detoni

Archivio per la categoria ‘madrid’

… e altri animali

Indelfini, madrid su 27 marzo 2009 a 11:33

<div align=”justify”><a href=”http://littleumbrellas.splinder.com/” target=”_blank”>Gloriagloom</a> nei commenti al post precedente dice che gli metton tristezza i delfini ammaestrati.<br />
Io dir&ograve; che odio l’idea degli animali in cattivit&agrave;.<br />
Se per&ograve; un animale &egrave; fuori dal suo ambiente e costretto a stare in una situazione tipo zoo o delfinario, &egrave; meglio che sia addestrato. <br />
Gli animali in cattivit&agrave; sono sfigati, su questo non c’&egrave; dubbio. Allo zoo di Madrid ci stanno i rapaci incatenati ai ceppi, perch&eacute; se avessero la possibilit&agrave; di volare in uno spazio delimitato da una rete si farebbero male. Invece cos&igrave; se ne stanno tutto il tempo alla catena, salvo il momento dello show. Momento che per certi versi &egrave; anche buffo: se ci penso, gli animali addestrati degli zoo o dei delfinari sono, oltre che prigionieri, pure lavoratori. Poracci.<br />
Comunque, un delfino solo o con altri in vasca senza un cazzo da fare se la passa peggio di un delfino che ha il tempo occupato dall’addestramento, dai giochi liberi con gli addestratori e dagli spettacoli, tant’&egrave; vero che il primo rischia la depressione o la pazzia o, alla meglio, reazioni aggressive, il secondo molto meno.<br />
Probabilmente se non mi fossi interessata alla delfinoterapia non avrei mai fatto un corso sui mammiferi marini. Aspetto di vedere l&igrave; – al corso di DF, quando ci sar&agrave; – che succede. Le persone che ho visto a contatto con gli animali son creative, le bestiole vanno intrattenute prima che addestrate: bisogna interessarle, entrare in comunicazione; questi metodi non hanno nulla a che vedere col vecchio stereotipo dell’ammaestramento con la forza e la violenza e per&ograve; non sono fatti solo di rinforzi a base di pesce e robe da mangiare: c’&egrave; anche, e soprattutto, un aspetto relazionale da tenere in considerazione. <br />
Sull’addestramento degli animali domestici ci sarebbe tanto da dire, e per&ograve; non sono qualificata per farlo, accenno solo che dopo il corsino a Madrid mi son comprata un libello che si chiama (in spagnolo): <em>Non ucciderlo, insegnagli</em>. Che in italiano sarebbe <a href=”http://www.unilibro.com/find_buy/product.asp?sku=12094107&amp;idaff=0″ target=”_blank”>questo</a>. Attenti a voi, quindi, un giorno se mi gira vi addestro a vostra insaputa e non se ne parla pi&ugrave;.<br />
Che poi, anche noi umani, sembriamo funzionare meglio se (auto)discipinati o (auto)addestrati. Non &egrave; cos&igrave;?</div>

