<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:verdana,geneva,sans-serif;”>Da un po' di tempo mi capita di sentire o di leggere di donne piene d'iniziativa, di energia, di generosità, di coraggio, di sensibilità, d'ironia, insomma: delle gran belle donne. E mi capita di sentire o di leggere che queste donne hanno dei dubbi sulle loro capacità, che sono diventate insicure, che temono di non farcela, per tanti e diversi gravi motivi. Perché sono da sole a badare alla famiglia. Perché di lavoro ce n'è sempre meno. Perché nonostante si facciano il mazzo da una vita non si sentono – forse non sono – riconosciute dai compagni, dai datori di lavoro, dai figli. Perché il tempo passa, per loro e per le persone che hanno accanto. Perché hanno paura della malattia, della morte.<br />
Pur conoscendo e riconoscendo la fondatezza di tutte queste ragioni molto diverse e molto personali di sofferenza, non riesco a non collegare questo star male anche al momento contingente (di merda) che stiamo vivendo. All'aria (di merda) che tira. <br />
Alla preponderanza di certi vecchiacci (di merda) che tutto quel che toccano lo trasformano in: merda, applauditi dai servi (di merda) che per viltà e tornaconto li ossequiano.<br />
Per questi miracolati della selezione naturale le donne non esistono in quanto individui con una propria volontà. Son belle da usare e da far vedere, poi si buttano, tanto c'è subito chi le rimpiazza: il mercato offre sempre di più, merce giovane, bella, pure esotica.<br />
Le donne "normali" sono bestie da soma, sono contenitori che fan figli anche da morte, sono sacchi da prendere a botte, sono delle rompicazzo, sono delle vecchie stronze, sono cesse a pedali. Però, per favore, sorridenti. Il sorriso è importante, vuoi mica star sempre lì col muso, a lamentarti. Che palle. Se poi riesci anche a metterti un po' a posto, tiri fuori un po' di tetta, un po' di coscia e un bel tacco, allora guarda, sei quasi più normale di una donna normale. Sei presentabile. Era ora, cazzo.<br />
Tanti anni fa un imam invasato disse in un incontro pubblico sull'età anziana che l'uomo dell'Islam non diventa vecchio. Non è mai un vecchio. Resta sempre un uomo, da onorare, da riverire. Da servire. Le donne, appunto. Donne anziane: non pervenute.<br />
Il tipo era, in effetti, un tantinello integralista, e nei paesi di religione musulmana per fortuna non è così. O almeno, nella maggioranza dei paesi islamici non funziona così. Credo. <br />
Qui da noi, invece, pare di sì.<br />
Figo.<br />
<br />
Sembra il solito discorso qualunquista femminista che ci si può aspettare da questo blog, che del resto da 'st'autunno è pure in ciabatte, e quindi nemmeno più le chiacchiere da bar, ormai, poraccio. Anzi, poraccia, inquantoché è un blog femmina. Una blogga.<br />
Ma invece no, non è sempre il solito discorso.<br />
Intanto, nei primi due paragrafi avrei potuto benissimo scrivere omosessuali, o immigrati, o disabili, e sarebbe stata proprio la stessa cosa.<br />
Poi, quello che voglio dire a queste regine, a queste principesse, e a tutti gli altri nobili esseri che per disgrazia dovessero sentirsi così, è:<br />
Ricordi quante volte ce l'hai fatta?<br />
Ricordi quante cose belle e importanti hai realizzato?<br />
Ricordi tutte le persone che ti ammirano e ti vogliono bene?<br />
E ti ricordi tutte le volte che ti sei detta: non pensavo, ma guarda, 'sta cosa che nessuno riesce a fare, che nessuno è mai riuscito a fare prima, io invece sì, en souplesse.<br />
Hai presente, sì o no?<br />
Ricordatelo più spesso, per favore.<br />
Perché non meriti di stare così.<br />
Perché è una questione di giustizia cosmica: sei una principessa e una regina.<br />
Vuoi ricordartelo, sì o no?</span></span><br />
<br />
<img alt=”" src=”https://munfdq.bay.livefilestore.com/y1moQxxfYaqiPHGEL0EY6Pigv9YvIqTLaR00D34ywmeM8WZtJ4zrriSqo6OS25oUnBxLw_ujRDc7Ze2GKs61zAo9hLfbtV9-ceAExCy5gQ49uUGLQEjNnXVks0QpFdsB_Wz0GIudvK8I0C4R8eF0hrKCw/guestbook rosa rossa e rosa bianca.jpg ” style=”border-top-width: 1px; border-right-width: 1px; border-bottom-width: 1px; border-left-width: 1px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; display: block; text-align: center; width: 500px; height: 341px; ” /><br />
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>La rosa,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>l’immarcescibile rosa che non canto,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>quella che è peso e fragranza,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>quella del nero giardino nell’alta notte,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>quella di qualsiasi giardino e qualsiasi sera,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>la rosa che risorge dalla tenue</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>cenere per l’arte dell’alchimia,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>la rosa dei persiani e di Ariosto,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>quella che sempre sta sola,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>quella che sempre è la rosa delle rose,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>il giovane fiore platonico,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>l’ardente e cieca rosa che non canto,</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>la rosa irraggiungibile.</span></span></span></p>
