<div style=”text-align: justify;”><img border=”0″ align=”cssLeft” alt=”" style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; width: 216px; height: 253px;” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2009/12/f362a8d3f094d069087d1b8ccd5dc13c_medium.jpg” />S’era alle prese con la solita sequela – attizzata dalle malelingue mediatiche del pianeta, anzi della galassia – di notiziole screditanti, l’ultima delle quali vedrebbe il cafonano, in un vertice europeo sul clima, alle prese con delle raffigurazioni di biancheria intima femminile attraverso i secoli, vergate di proprio pugno. Diverse fogge, diversa vestibilità e soprattutto diverse dimensioni: mutandoni, coulottes, slip, tanga, perizoma, ecc. uscivano con naturalezza dalla penna del premier, e con altrettanta disinvoltura finivano davanti agli occhi dei colleghi; embè? Forse è superfluo far notare (sì, forse, e quindi lo facciamo notare) che, parlando di mutamenti del clima, si parla anche di cambiamenti nell’abbigliamento, anche e soprattutto di quello che va sotto i vestiti: mutare, mutande, è sottinteso, no? Quindi tutto questo bailamme da parte di <a href=”http://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-1235414/Berlusconis-new-international-bloomer-sends-EU-leaders-womens-underwear-doodles.html”>giornalucoli</a> che non vedono l’ora di poter gettare un po’ di palta sulla nostra bella itaglia, avercene, d’itaglie, razza di tabloid del piffero che nemmeno libero o il giornale o <a href=”http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/berlusconi-varie-3/berlusconi-disegni/berlusconi-disegni.html”>la repubblica</a> da noi, non solo non si capisce, ma addirittura fa pensare a una persecuzione del nostro povero cafonanetto che, una volta tanto, era proprio dove doveva essere e stava facendo il suo lavoro. <br />
E infatti! Proprio ieri cafOnan stava a Milano a fare un comizio per la campagna di tesseramento del suo partito – e va bene, è giusto così, in fondo un primo ministro che deve fare? Potrà mica sempre essere super partes! – insomma era lì che diceva un sacco di robe giuste, niente di nuovo per carità, la persecuzione mediatica, appunto, non c’è la crisi, è un complotto delle sinistre, mi alleo con la destra di storace e santanché perché son libertari e pacifisti della prima ora, ecc., poi ha chiesto il numero di telefono di una tizia, e anche lì nulla di nuovo sotto il sole, ma che dire, lui è fatto così e ci piace proprio per quello, o no?, bon, vabè, era lì, era lì, era lì che scendeva dal palco e THUD! STUMP! gli arriva una roba in faccia! Una roba dura e piena di spigoli: una statuetta del Duomo di Milano! O mia bela madunina! A l’è propi un gran Milàn! E infatti, cafonett riporta seri danni alla dentiera, che però, essendo finta ed essendo lui pieno di soldi, sai a noi che ce ne fotte!<br />
Dopo, ma anche prima, è pieno di <a href=”http://www.repubblica.it/2009/12/dirette/sezioni/politica/comizio-berlusconi/comizio-berlusconi/index.html”>dichiarazioni deliranti</a>: le solite, da parte delle solite persone. <a href=”http://vibrisse.wordpress.com/2009/12/13/la-folla/#comments”>Altri</a> invece <a href=”http://www.pasteris.it/blog/2009/12/14/il-corpo-del-premier-e-altre-cose/”>sentono</a> la necessità di prendere le distanze, e non per mirare meglio la prossima volta: peccato!</div>
Archivio per la categoria ‘moretti’
Sapessi com'è strano, pigliarsi un duomo in faccia, a milano…
Incafonano, duomo milano, esiti resistenziali, italiano vero, massoneria, moretti, p2, pessimismo e fastidio su 14 dicembre 2009 a 09:20Incimenalcinema, esiti resistenziali, moretti, torino film festival su 2 dicembre 2007 a 12:57
<div align=”justify”><strong>La persona ingiusta</strong><br />
<br />
Il trailer del film <em>Once</em>, post precendente, contiene la ricca panzana che "la persona giusta si incontra una sola volta nella vita". E’ falso due volte, in linea generale e anche contestualmente alla trama del film, che narra dell’incontro di due musicisti. Dunque la relazione nasce così, e i due si scoprono e si parlano in via privilegiata attraverso la musica, che è un mezzo potentissimo e immediato, molto più adatto delle immagini e delle parole a comunicare e far intendere se c’è o meno sintonia.<font color=”#ff6600″> <strong>(occhio: qui svelo parte del finale)</strong> </font>Poi, però, lui ha progetti che si svilupperanno in un’altra città e lei ha "responsabilità", come dice anche nel trailer. Quindi si separano. <font color=”#ff6600″><strong>(fine spoiler) </strong></font><br />
