<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-family: Georgia, serif; “>Del <a href=”http://www.torinofilmfest.org/” target=”_blank”>TFF</a>.</span></p>
<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-family: Georgia, serif; “>Come quello di poter vedere <a href=”http://www.imdb.com/title/tt0049513/” target=”_blank”>Moby Dick</a> di Huston sul grande schermo (anche per la figlia di H. presente al festival, Allegra, era la prima volta).</span></p>
<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-family: Georgia, serif; “>Non avevo mai visto quel film e non ho letto il libro di Melville.<br />
<br />
Ma il privilegio non riguarda questo; o, almeno, non solo questo.</span></p>
<p style=”text-align: justify; “>
<br />
<span style=”font-family: Georgia, serif; “><em>Oh Natura, e tu, anima umana! come le vostre analogie si distendono oltre quanto è visibile! non il più piccolo atomo si muove o vive nella materia, che non abbia il suo sottile riscontro nello spirito. </em></span></p>
<center>
<div class=”media_embed” height=”385″ width=”480″>
<object height=”385″ width=”480″><param name=”movie” value=”http://www.youtube.com/v/0MVQYnEkQ8I?fs=1&hl=it_IT” /><param name=”allowFullScreen” value=”true” /><param name=”allowscriptaccess” value=”always” /></object></div>
</center>
Archivio per la categoria ‘torino film festival’
privilegi
Incimenalcinema, huston, moby dick, torino film festival, viaggi su 29 novembre 2010 a 10:14a lezione da Oguri
Incimenalcinema, esiti resistenziali, jappone, oguri, sueños, torino film festival, viaggi su 28 novembre 2010 a 09:39<p style=”text-align: justify; “>
<span style=”font-size: 14px; “><span style=”font-family: Georgia, serif; “>Giorni del Torino Film Festival.<br />
<br />
(Ho visto, ieri, film molto riusciti e, ieri sera, l'<a href=”http://www.youtube.com/watch?v=w-3AHv2E5jg” target=”_blank”>ultimo di Danny Boyle</a>: bello.)<br />
<br />
La possibilità per Barraud di realizzare il documentario<em> <a href=”http://www.torinofilmfest.org/index.php?action=detail&id=8908″ target=”_blank”>La Forêt des Songes</a></em> sul cinema di <em style=”font-weight: bold; font-style: normal; “><a href=”javascript:void(0)/*481*/”><strong>Kôhei</strong></a><span class=”Apple-style-span” style=”line-height: 23px; “><span class=”Apple-style-span” style=”font-weight: normal; line-height: normal; “><a href=”http://www.imdb.com/name/nm0644850/” target=”_blank”><strong> Oguri </strong></a>è nata qui, al festival di Torino edizione 2008. C'era una retrospettiva su Oguri, i due sono stati presentati da Massimo Causo; alcuni mesi dopo, Barraud volava in Giappone.</span></span></em><br />
Nella <em>Foresta dei sogni</em>, Oguri per lo più passeggia in una foresta; parla di anima e di animali, del ciclo di vita delle piante, del cinema antropocentrico. Il tentativo di Oguri è quello di tenere insieme (Barraud scomoda il mito dell'unificazione degli opposti) essere umano e natura. Bisognerebbe smetterla di considerare l'uomo solo dal punto di vista politico, storico, sociale, dice. Il cinema è un mezzo limitato: nella stessa inquadratura non ci stanno Oguri (alto 170 cm.) e un faggio alto 30 metri. Il corpo dell'essere umano, nel cinema, non ha quasi spazio, se non per quanto riguarda il sesso e la violenza. Buona parte dell'esperienza sensibile si perde: non siamo solo sguardo e linguaggio.<br />
L'apparente ingenuità di queste considerazioni acquista credibilità se si pensa all'animismo di Oguri, alla consapevolezza di una spiritualità diffusa che in realtà pervade buona parte del mondo non occidentale e non monoteista. L'essere umano è in viaggio e non è solo, ha dei compagni. Potrebbe bastare questo a farci propendere per una scelta del genere: la sua rassicurante convenienza.<br />