<p style=”font-size: 12px; text-align: center; “>
<span style=”font-size:12px;”><em><span style=”font-family:georgia,serif;”><span>Jorge Luis Borges</span></span></em></span></p>
<p style=”font-size: 12px; “>
<br />
<br />
<span style=”font-size:12px;”><span style=”font-family:georgia,serif;”><span><span style=”font-family:verdana,geneva,sans-serif;”>In questi giorni ho portato due rose, la <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=MTXvqzMnbNc” target=”_blank”>rosa rossa</a> e la <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=hEgxvw6_mTY” target=”_blank”>rosa bianca</a>, l'amore e il silenzio, rubedo e albedo, sole e luna.<br />
Le lascio, anche qui, per chi le volesse. <br />
Poi magari lascio anche una strega, anzi una <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=_AZSWZDujos” target=”_blank”>fata</a>.<br />
E un <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=GYKJuDxYr3I” target=”_blank”>ponte</a>. Di sole, di luna. Un arcoiris.<br />
Le mie ninnananne.</span></span></span></span><br />
</p>
Archivio per la categoria ‘italiano vero’
c'è giustizia, nel cosmo
Inciccipuccimucci, esiti resistenziali, far from heaven, italiano vero, papà su 2 novembre 2010 a 21:48l'intervista
Incuentos, esiti resistenziali, il peso della mole, italiano vero, libri, topo gigio su 19 dicembre 2009 a 14:22<div style=”text-align: justify;”>G: buongiorno.<br />
A: buongiorno.<br />
G: allora cominciamo… come va?<br />
A: insomma.<br />
G: vabè. ha visto l’ultimo dei cohen?<br />
A: non ancora.<br />
G: e cosa aspetta?<br />
A: ultimamente ho avuto di meglio da fare.<br />
G: tipo?<br />
A: tipo delle cose belle, gliel’ho detto. e comunque guardi che anche stare a casa col divanone, il piumone, il tutone, il calzettone e il megaschermone non è male.<br />
G: perché usa tutti quegli accrescitivi?<br />
A: niente… così. sa che c’è gente che arriva qui cercando "pranzi di gnomi"?<br />
G: e allora?<br />
A: e allora mi sembra giusto dare dei segnali forti e chiari.<br />
G: a chi?<br />
A: agli gnomi! io, se ne becco uno proprio mentre sta entrando, giuro che lo infilzo su uno spiedo e lo faccio arrosto. l’altro giorno ce l’ho quasi fatta, ma poi l’ho dovuto lasciar andare. era troppo alto, 1.55.<br />
G: ma perché, scusi, tutta questa violenza?<br />
A: che violenza? sono buonissima. anzi, ci tengo a precisare che il mio migliore amico è uno gnomo.<br />
G: riformulo la domanda: perché tutta questa bontà?<br />
A: le piace questa piccola mole antonelliana? è di cioccolato.<br />
G: fondente o al latte?<br />
A: al latte.<br />
G: allora no.<br />
A: che stronzo.<br />
G: cosa?<br />
A: sì, guardi, io odio chi dice di preferire il cioccolato fondente. per me il fondente non è davvero cooocc… chiiioc… uffa, cioccolato!<br />
G: punti di vista. e che c’entra poi con l’essere stronzi?<br />
A: è che chi preferisce il fondente lo fa per posa, per tirarsela.<br />
G: da bambino mi piaceva al latte; poi crescendo il gusto si evolve, e adesso apprezzo di più quello fondente: il vero cioccolato è il fondente.<br />
A: la pagano le multinazionali? comunque, vede che se la sta tirando? per lei quelli che amano il cioccolato al latte sono dei bambini.<br />
G: non ho detto questo…<br />
A: ma sì che l’ha detto. e se le dicessi che in fondo tutti preferiscono il cioccolato al latte ma non vogliono ammetterlo?<br />
G: ma cosa sta dicendo…?<br />
A: ha capito benissimo.<br />
G: no, non capisco.<br />
A: ah no? adesso le farò male, ma non si preoccupi, dopo un minuto passa.<br />
G: AHIA!<br />
A: visto? non sente già più niente.<br />
G (tenendosi la fronte con una mano): ma, veramente… e poi non diceva di essere buonissima?<br />
A: proprio per questo, io gli stronzi li meno.<br />
G: si può sapere perché continua a chiamarmi stronzo? faccio solo il mio lavoro!<br />
A: certo che, per essere stronzo, è stronzo forte: all’inizio, quando le ho detto "insomma", ha cambiato discorso! (scoppia a piangere)<br />
<br />
(entra H)<br />
H: basta, se ne vada!<br />
G: e lei chi è?<br />
H: che importa? fellone! in guardia!<br />
G: cosa vuole? e perché ha un’armatura? no! no! (cerca di ripararsi portando avanti le braccia)<br />
H (facendo roteare una mazza): ho anche questa! prendi!<br />
G: AHHHHHH!!!!!!!! (cade, si rialza a fatica e si allontana arrancando, piegato in due)<br />
<br />
A (ridendo): … dai, ora puoi tornare dentro.<br />