Quindi, quindi, quindi, la <em>persona giusta</em> non è poi tanto giusta. Perché le <em>persone giuste</em>, una volta che s’incontrano, mollano tutto e cercano di far combaciare le rispettive vite, per quanto incasinate, altro che rosa che non colsi. La giovane età può essere un’attenuante, pensi che di robe così te ne ricapiteranno a valanghe, invece: mai più, e rimpiangerai quella per tutta la vita. Ah! Peccato che anche questa sia una vaccata sentimentaloide, solo di poco inferiore a quella dell’unicità della <em>persona giusta</em>. <br />
Di <em>persone giuste</em>, se il criterio è quello delle affinità elettive come si intuirebbe dal film, se ne trovano a bizzeffe. Tra lavoro, formazione, volontariato e passioncelle varie di gente ne ho incontrata tanta, ma proprio tanta. Di tutt’Italia e non solo. Totale: un centinaio di <em>persone giuste</em> in quarant’anni, di cui almeno il 30% donne. Ma non persone con cui hai qualcosa in comune: persone con cui hai moltissimo in comune, talmente tanto che non sai come hai fatto fino a quel momento a esser capita così malamente da tutti gli altri. Sincronicità, casualità pazzesche anche, tutto quello che volete. Infine un certo scetticismo, e la scelta di lasciare che continuino a essere incontri casuali: non inseguire, cioè, una finalizzazione (odio questa parola ma non me ne viene un’altra). Perché poi, in barba a tutte le affinità, vince chi mi provoca un’emozione: chi m’intenerisce, chi m’attizza, chi mi stimola, che ne so. Con quelle persone lì, di solito, il rapporto s’approfondisce e si fa duraturo.<br />
Che poi la <em>persona giusta</em> non è mai, non può mai essere la persona esclusiva. Ci sarà sempre un altro che ti faresti, almeno una volta; o anche due o tre. E per fortuna alle volte il corpo è stupido, e ti ritrovi bellamente presa dall’idraulico, dal fruttivendolo, e ad io piacendo pure dal panettiere. Che per carità, possono benissimo essermi spiriti affini; sta di fatto che non lo erano (i primi due, ché il panettiere, come ben sa chi segue assiduamente il blog, non si colse).<br />
<br />
Non c’entra quasi una mazzafionda ma <a href=”http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200712012208-spe-rom1138-art.html” target=”_blank”>qui</a> ci sono i premiati del tff, festival credo molto bello (tipo che il solo film che ho visto m’è piaciuto più di tutti <a href=”http://petarda.splinder.com/post/9938033″ target=”_blank”>quelli</a> visti lo scorso anno) ma che ho seguito poco e nulla in quanto, penso, infastidita dal sigillo "evento" che la direzione di Moretti – lui incolpevole, obv. – ha impresso sulla manifestazione. Mi scazzano le corse dei lemming, di massa o di nicchia che siano. Anzi, le seconde di più ancora, i lemming di nicchia sono i più conformisti nonché spesso criptomassoni [? in senso lato, eh, in senso lato (?)] o aspiranti tali.<br />
</div>
Incondominio e dintorni, il peso della mole, moretti, rondolino, torino film festival, viaggi, warhol su 7 gennaio 2007 a 12:37
<div align=”justify”><font size=”2″ face=”Verdana”><strong>Vacanze un poco romane</strong><br />
<br />
Sono chiusa in casa fino a martedì: malatina.<br />
Il 27 cercando di isolare il balcone dalle incursioni della micia di <a href=”http://petarda.splinder.com/post/4762026″ target=”_blank”>una vicina</a> mi son beccata una laringite che poi è peggiorata grazie al vento della Liguria e di Livorno, e all’umidità di Ravenna.</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>La micia, mi ha detto ieri la signora, nelle vacanze è caduta (dal quarto piano), non so se nel vano tentativo di scavalcare la rete di protezione per raggiungere il mio balcone, dove era solita riempirmi di merda il vaso di passiflora e, talvolta, vomitare una pappetta rosa.</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>Mi sento in colpa.</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>La piccina è stata portata dal veterinario e ora immagino sia convalescente.<br />
</font> <font size=”2″><em><font face=”Verdana”>(<strong>aggiornamento</strong>: ha il bacino e una zampina rotta)</font></em><br />
<br />