L'onestà di Oguri è lampante quando racconta dei suoi incubi. Legato, prigioniero, torturato. Pare un contrappasso per la ricerca consapevole di quell'armonia interconnessa che troppi di noi occidentali considerano una favola utopica. E che è invece la direzione verso cui puntare, l'unica che abbia un senso; </span></span><span class=”Apple-style-span” style=”font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; “>non possiamo continuare ad accettare che le scelte ambientali, politiche, economiche portatrici di un futuro di miseria e di morte siano le uniche possibili. </span><br />
<span class=”Apple-style-span” style=”font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; “>Oguri rivendica la capacità (tutta animale, mica soprannaturale) di comprendere tutto in un istante. Di una situazione, di un luogo, di un rapporto. </span><br />
<span class=”Apple-style-span” style=”font-family: Georgia, serif; font-size: 14px; “>Quel che capisco è che la fatica di Oguri di "tenere insieme", aspirazione tutt'altro che consolatoria, in realtà, bensì necessaria alla sopravvivenza, è tale e tanta che il farsene carico comporta anche il farsi attraversare dall'enorme sofferenza, dall'immensa paura che gli umani si trovano a vivere – essendone la causa – su questo disgraziato pianeta.</span></p>
<div style=”text-align: right; “>
</div>
<div style=”text-align: center;”>
<img alt=”Antoine_Barraud_su_Kohei_Oguri_documentario_TORINO-28″ src=”http://detoni.files.wordpress.com/2010/11/91daf1916960efe51496dc9067f35678_medium.jpg” style=”margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; display: block; text-align: center; ” /></div>
<div>
</div>
albert serra
Incimenalcinema, torino film festival su 29 novembre 2008 a 13:53<div align=”right”><font face=”Calibri” class=”ske03″> Inquadrature silenziose e lunghissime, troppo: durante la proiezione la sala si è svuotata; <br />
però io ho resistito fino in fondo. <span style=”"> </span>Certo è un film pesantino. La chiave di lettura che mi <br />
sembra di poterne dare è che l’unica cosa reale è il sogno: i <em style=”">remagi</em> trovano cose bellissime <br />
(che vedono solo loro) osservando una semplice pietraia. E nel finale si raccontano fra loro <br />
appunto sogni di angeli, nubi, cacciatori, serpenti, e tutta questa varietà di cose contrasta <br />
in modo evidente con il nulla che li circonda e nel quale camminano.<br />
<a target=”_blank” href=”http://blog.libero.it/molinaro/5996158.html”>Carlo Molinaro</a><br />
<br />
</font>
<div align=”justify”><font size=”2″ face=”Verdana” class=”ske03″>Invece a me è piaciuto tanto, <a target=”_blank” href=”http://www.imdb.com/title/tt1143891/”><em>El cant dels ocells</em></a>.<br />
Serra, il regista, è autore anche di <a target=”_blank” href=”http://www.imdb.com/title/tt0799772/”><em>Honor de Cavalleria</em></a>, film su Quijote e Sancho <a target=”_blank” href=”http://petarda.splinder.com/post/9938033″>amato</a> due anni fa, che poi vinse il festivale.<br />
Vero, i tre remagi in espadrillas e corona e zimarra vagano o credono di andare, nel far questo sognano, questionano, si perdono in mille discorsi quasi da <em>borrachos </em>tanto son surreali, fanno abluzioni, riposano.<br />
Son lì come per caso, e vanno, non si tirano indietro, anche se non son dei campioni di coraggio, anche se non son campioni di niente.<br />
Certo se non fosse anche un film divertente mi sarebbe risultato pesante. Però ho ghignato assai ai siparietti dei tre, e anche nel vedere che la madonna coccola insistentemente un agnellino, quasi fosse lui il bambingesù, forse per qualche momento lo era, lo tormenta come una bimba "non so se tenerlo o lasciarlo andare", dice, e poi gli tiracchia un orecchio e gli scuote delicatamente la collottola.<br />
La sala, quando l’ho visto, non era vuota (nemmen piena) e non si è svuotata.<br />
In effetti in pochi ridevamo. In due, diciamo: io e il mio vicino di poltrona, che in un primo tempo avevo scambiato per una ragazza a causa dei boccoli biondi. Un tipino che prendeva appunti al buio. A un certo punto s’è messo di traverso e quasi sdraiato sulle poltroncine, dandomi i ricci in faccia.<br />
Comunque: ai dialoghi dei remagi si può ridere parecchio, da lacrime agli occhi, par di leggere Jarry o Beckett. O di vedere le comiche di quando eravamo bimbi.<br />