H: meglio di no: potrebbe essere ancora nei paraggi.<br />
A: hai chiamato topo gigio?<br />
H: no.<br />
A: chiamalo, che aspetti? sennò parte.<br />
H: ma se ci tiene tanto, che vada. vuoi che non sappia di che cosa è fatta la luna, realmente?<br />
A: a me ha detto che è di formaggio, e io gli credo.<br />
H: tu credi a tutto… e quale formaggio, di grazia?<br />
A: groviera.<br />
H: che gusto dozzinale. è poi arrivato lermontov?<br />
A (sorridendo): no, è arrivato pratolini!<br />
H: pratolini?<br />
A: sì, a quanto pare c’è stato uno scambio di persona, non è divertente?<br />
H: mah. mi chiedo che cosa debba ancora capitare.<br />
<br />
G: scusate…<br />
H: e lei che cosa vuole ancora?<br />
G: sono un collega del mio amico…<br />
H: ma va là. s’è ripulito ben bene da tutto quel sangue, ma si vede lontano un miglio che è sempre lei!<br />
G: non sono lo stesso di prima: sono cambiato.<br />
H: ma non mi faccia ridere.<br />
G: devo finire l’intervista, o non verrò pagato.<br />
H: e se la paghiamo noi, per togliersi dai coglioni?<br />
A (guarda G sbattendo le ciglia): … mi spiace.<br />
G: anche a me, non capisco perché, ma è così. e non sono le tre costole rotte, eh. però (indica H) con quello in giro non mi sento tranquillo.<br />
A: è che non si sa regolare…<br />
H: certo, ora tutti a darmi la colpa! al diavolo! e fatemi uscire da quest’armatura, soffoco!<br />
A: è ora di rientrare, per piacere.<br />
H: non rientro affatto.<br />
A: entra dentro, ho detto!<br />
H: NO! (inizia a togliere l’armatura)<br />
A: fermo! aiuto!<br />
G: non capisco un accidente.<br />
A: non puoi uscire! (girandosi verso G): non è mai uscito!<br />
G: forse basta un po’ di crema solare?<br />
A: ma che crema, lei non capisce! (abbassando la testa e iniziando a parlare sottovoce): houston, houston, mi stiamo perdendo!<br />
H: fatemi uscireeeeeeeeee… oh, finalmente!<br />
A: una donna!?<br />
G: ma è bellissima!<br />
H: embè?<br />
G: scusi, perché tutta questa bellezza?<br />
H: non sono bella. sono. sono bella.<br />
A (declamando): io, io, io, io… dopo quattro volte soltanto, una parola priva di senso!<br />
G (sottovoce): in che senso?<br />
<br />
DRIIIIN!<br />
A: la porta!<br />
H: vado io.<br />
T: buonasera!<br />
A e H: gigio!<br />
T: son qui per la cena d’addio.<br />
A (rivolgendosi a T): hai poi deciso di andare? ma guarda che…<br />
T: ho portato del nebbiolo.<br />
H (rivolgendosi ad A): vedi che non ne vuole parlare.<br />
A (rivolgendosi a G): lei si ferma a cena?<br />
G: quasi quasi…<br />
H: allora tiriamo fuori il servizio buono, quello coi pinguini.<br />
<br />
(si sente raspare la porta)<br />
A: e adesso chi sarà?<br />
T (affacciandosi alla finestra): è un cucciolo.<br />
A e H (saltando e battendo le mani): un cucciolo! un cucciolo! facciamolo entrare!<br />
G: sul cucciolo, avete delle dichiarazioni da fare?<br />
A e H: no, finiremmo per dire le solite banalità, per esempio che non si lascia mai un cucciolo fuori, al freddo, a raspare la porta.<br />
G scrive.<br />
T (stappando la bottiglia): è solo e sempre una questione di luce e di calore, guardi.<br />
G: come?<br />
T: ma sì, questi viaggi spaziali: basta abituarsi al buio e al gelo, cosa crede.<br />
G (si guarda intorno): ma dove sono andate?<br />
T: chi?<br />
G: le due tipe…<br />
T: non so di che cosa stia parlando.<br />
G (sfogliando il taccuino): ma… dov’è… qui non c’è scritto niente! <br />
T: vuole un po’ di vino? magari si snebbia le idee…<br />
G: sì, grazie… (toccandosi il costato) è incredibile, non mi fa più male.<br />
T: ecco, tenga, ha visto che bei bicchieri? (a voce più bassa) snebbia, il nebbiolo: ihihih!<br />
G (ridendo un po’ forzatamente): proprio carini… vabè… resta il fatto che ho perso l’intervista.<br />
T: un vero peccato.<br />
G: … e quindi, lei domani parte per la luna?<br />
T: certo!<br />
G: e… le andrebbe di essere intervistato?<br />
T: come no!<br />
G: grande!<br />
T: prosit!<br />
G: prosit!</div>
Sapessi com'è strano, pigliarsi un duomo in faccia, a milano…
Incafonano, duomo milano, esiti resistenziali, italiano vero, massoneria, moretti, p2, pessimismo e fastidio su 14 dicembre 2009 a 09:20<div style=”text-align: justify;”><img border=”0″ align=”cssLeft” alt=”" style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; width: 216px; height: 253px;” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2009/12/f362a8d3f094d069087d1b8ccd5dc13c_medium.jpg” />S’era alle prese con la solita sequela – attizzata dalle malelingue mediatiche del pianeta, anzi della galassia – di notiziole screditanti, l’ultima delle quali vedrebbe il cafonano, in un vertice europeo sul clima, alle prese con delle raffigurazioni di biancheria intima femminile attraverso i secoli, vergate di proprio pugno. Diverse fogge, diversa vestibilità e soprattutto diverse dimensioni: mutandoni, coulottes, slip, tanga, perizoma, ecc. uscivano