<div align=”justify”><a href=”http://littleumbrellas.splinder.com/” target=”_blank”>Gloriagloom</a> nei commenti al post precedente dice che gli metton tristezza i delfini ammaestrati.<br />
Io dirò che odio l’idea degli animali in cattività.<br />
Se però un animale è fuori dal suo ambiente e costretto a stare in una situazione tipo zoo o delfinario, è meglio che sia addestrato. <br />
Gli animali in cattività sono sfigati, su questo non c’è dubbio. Allo zoo di Madrid ci stanno i rapaci incatenati ai ceppi, perché se avessero la possibilità di volare in uno spazio delimitato da una rete si farebbero male. Invece così se ne stanno tutto il tempo alla catena, salvo il momento dello show. Momento che per certi versi è anche buffo: se ci penso, gli animali addestrati degli zoo o dei delfinari sono, oltre che prigionieri, pure lavoratori. Poracci.<br />
Comunque, un delfino solo o con altri in vasca senza un cazzo da fare se la passa peggio di un delfino che ha il tempo occupato dall’addestramento, dai giochi liberi con gli addestratori e dagli spettacoli, tant’è vero che il primo rischia la depressione o la pazzia o, alla meglio, reazioni aggressive, il secondo molto meno.<br />
Probabilmente se non mi fossi interessata alla delfinoterapia non avrei mai fatto un corso sui mammiferi marini. Aspetto di vedere lì – al corso di DF, quando ci sarà – che succede. Le persone che ho visto a contatto con gli animali son creative, le bestiole vanno intrattenute prima che addestrate: bisogna interessarle, entrare in comunicazione; questi metodi non hanno nulla a che vedere col vecchio stereotipo dell’ammaestramento con la forza e la violenza e però non sono fatti solo di rinforzi a base di pesce e robe da mangiare: c’è anche, e soprattutto, un aspetto relazionale da tenere in considerazione. <br />
Sull’addestramento degli animali domestici ci sarebbe tanto da dire, e però non sono qualificata per farlo, accenno solo che dopo il corsino a Madrid mi son comprata un libello che si chiama (in spagnolo): <em>Non ucciderlo, insegnagli</em>. Che in italiano sarebbe <a href=”http://www.unilibro.com/find_buy/product.asp?sku=12094107&idaff=0″ target=”_blank”>questo</a>. Attenti a voi, quindi, un giorno se mi gira vi addestro a vostra insaputa e non se ne parla più.<br />
Che poi, anche noi umani, sembriamo funzionare meglio se (auto)discipinati o (auto)addestrati. Non è così?</div>
Archivio per la categoria ‘madrid’
… e altri animali
Indelfini, madrid su 27 marzo 2009 a 11:33parti parti e ancora parti
Inciccipuccimucci, delfini, madrid, viaggi su 23 marzo 2009 a 16:32<div align=”justify”>
<div align=”right”><em>post dedicato alla piccola <a href=”http://www.bravuomo.it/2009/03/18/ogni-scusa/” target=”_blank”>Ada</a><br />
</em></div>
<br />
Ebbene sì. Riparto il 7 per il Giappone. Lo scrivo qui, con largo anticipo, perché magari avete qualche dritta da darmi, mi potete suggerire qualche meta imperdibile, che so. Visto che su Madrid eravate così ferrati, chissà sul Giappone, chi sa.<br />
E il bello è che è un periodo in cui mai e poi mai lascerei la mia casina, me ne starei ore e secoli nel letto a leggere, sotto il piumone, che tra un po’ è da levare, il piumone, e io però non dormo mai così bene come quando sto sotto il piumone, già lo rimpiango, ecco. Epperò c’era un’offertona, meno di 400 neuri a/r per Tokyo, come facevo a dir di no?<br />