(e meno male che non ero la sola a ridere, va’, che far sempre l’apripista non è così piacevole)<br />
</font></div>
</div>
wish you were here
Incimenalcinema, torino film festival su 26 novembre 2008 a 10:56<div align=”justify”>Rivedo questo <a href=”http://www.imdb.com/title/tt0094331/” target=”_blank”>film</a> con una <a href=”http://www.celebritypicturesarchive.com/avatars/220×220/e/emily-lloyd/emily-lloyd.jpg” target=”_blank”>Emily Lloyd</a> che somiglia alla casta e perfettina <a href=”http://www.hollywoodteenmovies.com/BigGidget.jpg” target=”_blank”>Sandra Dee</a>, ma qui incarna il ruolo di una ragazza provocante come Lolita e sveglia e sboccata come Zazie. Memorabili alcune scene tra cui quella sotto, in cui il padre la raggiunge sul posto di lavoro per farle una ramanzina, al che la piccola scandalosa Lynda lo insulta, insulta alcune madame (<em>vecchie puttane pettegole</em> o roba così) e infine sale sul tavolo urlando che è incinta perché le piace il cazzo. Divertente anche la scena in cui, di notte, scende in giardino in camicia da notte cantando a squarciagola FANCULO, e quando una vicina di casa si affaccia e chiede spiegazioni le mostra le chiappe nude e le augura BUONANOTTE, SIGNORA FANCULEY. <br />
Pellicola purtroppo funestata nell’audio, se ne sconsiglia la visione al TFF.<br />
Altre robe belle: <em><a href=”http://www.imdb.com/title/tt0082280/” target=”_blank”>Doro no kawa</a> </em>(<em>Muddy River</em>) di Oguri, che mi ha ricordato <em>I 400 colpi</em>, però in Giappone.<br />
Notevole <em><a href=”http://www.imdb.com/title/tt0815241/” target=”_blank”>Religulous</a></em>, una bella presa per i fondelli delle religioni e dei credenti, la tesi di fondo è che la religione nuoce al progresso (inteso come evoluzione, non come sfruttamento sventato del pianeta e delle tecnologie), chissà se uscirà mai qui in Italia (tra l’altro mi viene in mente che, visto che son atea, voglio direttamente l’oppio).<br />
In concorso quello che m’ha convinto di più finora è<em> <a href=”http://www.imdb.com/title/tt1000769/” target=”_blank”>Prince of Broadway</a></em>, mentre chi ha visto <em><a href=”http://www.imdb.com/title/tt1063669/” target=”_blank”>Die Welle</a></em> è rimasto colpito; probabilmente vincerà quest’ultimo, anche perché il livello degli altri film non è eccelso. Così così <em>Tony Manero</em>, <em>Helen</em>, <em>Bitter & Twisted</em>. Un velo pietoso su <em>Momma’s Man</em>.<br />
Grande godimento rivedendo in versione originale <a href=”http://www.imdb.com/title/tt0089838/” target=”_blank”><em>A Private Function</em></a> (<em>Pranzo Reale</em>); la recitazione di Maggie Smith è fenomenale. Era presente Michael Palin dei Monthy Python, a un certo punto mentre facevo la fila mi era accanto, gli ho sorriso, mi ha sorriso, ci siamo sorrisi e però non gli ho detto un cazzo perché mi vergogno del mio inglese, razza di cogliona che non sono altro.<br />
<br />
<div align=”center”> <object width=”425″ height=”344″>
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</div>
white riot
Inclash, il peso della mole, pessimismo e fastidio, torino film festival su 24 novembre 2008 a 10:21<div align=”justify”>Visto, ieri sera, il cult <a target=”_blank” href=”http://www.imdb.com/title/tt0081441/”>Rude Boy</a>, con i Clash, del 1980, che documenta un tour della band nel ’78.<br />
Vari livelli di ribellione: anche dei bianchi contro i neri, anche dei proletari contro gli studenti, e poi di tutti costoro contro la polizia e l’ordine costituito e all’epoca alquanto repressivo.<br />
Scelgo di postare questo video (Police and Thieves) perché lo trovo attualissimo. Ci sono pure i sottotitoli in italiano. <br />
A proposito, al Nazionale i sottotitoli son soggetti a una gestione allegra assai: possono iniziare da metà film come in <em>Kurus </em>sabato o andare e venire come in <em>Rude Boy</em> ieri.<br />
<br />
<div align=”center”> <object width=”425″ height=”344″>
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</div>
bellissimi