con naturalezza dalla penna del premier, e con altrettanta disinvoltura finivano davanti agli occhi dei colleghi; embè? Forse è superfluo far notare (sì, forse, e quindi lo facciamo notare) che, parlando di mutamenti del clima, si parla anche di cambiamenti nell’abbigliamento, anche e soprattutto di quello che va sotto i vestiti: mutare, mutande, è sottinteso, no? Quindi tutto questo bailamme da parte di <a href=”http://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-1235414/Berlusconis-new-international-bloomer-sends-EU-leaders-womens-underwear-doodles.html”>giornalucoli</a> che non vedono l’ora di poter gettare un po’ di palta sulla nostra bella itaglia, avercene, d’itaglie, razza di tabloid del piffero che nemmeno libero o il giornale o <a href=”http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/berlusconi-varie-3/berlusconi-disegni/berlusconi-disegni.html”>la repubblica</a> da noi, non solo non si capisce, ma addirittura fa pensare a una persecuzione del nostro povero cafonanetto che, una volta tanto, era proprio dove doveva essere e stava facendo il suo lavoro. <br />
E infatti! Proprio ieri cafOnan stava a Milano a fare un comizio per la campagna di tesseramento del suo partito – e va bene, è giusto così, in fondo un primo ministro che deve fare? Potrà mica sempre essere super partes! – insomma era lì che diceva un sacco di robe giuste, niente di nuovo per carità, la persecuzione mediatica, appunto, non c’è la crisi, è un complotto delle sinistre, mi alleo con la destra di storace e santanché perché son libertari e pacifisti della prima ora, ecc., poi ha chiesto il numero di telefono di una tizia, e anche lì nulla di nuovo sotto il sole, ma che dire, lui è fatto così e ci piace proprio per quello, o no?, bon, vabè, era lì, era lì, era lì che scendeva dal palco e THUD! STUMP! gli arriva una roba in faccia! Una roba dura e piena di spigoli: una statuetta del Duomo di Milano! O mia bela madunina! A l’è propi un gran Milàn! E infatti, cafonett riporta seri danni alla dentiera, che però, essendo finta ed essendo lui pieno di soldi, sai a noi che ce ne fotte!<br />
Dopo, ma anche prima, è pieno di <a href=”http://www.repubblica.it/2009/12/dirette/sezioni/politica/comizio-berlusconi/comizio-berlusconi/index.html”>dichiarazioni deliranti</a>: le solite, da parte delle solite persone. <a href=”http://vibrisse.wordpress.com/2009/12/13/la-folla/#comments”>Altri</a> invece <a href=”http://www.pasteris.it/blog/2009/12/14/il-corpo-del-premier-e-altre-cose/”>sentono</a> la necessità di prendere le distanze, e non per mirare meglio la prossima volta: peccato!</div>
allarme rosso su marte!
Incafonano, comunicazioni di servizio, italiano vero, pessimismo e fastidio, viaggi su 13 dicembre 2009 a 19:52<div style=”text-align: justify;”>Buonasera. Alla luce degli <a href=”http://www.repubblica.it/2009/12/dirette/sezioni/politica/comizio-berlusconi/comizio-berlusconi/index.html”>ultimi accadimenti</a>, riproponiamo un <a href=”http://petarda.splinder.com/post/3856402″>pezzo di repertorio</a> risalente al 2001 d.C.<br />
<span style=”color: rgb(0, 0, 0);”><span style=”font-size: medium;”><br />
</span><span style=”font-size: large;”><span style=”font-family: Courier New;”>Dallo <em>Space Guardian</em>: </span><strong><span style=”font-family: Courier New;”>Allarme </span></strong></span></span><span style=”font-size: large;”><strong><span style=”font-family: Courier New;”><span style=”color: rgb(128, 0, 0);”>rosso</span></span></strong></span><span style=”color: rgb(0, 0, 0);”><span style=”font-size: large;”><strong><span style=”font-family: Courier New;”> su Marte!</span></strong></span></span><span style=”font-size: small;”><span><span style=”font-family: Courier New;”><br />
<br />
<img style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; width: 397px; height: 204px;” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2009/12/f362a8d3f094d069087d1b8ccd5dc13c_medium.jpg” alt=”cav spockoni” /></span></span></span><span style=”color: rgb(0, 0, 0);”><span style=”font-size: small;”><span><span style=”font-family: Courier New;”>L’astronave ammiraglia Azzurra è atterrata ieri sul pianeta Marte, in seguito agli accordi intercorsi tra la diplomazia terrestre e quella marziana; l’incontro era finalizzato a una verifica preliminare per futuri insediamenti terrestri sul pianeta Marte, a scopo industriale e residenziale. </span></span></span></span></div>