Il viaggio a Madrid è andato bene, fatto salvo il gonfiore sovrannaturale che s’è impossessato delle mie estremità inferiori, vuoi per il flamenco vuoi per le scarpinate. <br />
I piedi di <a target=”_blank” href=”http://digitalphilosophy.files.wordpress.com/2007/01/gargantua.JPG”>Gargantua</a> mi son venuti, e dopo tutta ‘sta fatica ancora non so muovere le braccia alla maniera flamenca. Una vergogna! <br />
Comunque. Ho trovato una <a target=”_blank” href=”http://www.elmundo.es/metropoli/2007/09/07/restaurantes/1189116055.html”>piazza</a> per leggere e mangiucchiare, dalle parti della Glorieta de Bilbao, zona Malasaña, che si chiama <a target=”_blank” href=”http://11870.com/pro/kibey-ii/map “>de Olavide</a>. Presempio, Kibey II ha tutto quel che si può desiderare, incluso un pulpo alla gallega buonissimo. Unico neo, non fa tapas ma solo raciones. Proprio di fronte, attraversata la piazza, c’è comunque La Oliva, che invece fa tapas e costa meno. Voglio tornare a Madrid con un po’ più di calma, per starci almeno una settimana e andare a flamenco tutti i dì, e a teatro. Stavolta ho visto solo due film: Watchman e Hanami, entrambi in versione originale sottotitolata, entrambi bellissimi. <br />
<div align=”center”> <br />
<object height=”385″ width=”480″>
<param value=”http://www.youtube.com/v/uqiMLQPJUKA&hl=it&fs=1&color1=0×234900&color2=0x4e9e00″ name=”movie” />
<param value=”true” name=”allowFullScreen” />
<param value=”always” name=”allowscriptaccess” /></object> <br />
<br />
</div>
Che altro? Ho pure fatto un corso sull’addestramento dei mammiferi marini, a Madrid. Nasce così. Da una vita – da più di 10 anni – serbo un inserto del País che parla di delfinoterapia per i ragazzini autistici. A Tenerife. A un certo punto la mia parte bambina necessitava questa cosa. Però non trovo nulla, in loco. Solo un corsino di due giorni sull’addestramento dei mammiferi marini (delfini e orche, otarie, foche, ecc.), ma a Madrid. La parte bambina non è soddisfatta appieno, ma la parte un po’ più cresciuta è invece attratta dalla possibilità di prendere lezioni flamencoidi e inoltre di girovagare per negozi, in piena primavera. Le varie parti (compresa l’animale) si sono riunite felicemente all’ultima lezione di flamenco, lunedì, giorno di partenza. Avevo la testa altrove, mi bastava una mosca per distrarmi e sbagliare tutto, finché la maestra non ha aumentato il ritmo costringendomi a prestare attenzione, e non ho più sbagliato, proprio come un’orca ballerina.<br />
<br />
p.s. ma lo sapevate che uno dei più grandi addestratori mondiali di delfini ha iniziato vendendo hot dog davanti a un delfinario?</div>
robe da non perdere a madrid
Inciccipuccimucci, madrid, viaggi su 10 marzo 2009 a 09:48<div align=”justify”><strong><font face=”Arial” size=”3″>Sarò lì da giovedì (12) sera a lunedì pomeriggio (16). Suggerimenti per spettacoli o altro, anche fuori porta? </font><font face=”Arial” size=”3″>Grazie neh!</font></strong> </div>
Inlisboa, madrid, treni, viaggi su 19 ottobre 2007 a 12:52
<div align=”justify”><strong>Lisboa üno</strong><br />
<br />
<img align=”cssCenter” style=”margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2007/10/4.jpg” alt=”" /><br />