parti parti e ancora parti

Inciccipuccimucci, delfini, madrid, viaggi su 23 marzo 2009 a 16:32

<div align=”justify”>
<div align=”right”><em>post dedicato alla piccola <a href=”http://www.bravuomo.it/2009/03/18/ogni-scusa/” target=”_blank”>Ada</a><br />
</em></div>
<br />
Ebbene s&igrave;. Riparto il 7 per il Giappone. Lo scrivo qui, con largo anticipo, perch&eacute; magari avete qualche dritta da darmi, mi potete suggerire qualche meta imperdibile, che so. Visto che su Madrid eravate cos&igrave; ferrati, chiss&agrave; sul Giappone, chi sa.<br />
E il bello &egrave; che &egrave; un periodo in cui mai e poi mai lascerei la mia casina, me ne starei ore e secoli nel letto a leggere, sotto il piumone, che tra un po’ &egrave; da levare, il piumone, e io per&ograve; non dormo mai cos&igrave; bene come quando sto sotto il piumone, gi&agrave; lo rimpiango, ecco. Epper&ograve; c’era un’offertona, meno di 400 neuri a/r per Tokyo, come facevo a dir di no?<br />
Il viaggio a Madrid &egrave; andato bene, fatto salvo il gonfiore sovrannaturale che s’&egrave; impossessato delle mie estremit&agrave; inferiori, vuoi per il flamenco vuoi per le scarpinate. <br />
I piedi di <a target=”_blank” href=”http://digitalphilosophy.files.wordpress.com/2007/01/gargantua.JPG”>Gargantua</a> mi son venuti, e dopo tutta ‘sta fatica ancora non so muovere le braccia alla maniera flamenca. Una vergogna! <br />
Comunque. Ho trovato una <a target=”_blank” href=”http://www.elmundo.es/metropoli/2007/09/07/restaurantes/1189116055.html”>piazza</a> per leggere e mangiucchiare, dalle parti della Glorieta de Bilbao, zona Malasa&ntilde;a, che si chiama <a target=”_blank” href=”http://11870.com/pro/kibey-ii/map “>de Olavide</a>. Presempio, Kibey II ha tutto quel che si pu&ograve; desiderare, incluso un pulpo alla gallega buonissimo. Unico neo, non fa tapas ma solo raciones. Proprio di fronte, attraversata la piazza, c’&egrave; comunque La Oliva, che invece fa tapas e costa meno. Voglio tornare a Madrid con un po’ pi&ugrave; di calma, per starci almeno una settimana e andare a flamenco tutti i d&igrave;, e a teatro. Stavolta ho visto solo due film: Watchman e Hanami, entrambi in versione originale sottotitolata, entrambi bellissimi. <br />
<div align=”center”> <br />
<object height=”385″ width=”480″>
<param value=”http://www.youtube.com/v/uqiMLQPJUKA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0×234900&amp;color2=0x4e9e00″ name=”movie” />
<param value=”true” name=”allowFullScreen” />
<param value=”always” name=”allowscriptaccess” /></object> <br />
<br />
</div>
Che altro? Ho pure fatto un corso sull’addestramento dei mammiferi marini, a Madrid. Nasce cos&igrave;. Da una vita – da pi&ugrave; di 10 anni – serbo un inserto del Pa&iacute;s che parla di delfinoterapia per i ragazzini autistici. A Tenerife. A un certo punto la mia parte bambina necessitava questa cosa. Per&ograve; non trovo nulla, in loco. Solo un corsino di due giorni sull’addestramento dei mammiferi marini (delfini e orche, otarie, foche, ecc.), ma a Madrid. La parte bambina non &egrave; soddisfatta appieno, ma la parte un po’ pi&ugrave; cresciuta &egrave; invece attratta dalla possibilit&agrave; di prendere lezioni flamencoidi e inoltre di girovagare per negozi, in piena primavera. Le varie parti (compresa l’animale) si sono riunite felicemente all’ultima lezione di flamenco, luned&igrave;, giorno di partenza. Avevo la testa altrove, mi bastava una mosca per distrarmi e sbagliare tutto, finch&eacute; la maestra non ha aumentato il ritmo costringendomi a prestare attenzione, e non ho pi&ugrave; sbagliato, proprio come un’orca ballerina.<br />
<br />
p.s. ma lo sapevate che uno dei pi&ugrave; grandi addestratori mondiali di delfini ha iniziato vendendo hot dog davanti a un delfinario?</div>

robe da non perdere a madrid

Inciccipuccimucci, madrid, viaggi su 10 marzo 2009 a 09:48

<div align=”justify”><strong><font face=”Arial” size=”3″>Sar&ograve; l&igrave; da gioved&igrave; (12) sera a luned&igrave; pomeriggio (16). Suggerimenti per spettacoli o altro, anche&nbsp; fuori porta? </font><font face=”Arial” size=”3″>Grazie neh!</font></strong> </div>