<p align=”justify”><span style=”color: rgb(0, 0, 0);”><span style=”font-size: small;”><span style=”font-family: Courier New;”>La delegazione terrestre, composta dal Faccendiere Intercontinentale Berluskhan e dai suoi vice, Bosstik e Phinix, ha incontrato l’Imperatore T’Inkul e il Ministro degli Affari Interplanetari T’Inkiappett alle 25.70 (ora locale). Al momento dello sbarco, i tre terrestri sono stati accolti da un beneaugurante lancio di uova fermentate di Phetecks (un volatile marziano di considerevole stazza) e hanno prontamente ricambiato salutando la folla festante con il saluto convenzionale terrestre (il trifasico Corna, Saluto Romano e Ombrello, rispettivamente eseguito dal Faccendiere e dai due vice). La visita sul Pianeta Rosso è proseguita in un clima lieto e molto caloroso, talché la carnagione di Berluskhan ha cominciato a sciogliersi e a colare sull’uniforme azzurra di rappresentanza, costringendolo a un anticipato ritorno alla sala estetica dell’astronave ammiraglia. Alcune ore dopo, munito di scafandro autoibernante, il Faccendiere Capo ha potuto supervisionare gli insediamenti urbani e produttivi della capitale planetaria, Martinia, e illustrare all’Imperatore T’Inkul e al Ministro T’Inkiappett i benefici delle politiche sociali ed economiche terrestri, grazie alle quali oggi un buon 0.0001 per cento della popolazione terrestre gode di rendite garantite da qui all’eternità, per via delle riforme introdotte nei regimi fiscali e contrattuali continentali che hanno permesso l’utilizzo della manodopera planetaria a costo zero, con grande giovamento dell’economia mondiale; ha inoltre sottolineato l’aumento dell’aspettativa di vita virtuale, grazie all’introduzione del Free TV-Net in tutte le case, che permette allo 0.002 per cento della popolazione terrestre di rimanere a letto o in poltrona per tutta la vita, senza doversi esporre all’atmosfera e alla luce solare (letali, a causa dell’inquinamento, dell’effetto serra e del buco nell’ozono) o agli assalti delle bande terroristiche comuniste. <br />
Alla domanda del Ministro T’Inkiappett sulla sorte della restante percentuale di esseri umani, Berluskhan ha risposto con un gesto inequivocabile (Cuorna e Bicuorna), volto a significare la poca rilevanza di miliardi di terrestri (per lo più comunisti) rispetto alla salvifica causa dell’Involuzione Pilotata del Genere Umano, di cui si pregia essere uno dei maggiori fautori. <br />
All’intenso scambio di vedute ha fatto seguito il pranzo diplomatico, durante il quale l’Imperatore T’Inkul ha spiegato alla delegazione terrestre di non essere interessato alla proposta iniziale di Berluskhan, in quanto le politiche sociali ed economiche marziane, basandosi sul baratto di merci, prestazioni, sentimenti ed idee, si presentano del tutto incompatibili con quelle terrestri. <em>Gli abitanti di Marte </em>- ha affermato – <em>dopo secoli di guerre che avevano quasi portato all’estinzione di ogni forma di vita sul pianeta, sono stati costretti a rivedere radicalmente i propri valori. Oggi, Marte non presenta razze sfruttate o schiavizzate, e tutta la popolazione ha raggiunto un’accettabile soglia di benessere</em>. Alla successiva offerta di Berluskhan di un kit gratuito per l’installazione di Free TV-Net Intergalaxy per l’Imperatore e la Sua famiglia, T’Inkul ha risposto che la televisione su Marte è stata bandita e ha chiesto con affettuosa partecipazione al Faccendiere Capo se e come avesse risolto il Conflitto di Interessi. In quella, il vicefaccendiere Bosstik è stato colpito da un violento singhiozzo; di fronte a lui, il Ministro Marziano per la Difesa Intergalattica, T’Accid, temendo un Attacco Batteriologico Salivare, ha attivato il dispositivo di Rimpatrio Coatto, e i tre terrestri sono stati riaccompagnati con la forza all’astronave Azzurra; a nulla sono valsi i tentativi di chiarimento di Berluskhan (<em>Ma… Mi consenta</em>!), ahimé, si teme, almeno in parte vanificati dalle grida dei due vice (Phinix: <em>Soluzione Finale! Già l’ora si avvicina!</em> Bosstik: <em>Terùn! Negher!</em>).</span></span></span></p>
<p style=”text-align: justify;”><span style=”color: rgb(0, 0, 0);”><span style=”font-size: small;”><span style=”font-family: Courier New;”>Al ritorno sulla Terra, nel suo discorso in Mondovisione, Berluskhan ha riferito che la missione esplorativa è stata sostanzialmente positiva, anche se per il momento le trattative sono in fase di stallo a causa dell’infiltrazione nella compagine governativa marziana di esponenti del subdolo Complotto Comunista Intergalattico. La questione sarà adeguatamente seguita dall’apposita nuova commissione presieduta da Don Burlescòn, cugino del Faccendiere Capo, al quale non possiamo quindi che augurare: <em>per aspera ad astra</em>! Lasciamoli, con fiducia, lavorare.</span></span></span></p>
forse ma forse rivorrei l'arrotino
Inesiti resistenziali, italiano vero, pessimismo e fastidio su 23 novembre 2009 a 12:35<div style=”text-align: justify;”>Perché a noi donne fa ridere e invece a molti uomini uno spot con delle strafighe mezze ignude a far le stesse mossette e gli stessi versi farebbe sbavare? E comunque: una tromba d’aria, o anche un bello tsunami, no? <br />
Il video è preso dal blog <a href=”http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=918″>il corpo delle donne</a>.<br />