C’è una luce spudorata che si riflette sugli edifici bianchi, sulla pavimentazione delle strade e sulle goccioline di un’umidità che ricopre Lisbona come un velo. Il centro basso di Lisboa mi abbaglia e mi stordisce; il caldo mi squaglia. Conta anche il fatto che non vorrei essere qui. Già a Madrid m’era presa la voglia di tornare dopo aver visto dei pigiami di flanella in una vetrina. Il viaggio sul notturno-superfigo-con-cena-inclusa nel vagone-ristorante-di-velluto-rosso non è poi così splendido. Ceni alle undici e mezza e poi ti ritiri nel loculo che sì, ha pure il bagno ed è tutto per te, ma è pur sempre. Poi la notte e i sobbalzi non aiutano la digestione. Romantico è un film che devi girarti nella testa, e lì rimane. <img width=”240″ height=”180″ align=”cssLeft” alt=”" style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;” src=”http://farm2.static.flickr.com/1147/1462408310_a622eb64a2.jpg?v=0″ />Dormi un cazzo. Arrivi in un mattino appena nato, tutto nudo, e appunto spudorato. Ma che vuoi? Vai nella pensao ed è sempre troppo presto, e però non ti butti sul letto, anche perché c’è un certo qual odore di muffa (mofo, mofo). La doccia l’hai fatta in treno e non hai scuse: esci. <img width=”180″ height=”240″ align=”cssRight” alt=”" style=”margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;” src=”http://farm2.static.flickr.com/1241/1462405946_88c7f49c14.jpg?v=0 bairro alto” /><br />
La luce, più forte, si spalma e mi spalma, è un bagliore in gocce che appanna i vetri sotto un neon. Ma è tutto troppo chiaro: i muri crepati, le piaghe dei mendicanti, le facce dei ladri. C’è molto scatarro senza sputo, anche da parte di giovani donne che con le dita titillano la gola come corde di uno strumento. Fado? Sto odiando Lisboa. Non è che odio me a Lisboa. No; è proprio lei a starmi sulle palle. E intanto siamo tutti sotto questo cielo lattiginoso, e tutti ci sciogliamo al suolo. Dissolvenza radiante. Belém, che non riesco a starci dentro, Belém e un po’ d’aria. Belém sembra finta, sembra Gardaland. Camminare tranquilla in su per tra fra il <a target=”_blank” href=”http://farm2.static.flickr.com/1422/1462405066_28112e958f.jpg?v=0″>Mosteiro dos Jeronimos</a> è meglio. La gente son pazzi, filmano le cose e non le guardano da vicino, non le toccano. Davanti a Belém due pseudoperuviani cantano una canzone dei Sacred Spirit. Che però l’originale non dice <em>Dale Lola, dale</em>. Mi rifiuto di credere. E un mendico esibisce le mani con due sole dita, spesse e dure come le chele di un granchio.<br />
Prima di cena, passeggiando intorno alla pensao nel bairro alto, comincia a piacermi. Un poco. Domani vado a Cascais. T’arrangi, vado lì. Ho bisogno di respirare nella pelle. Quando torno si vedrà.<br />
</div>
Inmadrid, viaggi su 30 settembre 2007 a 20:58
<div align=”justify”><strong>Terza tappa: Madrid (che – stranamente – è il seguito della <em>seconda tappa Madrid </em>qui sotto)</strong><br />
<br />
<img align=”cssCenter” style=”margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;” alt=”rastro” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2007/09/1453123235_a10d2d679e_m.jpg” />Momenti belli sono il giro di compere a Chueca (mi sono accorta dopo di aver comprato tutta roba di marche italiane: che vergonnia) e il <a target=”_blank” href=”http://farm2.static.flickr.com/1313/1462954841_7b7b94dd68.jpg?v=0″>Rastro della domenica</a> con successiva passeggiata al parco del Retiro. Ma anche arrivare dalla metro a Chamartín, tutta bella e nuova.