</font> <font size=”2″ face=”Verdana”>A Roma, vista la piccola e costosa mostra di <a href=”http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/17648/IDCategoria/1″ target=”_blank”>Klee</a> a Palazzo Ruspoli. E, soprattutto, la stupenda personale di Warhol al Chiostro del Bramante: <a href=”http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp/idelemento/33420″ target=”_blank”>Pentiti e non peccare più!</a></font><br />
<br />
<a href=”http://www.exibart.com/notizia.asp?idnotizia=17837″ target=”_blank”><img align=”cssCenter” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2007/01/48231.jpg” style=”margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;” alt=”" /></a><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>La maggior parte dei lavori veniva da Pittsburgh, ma chissà chi sarà il proprietario delle dieci Marilyn romane. Interessantissimi anche i video, specie quello con Basquiat 19enne costantemente brancicato da Drella che gli siede accanto.</font><br />
<br />
<font size=”2″ face=”Verdana”><a href=”http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/nanni-moretti/nanni-moretti/nanni-moretti.html” target=”_blank”><img width=”145″ height=”202″ align=”cssLeft” src=”http://www.cinemadelsilenzio.it/images/film/poster/1823_big.jpg” style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;” alt=”" /></a>A Roma in realtà s’era andate per ascoltare il monologo di Moretti sul diario di <em>Caro diario </em>alla fine di <em>Ecce Bombo </em>al Nuovo Sacher. Sulla motivazione che può aver spinto Moretti ad allegare il monologo alla proiezione del film sono state fatte due ipotesi, che vado a enumerare:</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>1. un modo per compensare gli spettatori che han deciso di sorbirsi il vecchio film;</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>2. un modo per scoraggiare i paragoni tra il Moretti attuale e l’aitante Apicella di quasi trent’anni fa.</font><br />
<br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>Ha una bellissima faccia, adesso, Moretti. Tra l’altro durante il monologo continuava a ondeggiare come <a href=”http://petarda.splinder.com/post/7887605″ target=”_blank”>nonno Paulin</a>.</font><br />
<br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>In queste vacanze di natale è pure diventato, per qualche giorno, direttore del Torino Film Fest: <a href=”http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/moretti-direttore-torino/moretti-rinuncia/moretti-rinuncia.html” target=”_blank”><em>Vi lascio ai vostri problemi di metodo, ai contrasti procedurali, ai rancori personali</em></a>.</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>Piccolo strascico, Fabrizio Rondolino, figlio dell’ex direttore di <a href=”http://petarda.splinder.com/post/9938033″ target=”_blank”>Cinemanziani</a> Gianni Rondolino (nonché ex fedelissimo di Massimo D’Alema, nonché autore di <em>Grandi Fratelli</em> e di <em>Pupe e secchioni</em>), che in una lettera inviata a Repubblica insinua che alla base della trombatio paterna vi sarebbe il rifiuto di GRondolino di ostentare atteggiamenti reverenziali nei confronti di vari assessorami locali. Il che verrebbe a smentire, per una volta, il detto "tale padre, tale figlio". Chi ha letto gli articoli di FRondolo sulla Stampa a tema D’Alema sa di cosa parlo*.</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>GRondolo però non ha torto: con tutte le cariatidi incompetenti che ci sono in giro, perché l’unico a esser silurato dev’esser proprio lui?</font><br />
<br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>Splinder in manutenzione perpetua sta diventando insostenibile.</font><br />
<br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>_______________________________</font><br />
<br />
<font size=”2″ face=”Verdana”><font size=”1″>* Che, poi, troppa dedizione genera mostri:<br />
</font></font><font size=”2″ face=”Verdana”><font size=”1″><strong>Lei, Rondolino, sta descrivendo un D’Alema vittima che…</strong></font></font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”><font size=”1″><strong>«Che, se vogliamo proprio dirla tutta, non solo umanamente, ma anche politicamente, subisce il destino comune a molti altri grandi riformisti…».</strong></font></font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”><font size=”1″><strong>A chi sta pensando, Rondolino?</strong></font></font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”><font size=”1″><strong>«A Bettino Craxi»</strong></font></font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”><font size=”1″>(da <a href=”http://www.dsmilano.it/html/Pressroom/2005/12/cor5_1222_divisi-su-dalema.htm” target=”_blank”>qui</a>)</font></font></div>