Inlisboa, madrid, treni, viaggi su 19 ottobre 2007 a 12:52

<div align=”justify”><strong>Lisboa &uuml;no</strong><br />
<br />
<img align=”cssCenter” style=”margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2007/10/4.jpg” alt=”" /><br />
C’&egrave; una luce spudorata che si riflette sugli edifici bianchi, sulla pavimentazione delle strade e sulle goccioline di un’umidit&agrave; che ricopre Lisbona come un velo. Il centro basso di Lisboa mi abbaglia e mi stordisce; il caldo mi squaglia. Conta anche il fatto che non vorrei essere qui. Gi&agrave; a Madrid m’era presa la voglia di tornare dopo aver visto dei pigiami di flanella in una vetrina. Il viaggio sul notturno-superfigo-con-cena-inclusa nel vagone-ristorante-di-velluto-rosso non &egrave; poi cos&igrave; splendido. Ceni alle undici e mezza e poi ti ritiri nel loculo che s&igrave;, ha pure il bagno ed &egrave; tutto per te, ma &egrave; pur sempre. Poi la notte e i sobbalzi non aiutano la digestione. Romantico &egrave; un film che devi girarti nella testa, e l&igrave; rimane. <img width=”240″ height=”180″ align=”cssLeft” alt=”" style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;” src=”http://farm2.static.flickr.com/1147/1462408310_a622eb64a2.jpg?v=0″ />Dormi un cazzo. Arrivi in un mattino appena nato, tutto nudo, e appunto spudorato. Ma che vuoi? Vai nella pensao ed &egrave; sempre troppo presto, e per&ograve; non ti butti sul letto, anche perch&eacute; c’&egrave; un certo qual odore di muffa (mofo, mofo). La doccia l’hai fatta in treno e non hai scuse: esci. <img width=”180″ height=”240″ align=”cssRight” alt=”" style=”margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;” src=”http://farm2.static.flickr.com/1241/1462405946_88c7f49c14.jpg?v=0 bairro alto” /><br />
La luce, pi&ugrave; forte, si spalma e mi spalma, &egrave; un bagliore in gocce che appanna i vetri sotto un neon. Ma &egrave; tutto troppo chiaro: i muri crepati, le piaghe dei mendicanti, le facce dei ladri. C’&egrave; molto scatarro senza sputo, anche da parte di giovani donne che con le dita titillano la gola come corde di uno strumento. Fado? Sto odiando Lisboa. Non &egrave; che odio me a Lisboa. No; &egrave; proprio lei a starmi sulle palle. E intanto siamo tutti sotto questo cielo lattiginoso, e tutti ci sciogliamo al suolo. Dissolvenza radiante. Bel&eacute;m, che non riesco a starci dentro, Bel&eacute;m e un po’ d’aria. Bel&eacute;m sembra finta, sembra Gardaland. Camminare tranquilla in su per tra fra il <a target=”_blank” href=”http://farm2.static.flickr.com/1422/1462405066_28112e958f.jpg?v=0″>Mosteiro dos Jeronimos</a> &egrave; meglio. La gente son pazzi, filmano le cose e non le guardano da vicino, non le toccano. Davanti a Bel&eacute;m due pseudoperuviani cantano una canzone dei Sacred Spirit. Che per&ograve; l’originale non dice <em>Dale Lola, dale</em>. Mi rifiuto di credere. E un mendico esibisce le mani con due sole dita, spesse e dure come le chele di un granchio.<br />
Prima di cena, passeggiando intorno alla pensao nel bairro alto, comincia a piacermi. Un poco. Domani vado a Cascais. T’arrangi, vado l&igrave;. Ho bisogno di respirare nella pelle. Quando torno si vedr&agrave;.<br />
</div>