<img width=”240″ height=”180″ align=”cssLeft” src=”http://farm2.static.flickr.com/1049/1463807316_867e396608.jpg?v=0″ style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;” alt=”" /> E pure andare a caccia di foto verso il tramonto. Ovvero le colazioni nel normalissimo baretto San Bruno in calle Toledo, dove finalmente scovo il caffellatte nel bicchiere di vetro e non nelle tazzacce spesse, le tostadas, e una rimanenza del perfetto camarero. Sì, perché in pieno centro turistico i camerieri e le cameriere raramente sono spagnoli: perciò se uno chiede <em>jamón</em> capaci che gli portano quella porcata di prosciutto "york" a fetta quadra, pieno di nervi e grasso, buono (al limite) solo per farci i toast. Poi son lenti, stressati, disattenti. Per cui hanno un bel dire le guide (una a caso?), di andare a godersi le ultime luci del giorno nei dehor di<a target=”_blank” href=”http://farm2.static.flickr.com/1096/1462941151_ff6b5809da.jpg?v=0″> Plaza S. Ana</a>: ciò, in luogo del rilassamento, favorirà il travaso di bile. Invece al San Bruno ancora si trova <em>el verdadero camarero</em>, che – contemporaneamente – sa a memoria i conti e le ordinazioni di una dozzina di clienti, urla alla cucina <em>Una de ensaladilla! Una de solomillo! Una de pulpo!</em>, <img width=”180″ height=”240″ align=”cssRight” style=”margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;” src=”http://farm2.static.flickr.com/1188/1462945413_ddafb07959_m.jpg” alt=”" />sbatte sulla barra una teoria di colazioni e caffè differenti ma precisi alla velocità della luce, crepa d’infarto a 50 anni. Dato che sei straniera, ti tratta con cura perché magari c’è il caso che, essendo straniera, tu non capisca una mazza. E poi, vedendo che invece capisci, ti fa un complimento mentre stai uscendo.<br />
Non lo so il motivo, ma ogni volta che sono in Spagna mi viene da imboffarmi di Donuts. L’ultimo giorno, dopo essere andata ad Alcalá de Henares (<a target=”_blank” href=”http://farm2.static.flickr.com/1228/1462962079_4c1abd0ab4.jpg?v=0″>bella</a> cittadina, bella bella) a vedere la casa della famiglia Cervantes (davanti alla quale son ritratti <a target=”_blank” href=”http://farm2.static.flickr.com/1129/1462968067_3ae666485f.jpg”>il Quijote e Sancho</a>, il primo costernato alla vista del Panza che sembra fargli il gesto dell’ombrello; ecco: qui, per esempio, stazionavo con la digitale cercando di tener conto della luce, di un recente tremolizzo e della recentissima tendenza* – e non per via del tremolizzo – a inquadrare tutto storto; passa una comitiva di iberici chiattoni che fa: <em>scatta, scatta in fretta, che si muovono!</em> Sarà umorismo?), no, dicevo, di ritorno a Madrid faccio un ultimo giro per librerie e un temporalone mi coglie. E allora, che cosa c’è di meglio di una bella ciambellina col tè all’ultimo piano del Corte Inglés? Qué viva siempre la merienda in compagnia di qualche sciccosissima carampana imbottita di psicofarmaci che si spazzola fette di torta e cioccolata calda. <br />
Alla fine, c’è solo il tempo di un’ultima tornata di foto e di un attimo di descanso alla plaza (Paja? St. Andrés? maledetta LP) preferita, un saluto a malincuore all’hostal Macarena (olé), e via, a Chamartín a prendere il <a target=”_blank” href=”http://www.elmundo.es/suplementos/viajes/2006/48/1136307304.html”>Lusitania</a>.<br />
<br />
_________________________________________<br />
<font size=”1″><br />
* in realtà più che una tendenza a fotografare storto è la paranoia che questo succeda, sia in presenza sia in assenza di punti di riferimento che si presuppongono dritti, come i muri, ad esempio. E comunque, come che sia, alla fine la foto è storta. Da lì, maggior paranoia alla foto seguente (forse, per questo motivo, anche aumento del tremolizzo?), in una spirale che si autoalimenta: le foto successive son sempre più storte e pure sfocate (per via del tremolizzo, essì, per forza).</font><br />