</div>
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grazie ragazzi
Inaldo bianzino, federico aldrovandi, forze armate, gabriele sandri, giuseppe turrisi, italiano vero, manuel eliantonio, marcello lonzi, orrore, riccardo rasman, stefano cucchi, stefano frapporti su 4 novembre 2009 a 09:00<div style=”text-align: center;”><br />
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<p><a href=”http://vimeo.com/7444643″>Grazie ragazzi</a> from <a href=”http://vimeo.com/user2586441″>anonymous italia</a> on <a href=”http://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>
</div>
<h3 class=”UIIntentionalStory_Message” data-ft=”{"type":"msg"}”><span class=”UIStory_Message”><br />
</span></h3>
<h3 style=”text-align: center;” class=”UIIntentionalStory_Message” data-ft=”{"type":"msg"}”><span class=”UIStory_Message”><span style=”color: rgb(0, 0, 0);”><a href=”http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/ricerca-nel-manifesto/vedi/nocache/1/numero/20091031/pagina/02/pezzo/263602/?tx_manigiornale_pi1[showStringa]=stefano%2Bcucchi&cHash=2e73923187″>Stefano Cucchi</a><br />
<a href=”http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Federico_Aldrovandi”>Federico Aldrovandi</a><br />
<a href=”http://www.gabrielesandri.it/”>Gabriele Sandri</a><br />
<a href=”http://www.informa-azione.info/aldo_bianzino”>Aldo Bianzino</a><br />
<a href=”http://www.beppegrillo.it/2009/09/manuel_elianton.html”>Manuel Eliantonio</a><br />
<a href=”http://www.osservatoriorepressione.org/2009/07/rovereto-chi-ha-ucciso-stefano.html”>Stefano Frapporti</a><br />
<a href=”http://italy.indymedia.org/news/2005/05/796945.php”>Marcello Lonzi</a><br />
<a href=”http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=30882″>Giuseppe Turrisi</a><br />
<a href=”http://it.wikipedia.org/wiki/Caso_di_Riccardo_Rasman”>Riccardo Rasman</a></span></span></h3>
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infanzia spiaggiata e altro
Incorsica, italiano vero, madri, maratea su 10 settembre 2009 a 20:23<div align=”center”><img style=”margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2009/09/c393e3a0bcbea78bbd2c4d3ae7f7dab2_medium.jpg” alt=”tre secchielli” /><em><font size=”1″>bambina con tre secchielli a san fiurenzu (corsica)</font></em><br />
</div>
<br />
<br />
<strong>Coppertone</strong><br />
<br />
- Ciaff!<br />
La sculacciata si sente anche a distanza. La biondina, riccioluta e abbronzata come la bimba del Coppertone, non vuole mangiare i maccheroni al sugo. La madre, nel tratto di sabbia davanti alle rocce nere e al mare petroleoso, continua a volerla imboccare come se nulla fosse e lei, adesso, piange. Un’anziana seduta in riva lì vicino interviene: – Me la mangio io!<br />
Ma non c’è nulla da fare: la madre, spazientita, trascina per mano la piccola nel gruppo di parenti schiantati sugli asciugamani e le sdraiette da campeggio. Lei, Coppertone, si asciuga il moccio e due lacrimoni cadono sulla sabbia. Seduta su un masso, la madre torna a imboccarla e, questa volta, la piccola mangia. In premio, un abbraccio e molti baci.<br />
<br />
<br />
<strong>Ciccio</strong><br />
<br />
Il bambino obeso gira per la spiaggia col pipino al vento come un putto. In acqua urla, da solo, girando su se stesso e facendo mulinare le braccia. Il padre l’afferra e si fa baciare, lo bacia, quasi lo soffoca finché Ciccio si stufa e guizza via come una foca: da mammà, a mangiare.<br />
Alcuni adulti amici dei genitori lo sfottono per la mole e il pipino. Ciccio digrigna i denti frastagliati, spalanca gli occhi tristi e azzanna la pizza.<br />
<br />
<br />
<strong>’O guappo</strong><br />
<br />
Corre a perdifiato sulla sabbia, in acqua s’azzuffa con uno tre volte più grosso, lo insulta gridando finché non intervengono i padri, urlando e pigliandoli per le orecchie. Esce, vuol scattare una foto al padre, gli ordina di tenere indietro la panza, poi, impertinente e impunito nel dna, torna a saltabeccare tra i grandi e ad attaccar lite.<br />
Si mette i rayban e un cappello di paglia; con quelli, posa in equilibrio su un masso a riva; ha al collo una catena con la croce.<br />
<br />
<br />
<strong>Un pesce</strong><br />
<br />
Arrivano insieme dall’acqua, lei si butta giù, si stende sulla schiena e si lamenta. Avrà una quarantina d’anni, lui almeno una ventina in più: le afferra un piede e comincia a stringerlo e a tirarlo.<br />
- Anche il polpaccio?, le chiede.<br />
- No, il polpaccio no, solo le due dita.<br />
E lui, allora, inizia a togliere la sabbia nera dalle gambe bianche, partendo dal ginocchio; la spolvera come fosse una statua. Lei resta distesa, a godersi il sole di fine giornata, la spossatezza del bagno, il sollievo per la cessazione del crampo.<br />
- Perché non hai messo le pinne, dice lui come riprendendo un discorso interrotto. Se metti maschera e pinne diventi un pesce.<br />
E l’abbraccia.
alemanno chi?