Inciccipuccimucci, gadole, moretti su 18 aprile 2006 a 18:04
<div><strong><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Io Ciampi non lo voglio più</font></span></strong></div>
<div><strong><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></strong></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Prima accetta che si rimandino le elezioni di due settimane, poi visto che non osa chiamare Prodi a formare il governo dice che non c’è tempo, e che infatti lui l’aveva detto che rimandando le elezioni non si riusciva a fare tutto per benino. </font></span></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Sì, come capo dello stato non lo voglio più, ma se vuol farmi da nonnetto spaccamaroni s’accomodi pure.</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Ah tra l’altro, anche se avessimo vinto di un solo voto, con questa legge avremmo la maggioranza.</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><strong><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>CaymanO</font></span></strong></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Vedere e sentire Moretti Caimano, alla fine, che dice alcune delle cose che ha detto S. B., mi ha fatto un effetto strano. Dette da una persona dignitosa e degna, quelle cose non sembravano più panzane pacchiane e marchiane. </font></span></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Quindi: se uno dignitoso e degno mi vuole intortare, può farlo.</font></span></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Quindi: se a uno piace l’essere umano tipo S. B., qualsiasi cosa dica, si farà intortare.</font></span></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Certo che la parte in cui Moretti Caimano parla delle sfighe che la sinistra gli augurava, quand’era malato di cancro…. sapendo che anche Moretti è stato malato di cancro… Amaro. Inquietante.</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Effetto quasi altrettanto strano m’ha fatto leggere una dichiarazione di Jas*ine Trin*a: "quest’uomo mi ha strappato, se non all’infanzia, all’innocenza". Woody Allen de noantri?</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><strong><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Left</font></span></strong></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Primo numero di <em>Left</em>. Due articoli degni di nota. </font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><font color=”#808080″><font face=”Verdana”><strong><span style=”font-size: 10pt;”>Uno</span></strong><span style=”font-size: 10pt;”>, di Marco Travaglio, racconta della cerimonia in occasione di un lascito di Licio Gelli all’Archivio di Stato di Pistoia. Il sindaco di Pistoia, diessino, non ha ritenuto di essere presente. Alcuni cittadini, indignati, hanno ritenuto di manifestare il loro dissenso. Linda Giuva, <em>nella sua veste di docente di Archivistica generale alla sede aretina dell’Università di Siena</em>*, ha ritenuto di proferire un panegirico, ottenendo le lodi e la stretta di mano del venerabile. Osserva giustamente Travaglio che se a incontrare (in pubblico!) Gelli e a stringergli la mano fosse stata Veronica Lario, sarebbe scoppiato un pandemonio.</span></font></font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Chissà se Travaglio volesse dire anche dell’altro. No perché, se così fosse, qui ci tornerebbero dei conti.</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><font color=”#808080″><font face=”Verdana”><strong><span style=”font-size: 10pt;”>Due</span></strong><span style=”font-size: 10pt;”>, di Nando dalla Chiesa. Cito:</span></font></font></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″><em>Forse bisognerebbe avere meno consuetudine con i luoghi comuni che vorrebbero "un’intera generazione" simpatizzante del terrorismo, "un’intera generazione" assidua frequentatrice di hashish e affini, "un’intera generazione" dedita ai campi di nudismo.