</div>
Inmadrid, viaggi su 30 settembre 2007 a 20:38
<div align=”justify”><strong>Seconda tappa: Madrid</strong><br />
<br />
<img align=”cssCenter” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2007/09/1453123235_a10d2d679e_m.jpg” alt=”granvia” style=”margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;” />Il mio hostal (Macarena, olé) è a due passi dalla <a href=”http://farm2.static.flickr.com/1175/1463796080_ee23ae050f.jpg?v=0″ target=”_blank”>Plaza Mayor</a>. Arrivo nel tardo pomeriggio, poso le robe e inizio il giro da dove avevo finito, una quindicina d’anni fa: <a href=”http://farm2.static.flickr.com/1310/1462941713_08cbfbb640.jpg?v=0″ target=”_blank”>Atocha</a>. Vado a prenotare il notturno per Lisbona; un pretesto, anche, per rivedere la bellissima serra della stazione. Poi attraverso <a href=”http://farm2.static.flickr.com/1200/1463798208_008f8f8daa.jpg?v=0″ target=”_blank”>Lavapies</a>, tiro su e arrivo in <a href=”http://farm2.static.flickr.com/1182/1462970291_771039f651.jpg” target=”_blank”>plaza de la Paja</a> (o di S. Andrés, non ho capito bene, sempre grazie all’immensa LP), che nelle sere seguenti diventa il posto dove terminare il giro quotidiano con una birra e un libro. <img width=”240″ height=”180″ align=”cssRight” src=”http://farm2.static.flickr.com/1227/1462946885_2d1c4c5b49_m.jpg” alt=”plaza de oriente” style=”margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;” />Concludo la giornata, in luce rosa anche senza gli uciai, alla plaza de Oriente. <br />
Sapere il castigliano vuol dire che vado alla Casa del Libro e mi compro <a href=”http://it.wikipedia.org/wiki/Alicia_Gim%C3%A9nez-Bartlett” target=”_blank”>Alicia</a>, e <a href=”http://es.wikipedia.org/wiki/Juan_Garc%C3%ADa_Hortelano” target=”_blank”>Juan</a>, e <a href=”http://it.wikipedia.org/wiki/Javier_Mar%C3%ADas” target=”_blank”>Javier</a>, che vado al cine (il film di un catalano, <a href=”http://www.pactarconelgato.com/” target=”_blank”>Pactar con el gato</a>, recensito come "la nuova Amelie": ‘na mezza sola, ma ha una sua grazia, e infatti è girato a Gracia che è forse il quartiere di Barcellona che preferisco) e a teatro, che capisco quel che dicono gli addetti museali all’indirizzo di turisti o di lor colleghi, o a proposito di rivendicazioni salariali, o quel che borbottano i camerieri e le cameriere, ecc. Bello, ma anche: due marroni. Alle volte è meglio non capire.<br />
Al Prado il bordello è insostenibile, sia quello perpetrato dai turisti che ridono, ballano e fanno il barbecue, sia quello causato dai lavoranti. C’è per esempio un addetto museale che sfreccia torno torno ai muri della stanzona di sua competencia stile primate in cattività, sicché ogni cinque minuti me lo vedo passar davanti ai quadri. Oppure quelli (addetti, sempre) che ciacolano attaccati a una qualche scultura che andrebbe vista in 3d ma siccome ci son loro di mezzo, nisba. Dunque il mio museo preferito a Madrid è il Thyssen, tiè. Almeno lì se uno telefona gli fanno spegnere. E la caffetteria: vuoi mettere? Io poi me li immagino, il barone Thyssen e consorte miss Spagna a scegliere i quadri: <em>e che me dici de ‘sto Tiepolo? Ma ne abbiamo già uno! Embè? Perché non Bosco o Durero?… E poi c’è ‘sto piccoletto… come se chiama… Patinir… Senti, e ‘st’Hopper, ‘na favola! Mah… ‘ste slavate… depresse… piuttosto un altro Rubens, no? Allora anche Antonello da Messina! Ma perché, Caravaggio lo voi tirà ar cesso? O ma checcefrega, compramoseli tutti!</em><br />