Incimenalcinema, torino film festival su 23 novembre 2008 a 01:09<a href=”http://www.imdb.com/title/tt1165253/” target=”_blank”>Bi mong (Sad Dream)</a>, Kim Ki-duk<br />
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<br />
<a target=”_blank” href=”http://www.imdb.com/title/tt1279095/”>Kurus</a>, Woo Ming Jin<br />
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tre su tre
Inciccipuccimucci, esiti resistenziali, il peso della mole, torino film festival, viaggi su 20 novembre 2008 a 13:45<div align=”justify”>Quest’estate quand’ero in Scandinavia avevo un quadernone blu dove scrivevo una serie di robe per lo più tardolescenziali che non riporterò. In esso esprimevo anche alcuni desideri; poniamo tre desideri, di quelli che mi va di dire qua.<br />
1. fotografare <a href=”http://www.flickr.com/photos/77294564@N00/2817247358/” target=”_blank”>un/a infante/a</a> consenziente, e col consenso del parentame<br />
2. avere una compagna di viaggio: ero appena uscita dal <a href=”http://www.bistroruby.com/” target=”_blank”>bistrot ruby</a> ed ero così felice che avrei voluto condividere con qualcuno… detto fatto, sulla nave dell’<a href=”http://www.hurtigruten.com/norway/” target=”_blank”>Hurtigrute</a> qualche giorno dopo avrei incontrato la portoghese Manuela: ironica, poliglotta, scafata, adattabile, decisa e con le idee chiare. Perfetta.<br />
3. ripensando a un tale che una sera di mezza estate, in riva al Po, prima di baciarmi mi ammorbava e ammosciava con tutta una teoria di robe sull’alta moda, mi rendevo conto di preferire di gran lunga le menate sul calcio. Bisogna stare attenti coi desideri, perché ora… e il calcio mi fa caccare! Non quanto i discorsi sulla moda, evidentemente.<br />
<br />
Da sabato inizia il <a href=”http://www.torinofilmfest.org/” target=”_blank”>Torino Film Festivallo</a>, son contentissima che ci sia una retrospettiva sulla <a href=”http://www.torinofilmfest.org/view.php?ID=78&lang=ita” target=”_blank”>British Renaissance</a>, un tot di filmi li vidi all’epoca al cineforum, ma altri no. I primi Frears, Leigh, Loach…</div>
Incimenalcinema, esiti resistenziali, moretti, torino film festival su 2 dicembre 2007 a 12:57
<div align=”justify”><strong>La persona ingiusta</strong><br />
<br />
Il trailer del film <em>Once</em>, post precendente, contiene la ricca panzana che "la persona giusta si incontra una sola volta nella vita". E’ falso due volte, in linea generale e anche contestualmente alla trama del film, che narra dell’incontro di due musicisti. Dunque la relazione nasce così, e i due si scoprono e si parlano in via privilegiata attraverso la musica, che è un mezzo potentissimo e immediato, molto più adatto delle immagini e delle parole a comunicare e far intendere se c’è o meno sintonia.<font color=”#ff6600″> <strong>(occhio: qui svelo parte del finale)</strong> </font>Poi, però, lui ha progetti che si svilupperanno in un’altra città e lei ha "responsabilità", come dice anche nel trailer. Quindi si separano. <font color=”#ff6600″><strong>(fine spoiler) </strong></font><br />
Quindi, quindi, quindi, la <em>persona giusta</em> non è poi tanto giusta. Perché le <em>persone giuste</em>, una volta che s’incontrano, mollano tutto e cercano di far combaciare le rispettive vite, per quanto incasinate, altro che rosa che non colsi. La giovane età può essere un’attenuante, pensi che di robe così te ne ricapiteranno a valanghe, invece: mai più, e rimpiangerai quella per tutta la vita. Ah! Peccato che anche questa sia una vaccata sentimentaloide, solo di poco inferiore a quella dell’unicità della <em>persona giusta</em>. <br />
Di <em>persone giuste</em>, se il criterio è quello delle affinità elettive come si intuirebbe dal film, se ne trovano a bizzeffe. Tra lavoro, formazione, volontariato e passioncelle varie di gente ne ho incontrata tanta, ma proprio tanta. Di tutt’Italia e non solo. Totale: un centinaio di <em>persone giuste</em> in quarant’anni, di cui almeno il 30% donne. Ma non persone con cui hai qualcosa in comune: persone con cui hai moltissimo in comune, talmente tanto che non sai come hai fatto fino a quel momento a esser capita così malamente da tutti gli altri. Sincronicità, casualità pazzesche anche, tutto quello che volete. Infine un certo scetticismo, e la scelta di lasciare che continuino a essere incontri casuali: non inseguire, cioè, una finalizzazione (odio questa parola ma non me ne viene un’altra). Perché poi, in barba a tutte le affinità, vince chi mi provoca un’emozione: chi m’intenerisce, chi m’attizza, chi mi stimola, che ne so. Con quelle persone lì, di solito, il rapporto s’approfondisce e si fa duraturo.<br />