</em></font></span></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Conosco gente che va ai campi nudisti e non è di sinistra. Conosco gente che si fa le canne e ai campi nudisti non ci va. Non conosco terroristi: magari si fanno le canne, ma perché devono per forza mettersi patani al mare? </font></span></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Ma che razza di accostamento demente è: canne e affini (e tra essi Nando include pure la coca, ma allora non ha capito nulla, o ha capito poco) e naturismo <strong>e <span style=”color: red;”>terrorismo</span></strong>? Ma siamo matti? Il nudismo, per fortuna, ci viene da costumanze nordiche. Vivi e lascia vivere, rapporto sano col corpo e col sesso. Al limite nudismo e canne sono accomunati da un certo fricchettonismo peace&love d’antàn. </font></span></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Cioè, quel luogo comune ce l’ha in testa solo lui, lui e al limite gentaglia che di certo <em>Left </em>non lo legge. Ma vallo a dire a loro, no?</font></span></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>La domanda è un po’ sempre la stessa: perché chi meno sa più parla?</font></span></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Ora scusate ma vado al mare. Mi metto nuda, mi rollo una canna. Mi si stia lontani.</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>* paro paro dall’articolo.</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><strong><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Pulizie di primavera</font></span></strong></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Ecco, la settimana scorsa ho mandato una mail a Gadole. Era dalla scorsa estate che la stavo scrivendo. In essa ho però scordato di inserire: </font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><strong><em><span style=”font-size: 10pt; color: red;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Una Valentina per Gadole</font></span></em></strong></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><span style=”font-size: 10pt; color: red;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Non so se sai i fumetti di Charlie Brown che manda Valentine alla Ragazzina dai capelli rossi. Che, puntualmente, lo ignora. Ecco, questa qua è una cosa del genere, per te che sei Gadole, ovvero un badola gadano un po’ fransé: ma allora, etimologicamente parlando, il mio sarebbe un tentativo fallito in partenza. Come non voglio che sia; ma la volontà, in certi casi, serve a poco.</font></span></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><span style=”font-size: 10pt; color: red;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Ieri quasi ci siamo incrociati, per strada. Erano anni che non ti vedevo, e mi toccava farlo proprio così, per caso? Infatti ho cambiato strada. E guarda, sembrava lo sapessi, sono uscita di casa tutta bella; tu avevi i capelli lunghi e la riga da una parte, una borsa a tracolla.</font></span></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><span style=”font-size: 10pt; color: red;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Mi fa ancora arrabbiare leggere certe robe e non poterne parlare con te. </font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Ma non importa che non gliel’abbia scritto, perché in essa gli dico sostanzialmente: </font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><span style=”font-size: 10pt; color: red;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Voglio una persona con cui stare guancia a guancia, quella persona non sei tu, che stai girato a guardarti le spalle. </font></span></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><span style=”font-size: 10pt; color: red;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>(…) </font></span></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><span style=”font-size: 10pt; color: red;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Ciao.