Le sere che non esco rimango nell’hostal e mi guardo <a href=”http://es.wikipedia.org/wiki/Mujeres_(serie)” target=”_blank”>Mujeres</a>. Che tra l’altro è uscito prima in Italia su raisat che in Spagna: se po’? Ho portato un lettorino dvd e una sessantina di film, ma quella serie lì mi appassiona e spesso a una certa ora, diciamo verso le nove nove e mezza, dopo un paio di birre, mi prendo qualcosa da <a href=”http://www.maozveg.com/59″ target=”_blank”>Maoz</a> e salgo in camera e non vedo l’ora di sapere cosa capita alle varie mujeres e mujercitas. Mi piace in special modo l’attrice che fa Susana (appellata dalla nonna arterio Palmira, se non ricordo male, "Tamara", o anche "ese putón"), Gracia Olayo, e me la ritrovo a teatro, con la su’ sorella, alle prese con l’<a href=”http://www.madridiario.es/2007/Agosto/madrid/madcultura/32363/venenos-teatro-maravillas-actuacion-humor-feminista-machismo.html” target=”_blank”>Antonia Machín</a>, ovvero la macchina che trasforma gli uomini in donne.<img width=”240″ height=”180″ align=”cssLeft” src=”http://farm2.static.flickr.com/1361/1463815954_b6f97c3949.jpg?v=0″ alt=”café comercial” style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;” /> Il teatro Maravillas è in un bel quartiere, Malasañas, e lì c’è anche il café Comercial che m’ispira.<br />
All’hostal Macarena (olé) ricevo le telefonate del caro vecchio <a href=”http://petarda.splinder.com/post/9654830″ target=”_blank”>Eni</a> (diminutivo, per i non hispanohablanti, di enano), cui simpaticamente attribuisco il soprannome di "culo di marmo". Visto che mi chiede come mai non vado a Siviglia gli chiedo perché non passa lui un finesettimana a Madrid. L’essere sa solo ripetere come un disco rotto: "o ma perché non torni a vivere qui, perché non ti trasferisci", ecc. Improvvisamente mi viene in mente una roba, gli chiedo e ne ho conferma: non è andato in <a href=”http://petarda.splinder.com/post/12724459″ target=”_blank”>Algarve</a> da solo, bensì con la sua ex più recente, con cui ancora tromba in regime di semilibertà. Improvvisamente mi rendo conto che quello che pensavo essere un amico è qualcosa di differente, visto che poi quando son là (a Siviglia) vuole che mi installi di modo perpetuo e la sua ex morosa non la vede praticamente mai. Improvvisamente, anche, mi vengono i <a href=”http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_premestruale” target=”_blank”>cinque minuti</a>, e lo mando a cagare. Cioè, io se propongo a un amico di fare le vacanze non mi metto a un certo punto a fare il piciu senza dare una spiegazione: dimmi, cazzo, che vai con la tipa, e morta lì. Ei dice che non lo sapeva, che è stata una cosa dell’ultimora, e comunque mi fa girar le balle anche perché dice che Mujeres è una serie malísima e che <a href=”http://www.imdb.com/title/tt0247196/” target=”_blank”>Before night falls</a> non gli è piaciuto in quanto "non es tan fuerte como el <a href=”http://es.wikipedia.org/wiki/Reinaldo_Arenas” target=”_blank”>libro</a>". Poi non lo sopporto per una serie di ragioni che non starò qui a enumerare anche perché a mente fredda non me le ricordo più bene. Anyway, va da via i ciap.</div>