Che poi la <em>persona giusta</em> non è mai, non può mai essere la persona esclusiva. Ci sarà sempre un altro che ti faresti, almeno una volta; o anche due o tre. E per fortuna alle volte il corpo è stupido, e ti ritrovi bellamente presa dall’idraulico, dal fruttivendolo, e ad io piacendo pure dal panettiere. Che per carità, possono benissimo essermi spiriti affini; sta di fatto che non lo erano (i primi due, ché il panettiere, come ben sa chi segue assiduamente il blog, non si colse).<br />
<br />
Non c’entra quasi una mazzafionda ma <a href=”http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200712012208-spe-rom1138-art.html” target=”_blank”>qui</a> ci sono i premiati del tff, festival credo molto bello (tipo che il solo film che ho visto m’è piaciuto più di tutti <a href=”http://petarda.splinder.com/post/9938033″ target=”_blank”>quelli</a> visti lo scorso anno) ma che ho seguito poco e nulla in quanto, penso, infastidita dal sigillo "evento" che la direzione di Moretti – lui incolpevole, obv. – ha impresso sulla manifestazione. Mi scazzano le corse dei lemming, di massa o di nicchia che siano. Anzi, le seconde di più ancora, i lemming di nicchia sono i più conformisti nonché spesso criptomassoni [? in senso lato, eh, in senso lato (?)] o aspiranti tali.<br />
</div>
Incimenalcinema, torino film festival su 30 novembre 2007 a 15:13
<div align=”center”><font size=”3″ face=”Arial”><strong><a href=”http://www.imdb.com/title/tt0907657/” target=”_blank”>Once</a> al <a href=”http://www.torinofilmfest.org/” target=”_blank”>tff</a></strong></font><br />
</div>
<div align=”center”> <object width=”425″ height=”355″>
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Incondominio e dintorni, il peso della mole, moretti, rondolino, torino film festival, viaggi, warhol su 7 gennaio 2007 a 12:37
<div align=”justify”><font size=”2″ face=”Verdana”><strong>Vacanze un poco romane</strong><br />
<br />
Sono chiusa in casa fino a martedì: malatina.<br />
Il 27 cercando di isolare il balcone dalle incursioni della micia di <a href=”http://petarda.splinder.com/post/4762026″ target=”_blank”>una vicina</a> mi son beccata una laringite che poi è peggiorata grazie al vento della Liguria e di Livorno, e all’umidità di Ravenna.</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>La micia, mi ha detto ieri la signora, nelle vacanze è caduta (dal quarto piano), non so se nel vano tentativo di scavalcare la rete di protezione per raggiungere il mio balcone, dove era solita riempirmi di merda il vaso di passiflora e, talvolta, vomitare una pappetta rosa.</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>Mi sento in colpa.</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>La piccina è stata portata dal veterinario e ora immagino sia convalescente.<br />
</font> <font size=”2″><em><font face=”Verdana”>(<strong>aggiornamento</strong>: ha il bacino e una zampina rotta)</font></em><br />
<br />
</font> <font size=”2″ face=”Verdana”>A Roma, vista la piccola e costosa mostra di <a href=”http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/17648/IDCategoria/1″ target=”_blank”>Klee</a> a Palazzo Ruspoli. E, soprattutto, la stupenda personale di Warhol al Chiostro del Bramante: <a href=”http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp/idelemento/33420″ target=”_blank”>Pentiti e non peccare più!</a></font><br />
<br />