</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Poi, visto che quella mail è in realtà una cronomatrioska epistolare, se arriva fino alla fine c’è il premio, ovvero una bella letteronza nostalgia canaglia, mai spedita, di due anni fa; che finisce così:</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><span style=”font-size: 10pt; color: red;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Ieri sera dopo una giornata di caldo affanno e noia inconcludente e irritazione a pelle ho preso dal freezer una bottiglia d’acqua e aprendola ho notato come un tappo di ghiaccio ne impedisse la fuoriuscita. L’ho capovolta e ho iniziato a premere dal fondo, cercando di centrare il bicchiere. Quando il tappo si è sparato fuori la ferrarelle è schizzata ovunque, sulle pareti della cucina e sui fornelli, e soprattutto su di me, sulla faccia e sui miei seni nudi, e mi sono sentita come quando, in riva al mare, saggiando l’acqua fredda sei incerto sul da farsi, e all’improvviso arriva un ragazzetto e si tuffa a dieci centimetri da te e lo fa apposta, questo è chiaro, e allora dopo un momento di rigida incazzatura ti butti ridendo, che tanto ormai sei bagnata fradicia, ti tuffi ancora una volta a capofitto nell’onda frizzante di schiuma e di luce, e godi dell’attimo in cui la sensazione del gelo sulla pelle si muta in frescura profonda e rigenerante. E non pensi a ringraziare il ragazzino impunito, no. </font></span></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div style=”margin: 0cm 0cm 0pt 28.4pt;”><span style=”font-size: 10pt; color: red;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Mi manchi.</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Vi sono casi in cui le parole non aggiungono alcunché. Tutto è talmente chiaro. Chissà se era uno di quei casi.</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><strong><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></strong></div>
<div><strong><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Bocci</font></span></strong></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Primavera vien zoppiando, vien zoppiando alla mia porta. Difatti sul terrazzo le piante rinverdiscono a una lentezza raccapricciante. Una gemma ci mette due settimane, se va bene, a formarsi. Una foglia cresce di un millimetro alla settimana. Mai vista una roba così. Ah ma quando si decideranno a sbocciare, allora: sarà un tripudio di forme e colori, un impeto d’effluvi, un gruppo laocoontico di fusti e virgulti. Forse. Si noti che per una serie di ragioni che non sto a esplicitare, questa del 2006 è la prima primavera che mi godo appieno, dopo tre anni. Per cui se dopo tutta questa preparazione si dovesse nuovamente partorire il topo (e partorisci il topo di qua, e partorisci il topo di là: ma basta!, cazzo), tipo che il boccio fiorisce, sta un giorno, poi secca, si accartoccia, cade e via coi 40 gradi all’ombra, mi girerebbero un tantinello.</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Mentre si parla, gesticolando, di tinta alle pareti (una spugnatura blu cobalto su fondo verde acquamarina) il tipetto, dal basso, inizia ad agitarsi un po’. Lo guardiamo. Indica il rimorchio giallo e poi si punta più volte, col dito, la pancia in canottierina gialla. Ma quant’è sveglio, a 18 mesi? Proprio un buddhino.</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><strong><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Armonia e pace nel mondo</font></span></strong></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Sennò, cari buddhisti cinesi, ci farete sparire come tanti piccoli lama tibetani? Ma non fateci ridere, non fate!</font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><strong><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Amicci!</font></span></strong></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Sì, una cosa, di Yozo, è uscita un po’ di tempo fa, ed è <a href=”http://www.minimumfax.com/libro.asp?libroID=198″ target=”_blank”>questa</a>:</font></span></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”></span></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″></font></span></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><img style=”margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;” src=”http://www.minimumfax.com/foto/2003/11/27_io&carver_nuovaG.jpg” alt=”" /><font face=”Verdana” color=”#808080″></font></span></div>
<div><font size=”2″ face=”Verdana” color=”#808080″> </font></div>
<div><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Poi <a href=”http://www.sbronziallalba.it/” target=”_blank”>quest’altra</a>, di Guido Catalano: alcuni mp3 si possono pure scaricare! </font></span><span style=”font-size: 10pt;”><font face=”Verdana” color=”#808080″>Meritano.</font></span></div>