Inmadrid, viaggi su 30 settembre 2007 a 20:58

<div align=”justify”><strong>Terza tappa: Madrid (che – stranamente – &egrave; il seguito della <em>seconda tappa Madrid </em>qui sotto)</strong><br />
<br />
<img align=”cssCenter” style=”margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;” alt=”rastro” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2007/09/1453123235_a10d2d679e_m.jpg” />Momenti belli sono il giro di compere a Chueca (mi sono accorta dopo di aver comprato tutta roba di marche italiane: che vergonnia) e il <a target=”_blank” href=”http://farm2.static.flickr.com/1313/1462954841_7b7b94dd68.jpg?v=0″>Rastro della domenica</a> con successiva passeggiata al parco del Retiro. Ma anche arrivare dalla metro a Chamart&iacute;n, tutta bella e nuova.<img width=”240″ height=”180″ align=”cssLeft” src=”http://farm2.static.flickr.com/1049/1463807316_867e396608.jpg?v=0″ style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;” alt=”" /> E pure andare a caccia di foto verso il tramonto. Ovvero le colazioni nel normalissimo baretto San Bruno in calle Toledo, dove finalmente scovo il caffellatte nel bicchiere di vetro e non nelle tazzacce spesse, le tostadas, e una rimanenza del perfetto camarero. S&igrave;, perch&eacute; in pieno centro turistico i camerieri e le cameriere raramente sono spagnoli: perci&ograve; se uno chiede <em>jam&oacute;n</em> capaci che gli portano quella porcata di prosciutto &quot;york&quot; a fetta quadra, pieno di nervi e grasso, buono (al limite) solo per farci i toast. Poi son lenti, stressati, disattenti. Per cui hanno un bel dire le guide (una a caso?), di andare a godersi le ultime luci del giorno nei dehor di<a target=”_blank” href=”http://farm2.static.flickr.com/1096/1462941151_ff6b5809da.jpg?v=0″> Plaza S. Ana</a>: ci&ograve;, in luogo del rilassamento, favorir&agrave; il travaso di bile. Invece al San Bruno ancora si trova <em>el verdadero camarero</em>, che – contemporaneamente – sa a memoria i conti e le ordinazioni di una dozzina di clienti, urla alla cucina <em>Una de ensaladilla! Una de solomillo! Una de pulpo!</em>, <img width=”180″ height=”240″ align=”cssRight” style=”margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;” src=”http://farm2.static.flickr.com/1188/1462945413_ddafb07959_m.jpg” alt=”" />sbatte sulla barra una teoria di colazioni e caff&egrave; differenti ma precisi alla velocit&agrave; della luce, crepa d’infarto a 50 anni. Dato che sei straniera, ti tratta con cura perch&eacute; magari c’&egrave; il caso che, essendo straniera, tu non capisca una mazza. E poi, vedendo che invece capisci, ti fa un complimento mentre stai uscendo.<br />
Non lo so il motivo, ma ogni volta che sono in Spagna mi viene da imboffarmi di Donuts. L’ultimo giorno, dopo essere andata ad Alcal&aacute; de Henares (<a target=”_blank” href=”http://farm2.static.flickr.com/1228/1462962079_4c1abd0ab4.jpg?v=0″>bella</a> cittadina, bella bella) a vedere la casa della famiglia Cervantes (davanti alla quale son ritratti <a target=”_blank” href=”http://farm2.static.flickr.com/1129/1462968067_3ae666485f.jpg”>il Quijote e Sancho</a>, il primo costernato alla vista del Panza che sembra fargli il gesto dell’ombrello; ecco: qui, per esempio, stazionavo con la digitale cercando di tener conto della luce, di un recente tremolizzo e della recentissima tendenza* – e non per via del tremolizzo – a inquadrare tutto storto; passa una comitiva di iberici chiattoni che fa: <em>scatta, scatta in fretta, che si muovono!</em> Sar&agrave; umorismo?), no, dicevo, di ritorno a Madrid faccio un ultimo giro per librerie e un temporalone mi coglie. E allora, che cosa c’&egrave; di meglio di una bella ciambellina col t&egrave; all’ultimo piano del Corte Ingl&eacute;s? Qu&eacute; viva siempre la merienda in compagnia di qualche sciccosissima carampana imbottita di psicofarmaci che si spazzola fette di torta e cioccolata calda.&nbsp; <br />
Alla fine, c’&egrave; solo il tempo di un’ultima tornata di foto e di un attimo di descanso alla plaza (Paja? St. Andr&eacute;s? maledetta LP) preferita, un saluto a malincuore all’hostal Macarena (ol&eacute;), e via, a Chamart&iacute;n a prendere il <a target=”_blank” href=”http://www.elmundo.es/suplementos/viajes/2006/48/1136307304.html”>Lusitania</a>.<br />
<br />
_________________________________________<br />
<font size=”1″><br />
* in realt&agrave; pi&ugrave; che una tendenza a fotografare storto &egrave; la paranoia che questo succeda, sia in presenza sia in assenza di punti di riferimento che si presuppongono dritti, come i muri, ad esempio. E comunque, come che sia, alla fine la foto &egrave; storta. Da l&igrave;, maggior paranoia alla foto seguente (forse, per questo motivo, anche aumento del tremolizzo?), in una spirale che si autoalimenta: le foto successive son sempre pi&ugrave; storte e pure sfocate (per via del tremolizzo, ess&igrave;, per forza).</font><br />
</div>