<a href=”http://www.exibart.com/notizia.asp?idnotizia=17837″ target=”_blank”><img align=”cssCenter” src=”http://detoni.files.wordpress.com/2007/01/48231.jpg” style=”margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;” alt=”" /></a><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>La maggior parte dei lavori veniva da Pittsburgh, ma chissà chi sarà il proprietario delle dieci Marilyn romane. Interessantissimi anche i video, specie quello con Basquiat 19enne costantemente brancicato da Drella che gli siede accanto.</font><br />
<br />
<font size=”2″ face=”Verdana”><a href=”http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/nanni-moretti/nanni-moretti/nanni-moretti.html” target=”_blank”><img width=”145″ height=”202″ align=”cssLeft” src=”http://www.cinemadelsilenzio.it/images/film/poster/1823_big.jpg” style=”margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;” alt=”" /></a>A Roma in realtà s’era andate per ascoltare il monologo di Moretti sul diario di <em>Caro diario </em>alla fine di <em>Ecce Bombo </em>al Nuovo Sacher. Sulla motivazione che può aver spinto Moretti ad allegare il monologo alla proiezione del film sono state fatte due ipotesi, che vado a enumerare:</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>1. un modo per compensare gli spettatori che han deciso di sorbirsi il vecchio film;</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>2. un modo per scoraggiare i paragoni tra il Moretti attuale e l’aitante Apicella di quasi trent’anni fa.</font><br />
<br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>Ha una bellissima faccia, adesso, Moretti. Tra l’altro durante il monologo continuava a ondeggiare come <a href=”http://petarda.splinder.com/post/7887605″ target=”_blank”>nonno Paulin</a>.</font><br />
<br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>In queste vacanze di natale è pure diventato, per qualche giorno, direttore del Torino Film Fest: <a href=”http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/moretti-direttore-torino/moretti-rinuncia/moretti-rinuncia.html” target=”_blank”><em>Vi lascio ai vostri problemi di metodo, ai contrasti procedurali, ai rancori personali</em></a>.</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>Piccolo strascico, Fabrizio Rondolino, figlio dell’ex direttore di <a href=”http://petarda.splinder.com/post/9938033″ target=”_blank”>Cinemanziani</a> Gianni Rondolino (nonché ex fedelissimo di Massimo D’Alema, nonché autore di <em>Grandi Fratelli</em> e di <em>Pupe e secchioni</em>), che in una lettera inviata a Repubblica insinua che alla base della trombatio paterna vi sarebbe il rifiuto di GRondolino di ostentare atteggiamenti reverenziali nei confronti di vari assessorami locali. Il che verrebbe a smentire, per una volta, il detto "tale padre, tale figlio". Chi ha letto gli articoli di FRondolo sulla Stampa a tema D’Alema sa di cosa parlo*.</font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>GRondolo però non ha torto: con tutte le cariatidi incompetenti che ci sono in giro, perché l’unico a esser silurato dev’esser proprio lui?</font><br />
<br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>Splinder in manutenzione perpetua sta diventando insostenibile.</font><br />
<br />
<font size=”2″ face=”Verdana”>_______________________________</font><br />
<br />
<font size=”2″ face=”Verdana”><font size=”1″>* Che, poi, troppa dedizione genera mostri:<br />
</font></font><font size=”2″ face=”Verdana”><font size=”1″><strong>Lei, Rondolino, sta descrivendo un D’Alema vittima che…</strong></font></font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”><font size=”1″><strong>«Che, se vogliamo proprio dirla tutta, non solo umanamente, ma anche politicamente, subisce il destino comune a molti altri grandi riformisti…».</strong></font></font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”><font size=”1″><strong>A chi sta pensando, Rondolino?</strong></font></font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”><font size=”1″><strong>«A Bettino Craxi»</strong></font></font><br />
<font size=”2″ face=”Verdana”><font size=”1″>(da <a href=”http://www.dsmilano.it/html/Pressroom/2005/12/cor5_1222_divisi-su-dalema.htm” target=”_blank”>qui</a>)</font></font></div>