quindi

<div align=”justify”>Ricordo due anni fa, i mondiali di calcio, e l’impressione di esser, noi italiani, col culo per terra. Calciopoli, un periodo penoso; c’era, allora, chi pensava che sarebbe stato difficile risollevarsi. C’&egrave; sempre, in effetti, uno che pensa che &egrave; difficile, se non impossibile, fare qualsiasi roba, anche meno impegnativa.<br />
Invece dev’essere poi successo qualcosa, perch&eacute; una situazione cos&igrave; dimmerda come quella di adesso non me la ricordo. Sar&agrave; anche la pioggia. Oggi per&ograve; inizia col sole.<br />
Non seguo il calcio quasi mai ma una cosa l’ho capita: che al principio la squadra denominata Italia fa schifo, si fa quasi eliminare dal Togo, e poi bellamente rimonta. <br />
Ho un’unghia brutta nel pollice sinistro, come se avessi un movimento nelle falde tettoniche cheratiniche. Ho pensato che se mi guarisce quest’unghia star&ograve; benissimo fisicamente e spiritualmente (della psiche me ne batto). <br />
Comunque gi&agrave; adesso non &egrave; che vada male.<br />
Alla prossima settimana.<br />
</div>

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10 risposte a quindi

  1. giorgi ha detto:

    Trangugia equiseto. Per le unghie, dico. Ciao

  2. varasca ha detto:

    strane parti, le unghie.
    invocano libertà, ben sapendo che di qualunque lunghezza si tratti, vera libertà non è. è distruzione nel lavoro, e servitù nell’apparire. al limite, sopportano tinteggiature, come certi cagnolini i cappottini impermeabili. rimpiangono. le notti di caccia e di lotta.
    ma anche corte e deboli, nel pericolo ridiventano sciabole, o questo dicono alla mente, da riferire al corpo. “Attacca, attacca!”

    (che poi, anch’io, miscredente della palla, mi stupisco sempre quando quelli ce la fanno)

  3. moonrebreath ha detto:

    E se lo facessero apposta? Io nonho mai voglia di tagliare le unghie. Quando arrivo al livello di Santone Indiano, mi si rompono. E ricomincio da capo.

  4. moltorumoreper ha detto:

    o pietà petarda!
    il trolley è diventato (o è sempre stato?)
    una scheggia impazzita, sta spammando tutto il blog…che maniaco.

  5. anonimo ha detto:

    Appena ha saputo che stavamo arrivando, la libreria è rispuntata dal fianco della roccia. Ha messo fuori un’insegna, ha allargato due vetrine, una soglia di pietra, ha aperto con cura cigolante un cancelletto di ferro battuto, quasi fosse un frontespizio. Quando siamo arrivati sul corso di Lipari, la Libreria delle Necessità era ancora lì, come se ci fosse stata da sempre. Solo l’insegna era cambiata: adesso diceva, con le stesse lettere composte, “Libreria del Desiderio”.
    Siamo entrati con timore, reverenza e un solletico appena alla punta del cuore: cosa avremmo trovato, stavolta?

    cozzaandthecity

  6. anonimo ha detto:

    Ciao Pet, adesso di corsa, domani con calma. Un salut dalla Conca

    ortyslog

  7. aquatarkus ha detto:

    Povera Italia (il paese non la squadra) con quest’antidepressivo che tarda a fare effetto e con micidiali effetti collaterali. Omaggi all’unghia.

  8. latendarossa ha detto:

    Alla prossima, Petarda.
    Nella vita chissà se si può fare un po’ come “la squadra denominata Italia” (denominazione fichissima, fa pensare a Prince): all’inizio magari arrancare ma poi…
    Io tifo per l’unghia 🙂

  9. RobySan ha detto:

    Ho un amico in montagna che nel marrone ci sta benissimo. Ha due dolci occhioni e mio figlio ci gioca pure. E si sporca pure lui. E’ il più bel vitello che abbia mai conosciuto. Si chiama Kerouac: perché mentre si saliva all’alpeggio s’era fermato lì, sulla strada, e non voleva muoversi. Sarebbe ancora lì se non me lo fossi messo in spalla – all’epoca pesava solo 30 chili – e non l’avessi portato su. E mi ha pure smerdato la giubba, il Kerouac.

  10. r3i ha detto:

    Quando sei coperto fino al collo, allora ti dai da fare, altrimenti non ti smuovi. Lo fanno i giocatori, lo fanno in molti : )
    Quando sei nel marrone cerchi sempre di tirartene fuori con tutta la forza!

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