cosa l’altro/a pensa veramente di voi vi siete sentiti delle merde, e avete pensato di non conoscerlo/a e di aver buttato via un sacco di tempo? E che in fondo se non lo/a cononoscevate fino a quel punto ed era solo più capace di farvi star male, forse era ora di piantarla lì? Così, Mandarina e Joel, avete sofferto come cani malati e negletti pensando che di quell’amore non solo non restava più nulla, ma forse non era esistito mai, perché provato nei confronti di qualcuno che, alla fine era un/a perfetto/a estraneo/a? <br />
Ma anche, Mandarina e Joel, siete poi dopo un tempo tornati sui vostri passi, senza neanche volerlo, ad annusarvi come cuccioli e a darvi musate non troppo forti, gli occhi imploranti a chiedere non farmi, però, troppo male, stavolta? <br />
Avete capito, o cominciate a capire, che chissenefrega di quello che siete e di quel che pensate l’uno/a dell’altra/o? Che potete amarvi lo stesso, e che invece di farvi del male è molto più divertente correre sulla spiaggia e giocare a darsi spintoni? <br />
Ecco, adesso che rispetto a voi stessi e rispetto a voi coppia situata nell’universo composito di coppie che furono, sono, e verranno, avete capito che non è così importante una qualsiasi collocazione, adesso che, appunto, avete raggiunto questa bella consapevolezza che vi rende il cuore etereo e la mente scevra da rovelli, giacché la mente, come sempre, solare è, al di là di voi nubi passeggere, in quella quota altissima che gli esseri umani sperimentano con l’amore, solo, e poco altro, forse; adesso, Mandarina e Joel, potete andare, e finalmente, finalmente!, vivere. </font></em></p>
<p align=”justify”><font color=”#ff9900″ size=”2″></font></p>
<p align=”justify”><font size=”2″><font color=”#ff9900″><img style=”WIDTH: 257px; HEIGHT: 253px” height=”265″ alt=”" width=”257″ align=”right” src=”http://images-eu.amazon.com/images/P/B0001XLXW0.02.LZZZZZZZ.jpg” />Questa condizione estatica di mente tersa e luminosa, proprio come il cielo che sempre si osserva a una certa quota una volta attraversato lo strato di nubi, sarà data dal meccanico rimuovere ciò che ci affligge o dalla consapevolezza che tutto passa e nulla ha importanza? O che niente passa e che tutto ha importanza…? <br />
Beh, dal film sembra che quel che si cerca di chiudere fuori dalla porta poi rientri dalla finestra… <br />
<br />
Gli<em> </em></font><a href=”http://www.spietati.it/archivio/recensioni/rece-2004-2005/s/se_mi_lasci_ti_cancello.htm “><font color=”#ff9900″><em>Spietati</em></font></a><font color=”#ff9900″> hanno fatto un sacco di bei commenti al film. In particolare quello di Luca Pacilio. Pacilio riporta anche i versi di Pope, da cui quello che dà il titolo al film. </font></font></p>
<font size=”2″>
<p align=”justify”><br />
<font size=”2″><br />
</font><font size=”2″><font color=”#ff9900″><em><strong>How happy is the blameless Vestal’s lot! <br />
The world forgetting, by the world forgot. <br />
Eternal sunshine of the spotless mind! <br />
Each pray’r accepted, and each wish resign’d.</strong></em> </font></font></p>
</font>