Inmadrid, viaggi su 30 settembre 2007 a 20:38

<div align=”justify”><strong>Seconda tappa: Madrid</strong><br />
<br />
<img align=”cssCenter” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2007/09/1453123235_a10d2d679e_m.jpg” alt=”granvia” style=”margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;” />Il mio hostal (Macarena, ol&eacute;) &egrave; a due passi dalla <a href=”http://farm2.static.flickr.com/1175/1463796080_ee23ae050f.jpg?v=0″ target=”_blank”>Plaza Mayor</a>. Arrivo nel tardo pomeriggio, poso le robe e inizio il giro da dove avevo finito, una quindicina d’anni fa: <a href=”http://farm2.static.flickr.com/1310/1462941713_08cbfbb640.jpg?v=0″ target=”_blank”>Atocha</a>. Vado a prenotare il notturno per Lisbona; un pretesto, anche, per rivedere la bellissima serra della stazione. Poi attraverso <a href=”http://farm2.static.flickr.com/1200/1463798208_008f8f8daa.jpg?v=0″ target=”_blank”>Lavapies</a>, tiro su e arrivo in <a href=”http://farm2.static.flickr.com/1182/1462970291_771039f651.jpg” target=”_blank”>plaza de la Paja</a> (o di S. Andr&eacute;s, non ho capito bene, sempre grazie all’immensa LP), che nelle sere seguenti diventa il posto dove terminare il giro quotidiano con una birra e un libro. <img width=”240″ height=”180″ align=”cssRight” src=”http://farm2.static.flickr.com/1227/1462946885_2d1c4c5b49_m.jpg” alt=”plaza de oriente” style=”margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;” />Concludo la giornata, in luce rosa anche senza gli uciai, alla plaza de Oriente. <br />
Sapere il castigliano vuol dire che vado alla Casa del Libro e mi compro <a href=”http://it.wikipedia.org/wiki/Alicia_Gim%C3%A9nez-Bartlett” target=”_blank”>Alicia</a>, e <a href=”http://es.wikipedia.org/wiki/Juan_Garc%C3%ADa_Hortelano” target=”_blank”>Juan</a>, e <a href=”http://it.wikipedia.org/wiki/Javier_Mar%C3%ADas” target=”_blank”>Javier</a>, che vado al cine (il film di un catalano, <a href=”http://www.pactarconelgato.com/” target=”_blank”>Pactar con el gato</a>, recensito come &quot;la nuova Amelie&quot;: ‘na mezza sola, ma ha una sua grazia, e infatti &egrave; girato a Gracia che &egrave; forse il quartiere di Barcellona che preferisco) e a teatro, che capisco quel che dicono gli addetti museali all’indirizzo di turisti o di lor colleghi, o a proposito di rivendicazioni salariali, o quel che borbottano i camerieri e le cameriere, ecc. Bello, ma anche: due marroni. Alle volte &egrave; meglio non capire.<br />
Al Prado il bordello &egrave; insostenibile, sia quello perpetrato dai turisti che ridono, ballano e fanno il barbecue, sia quello causato dai lavoranti. C’&egrave; per esempio un addetto museale che sfreccia torno torno ai muri della stanzona di sua competencia stile primate in cattivit&agrave;, sicch&eacute; ogni cinque minuti me lo vedo passar davanti ai quadri. Oppure quelli (addetti, sempre) che ciacolano attaccati a una qualche scultura che andrebbe vista in 3d ma siccome ci son loro di mezzo, nisba. Dunque il mio museo preferito a Madrid &egrave; il Thyssen, ti&egrave;. Almeno l&igrave; se uno telefona gli fanno spegnere. E la caffetteria: vuoi mettere? Io poi me li immagino, il barone Thyssen e consorte miss Spagna a scegliere i quadri: <em>e che me dici de ‘sto Tiepolo? Ma ne abbiamo gi&agrave; uno! Emb&egrave;? Perch&eacute; non Bosco o Durero?… E poi c’&egrave; ‘sto piccoletto… come se chiama… Patinir… Senti, e ‘st’Hopper, ‘na favola! Mah… ‘ste slavate… depresse… piuttosto un altro Rubens, no? Allora anche Antonello da Messina! Ma perch&eacute;, Caravaggio lo voi tir&agrave; ar cesso? O ma checcefrega, compramoseli tutti!</em><br />