Initaliano vero, pessimismo e fastidio, roma su 16 luglio 2009 a 15:43Com’è già che si chiama il sindaco di Roma?<br />
<br />
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a quando un bel fulmine birforcuto?
Initaliano vero, pessimismo e fastidio su 10 luglio 2009 a 07:53<div align=”center”><img alt=”" src=”http://detoni.files.wordpress.com/2009/07/kbv74rfs6ppaw61asbm0qr1jo1_400.jpg” /><br />
<br />
<em>cutulisci.tumblr.com (via dario d’angelo su fb)</em></div>
facci la grazia III (re-post a chiosa)
Indonna letizia, italiano vero, madri, pessimismo e fastidio su 13 giugno 2009 a 15:12<div align=”justify”>M’è ricapitata in mano <em>Grazia</em>. Mia madre è stata abbonata per decenni: è difficile disabbonarsi a una rivista. Qualche giorno fa l’ho vista in edicola a un euro. <em>Grazia</em>. La sfoglio un po’ dalla metà, poi vado alle ultime pagine. Nuova edizione, eminenti contenuti, ad esempio un articolo sull’amicizia tra la moglie di Bertinotti e la Marini, che in un impeto d’affinità elettiva si scambierebbero la biancheria intima. O almeno, così titola il richiamo in copertina, poi leggendo l’articolo si scopre che non è vero. L’angolo della posta, la cui titolarità era transitata anche in capo alla Mafai (degna successora di Donna L.), ora affidato a Claudio Baglioni. Sarà una scelta di marketing, questa di considerare le lettrici di Grazia come una pletora di fan decerebrate. Felici di poter pensare che Baglioni è lì tutto per loro. Non so, forse mi girano perché al limite scriverei a George Clooney e di Baglioni me ne fotto. L’apoteosina è però raggiunta da tal Facci. Resumen: in sole tre pagine – affarone – ecco un servizio sui mutandoni griffati di Bertinovna e Valeriona (poi non mi stupisco più del Guadagno 2° in lista su Roma: tra maggiorate e drag queen il Berti deve aver perso la testa), Baglioni che occhieggia dall’ultima pagina e potrebbe, alla bisogna, dir la sua sulle mestruazioni dolorose, e dulcis in fundo ‘sto Faccetta che delira (non ci son più gli uomini di una volta, quei bei musoni che da incazzati non dicevano nulla e bisognava tirargli fuori le cose con le tenaglie, ah golden age) sul fatto che egli paga la cena a delle tipe e poi esse, dopo una serie di cene pagate, non gliela danno. Si ribella, Facci. Dice: <em>da stasera la cena la dovete pagare voi, stronze</em>. Embè? La cosa potrebbe finire qua: quel pirla d’un Facci paga. Oppure: quel pirla d’un Facci non paga. Chissène. Non varia la propensione alla pirlaggine, con o senza pagamento della cena. La cosa poteva finir lì, dicevo. Invece no. Facci va avanti per una pagina con le sue stronzate da intrombato. <br />
C’è una roba peggiore di un pirla, ed è un pirla frustrato. <br />
<strong><br />
Digressione troppo lunga per farla stare in nota</strong><font size=”1″><strong> (ma le hai viste <a target=”_blank” href=”http://petarda.splinder.com/post/7801121″>le altre note</a> quanto son lunghe? e vabbé, non mi va di metterla in nota, però la scrivo più piccina, va’). </strong><br />
Una dozzina d’anni fa uno mi disse: <em>non lo sai che quando uno t’invita a cena ti vuol portare a letto? </em>Diceva ciò per allertarmi nei confronti di possibili (suoi) rivali, tuttavia accolsi l’avviso ritenendolo non del tutto peregrino. Perciò talvolta se uno m’invita a cena insisto per pagare alla romana. Con un’eccezione: che mi abbia invitato in un posto carissimo, e nonostante le mie rimostranze abbia insistito per andarci; in tal caso, saranno anche affari suoi. <br />
Le ultime due cene un po’, diciamo così, ambigue risalgono a mesi fa. Sono state talmente una rottura di palle una e una cosa patetica l’altra che prima di ricascarci deve passare un bel po’ di tempo, ecco. <br />
La rottura di palle: con un difensore della legge sul falso in bilancio che ha cercato per tutto il tempo di farmi ridere senza riuscirci, poi è svenuto sul divano di casa mia, poi il giorno dopo voleva che andassi in montagna con una compagnia di 30 amici suoi, oppure a fare immersioni (in pieno inverno), sempre con un ammasso di fregnoni par suo. Oh, non so sciare né far sub; lui mi avrebbe preso per mano e guidato sulle dune innevate e sotto le onde increspate. Forse mi avrebbe anche salvato da me stessa. Sarà per la prossima vita. Dice: sei prevenuta. Ma va là. <br />