Le sere che non esco rimango nell’hostal e mi guardo <a href=”http://es.wikipedia.org/wiki/Mujeres_(serie)” target=”_blank”>Mujeres</a>. Che tra l’altro &egrave; uscito prima in Italia su raisat che in Spagna: se po’? Ho portato un lettorino dvd e una sessantina di film, ma quella serie l&igrave; mi appassiona e spesso a una certa ora, diciamo verso le nove nove e mezza, dopo un paio di birre, mi prendo qualcosa da <a href=”http://www.maozveg.com/59″ target=”_blank”>Maoz</a> e salgo in camera e non vedo l’ora di sapere cosa capita alle varie mujeres e mujercitas. Mi piace in special modo l’attrice che fa Susana (appellata dalla nonna arterio Palmira, se non ricordo male, &quot;Tamara&quot;, o anche &quot;ese put&oacute;n&quot;), Gracia Olayo, e me la ritrovo a teatro, con la su’ sorella, alle prese con l’<a href=”http://www.madridiario.es/2007/Agosto/madrid/madcultura/32363/venenos-teatro-maravillas-actuacion-humor-feminista-machismo.html” target=”_blank”>Antonia Mach&iacute;n</a>, ovvero la macchina che trasforma gli uomini in donne.<img width=”240″ height=”180″ align=”cssLeft” src=”http://farm2.static.flickr.com/1361/1463815954_b6f97c3949.jpg?v=0″ alt=”café comercial” style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;” /> Il teatro Maravillas &egrave; in un bel quartiere, Malasa&ntilde;as, e l&igrave; c’&egrave; anche il caf&eacute; Comercial che m’ispira.<br />
All’hostal Macarena (ol&eacute;) ricevo le telefonate del caro vecchio <a href=”http://petarda.splinder.com/post/9654830″ target=”_blank”>Eni</a> (diminutivo, per i non hispanohablanti, di enano), cui simpaticamente attribuisco il soprannome di &quot;culo di marmo&quot;. Visto che mi chiede come mai non vado a Siviglia gli chiedo perch&eacute; non passa lui un finesettimana a Madrid. L’essere sa solo ripetere come un disco rotto: &quot;o ma perch&eacute; non torni a vivere qui, perch&eacute; non ti trasferisci&quot;, ecc. Improvvisamente mi viene in mente una roba, gli chiedo e ne ho conferma: non &egrave; andato in <a href=”http://petarda.splinder.com/post/12724459″ target=”_blank”>Algarve</a> da solo, bens&igrave; con la sua ex pi&ugrave; recente, con cui ancora tromba in regime di semilibert&agrave;. Improvvisamente mi rendo conto che quello che pensavo essere un amico &egrave; qualcosa di differente, visto che poi quando son l&agrave; (a Siviglia) vuole che mi installi di modo perpetuo e la sua ex morosa non la vede praticamente mai. Improvvisamente, anche, mi vengono i <a href=”http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_premestruale” target=”_blank”>cinque minuti</a>, e lo mando a cagare. Cio&egrave;, io se propongo a un amico di fare le vacanze non mi metto a un certo punto a fare il piciu senza dare una spiegazione: dimmi, cazzo, che vai con la tipa, e morta l&igrave;. Ei dice che non lo sapeva, che &egrave; stata una cosa dell’ultimora, e comunque mi fa girar le balle anche perch&eacute; dice che Mujeres &egrave; una serie mal&iacute;sima e che <a href=”http://www.imdb.com/title/tt0247196/” target=”_blank”>Before night falls</a> non gli &egrave; piaciuto in quanto &quot;non es tan fuerte como el <a href=”http://es.wikipedia.org/wiki/Reinaldo_Arenas” target=”_blank”>libro</a>&quot;. Poi non lo sopporto per una serie di ragioni che non star&ograve; qui a enumerare anche perch&eacute; a mente fredda non me le ricordo pi&ugrave; bene. Anyway, va da via i ciap.</div>

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