La roba patetica, con un amico di vecchissima data. Mi ha visto in un bar, ci siamo salutati da lontano. Dopo qualche minuto mi sento afferrare le spalle da dietro e baciare sul collo: a stento ho represso un manrovescio. Era lui che – mettendomi tra l’altro in imbarazzo con le persone con cui ero seduta – mi sussurrava una serie di cazzate complimentose all’orecchio, e alla fine per liberarmene ho accettato di uscire a cena. Forse era ubriaco. A cena non è andata meglio, giacché – ho scoperto – il tipo ancora mi punta perché sono stata fidanzata con il suo mito adolescenziale. Ma sì, in fondo sono passati solo vent’anni. Lui mi voleva prendere per mano e accompagnare per le asperità della vita. Le cose che non sapevo, me le avrebbe insegnate. Già a cena mi ha fatto una testa così, si voleva portare avanti col lavoro. Qualsiasi cosa, lui l’aveva già sperimentata. Due palle, sapeva tutto e non provava nemmeno a farmi ridere, in compenso sembrava divertirsi. <br />
Ci sono in giro dei logorroici che non ascoltano un cazzo e poi si sconvolgono se le cose non vanno come si aspettavano. Sveglia, cicci. Comunque, con il primo son riuscita a pagare la mia parte, col secondo non ce l’ho fatta, ma chi se ne frega con due mostri del genere? Sembravano carini e per bene… ma vaffangù, allora continuo a uscire con quei simpatici scarti della società cui mi sono accompagnata finora. Ovviamente pagando io (‘sta cippa). <br />
Ma vogliamo parlare di quel che può succedere a un’innocentissima cena tra amici? Embè, si va dalla zampona piazzata sull’interno coscia, a imprescindibili confessioni fatte di fronte alla fidanzata (<em>prima o poi questa</em> – non la fidanzata – <em>me la scopo</em>), ad imbarazzanti sondaggi fatti di fronte al fidanzato (<em>hai sbagliato moroso, perché non esci con me?</em>). Ma con chi vado a cena? Mica sempre con cafonastri o avvinazzati o fatti o disturbati mentalmente. No, anche con gente simile in tutto e per tutto (forse) a voi che (forse) ancora state leggendo¹. </font><br />
<br />
Va detto che per quanto Facci cerchi di invocare la parità tra uomo e donna per giustificare la sua retriva posizione su questa minchiata, in realtà il suo (di Facci) è un punto di vista maschilista. A cena, un uomo e una donna, una donna e una donna, un uomo e un uomo, un’eterogeneità di donne e di uomini, si vada per il piacere di farlo. Non con beceri propositi trombadori. Piace mangiare e bere bene, piace conversare, piace stare in un bel posto e veder gente intorno, che ne so; dunque se si passa una serata piacevole alla fine il problema del pagamento pare molto – ma molto – relativo. Ecco, invece se lei si fosse rotta le palle, un beau geste da parte di lui non dispiacerebbe (…). <br />
Poi, per dirla tutta, diciamola: ma se uno è pirla, che c’entra la parità tra i sessi? E su. <br />
Ah, poi stamattina mentre facevo la cacca ho riaperto quel numero di <em>Grazia </em>e ci ho trovato una foto di Toscani in cui una hostess (di terra) cinese vestita di rosso ripuliva i banchi del parlamento (cinese); la didascalia informava che tra i parlamentari cinesi non vi sono donne. Rimarrà in bagno quella ex mitica rivista; è la meglio, alla bisogna. <br />
<br />
<div align=”right”>(18 aprile 2006)<br />
</div>
<br />
___________________________________ <br />
¹ <font size=”1″>Nella mia testa a questi optional della convivialità si vanno a sommare gli "apprezzamenti" per strada, che i maschiucci rivolgono a qualsiasi donna, basta che respiri. Uno dei più gradevoli: attraverso la strada di corsa e dall’altra parte c’è un tizio che mi guarda sogghignando e quando gli passo vicino mi dice ammiccante: pesano, eh? Alle volte si preferisce non rispondere un po’ per senso di superiorità, un po’ perché non si è del tutto sicure della reazione, e se poi il troglo (o il gruppo di) s’incazza pure? (magari m’iscrivo a wing tsun) Con le straniere poi, ignobili figure di merda: se l’italicus ha sentore che la tipa non capisce l’idioma si lancia a dire qualsiasi roba. E vivo a Torino, mica a… boh. Lei, ovviamente, capisce benissimo. C’è anche da dire che ad alcune coglionazze (italiane) l’apprezzamento in strada piace; saranno forse le stesse che vanno a vedere er mutanda l’8 marzo e che giustificano lo stupro se lei porta la mini. Saranno forse le stesse cui la nuova Grazia si rivolge: tutto torna. Mi raccomando, sante madri italiote, oltre a insegnare (basta il buon esempio) alle vostre discendenti velinoidi in pectore che è un must farsi trattare come quarti di manzo deambulanti, dotatele – se non trombanti – anche di sufficiente argent de poche affinché possano pagar la cena al pirlotto di turno.</font></div>