l'odio nei confronti del tifo calcistico

<div align=”justify”>Una roba scritta nel 2003 e che vien bene adesso per festeggiare la fine degli europei. <br />
Non odio il calcio ma non ci trovo granch&eacute;; mi annoia, quindi al limite posso dire che mi d&agrave; fastidio. Invece il tifo da ultr&agrave; mi fa proprio schifo (fatti non foste, ecc. ecc).<br />
Al tempo in cui postai ‘sta cosa qui sotto in un sito di scrittura del capperiello ci fu chi mi disse che avevo copiato Alex Drastico. Pu&ograve; essere, oppure pu&ograve; essere che augurare una serie di sfighe sempre pi&ugrave; impestate, a cerchi concentrici, sia un meccanismo mentale piuttosto comune in reazione a determinate situazioni. Situazioni di grande rottura di coglioni, presempio. Che poi, durante le olimpiadi invernali capitava di esser svegliata, sempre alle 4, da dei nordici ciucchi che cantavano le loro robe tradizionali (almeno credo) camminando sulla neve soffice, appena caduta. Dov’&egrave; il confine tra la poesia e lo sfrantumo di marroni, c’&egrave; chi pagherebbe per saperlo.<br />
A quel tempo il ristorante in questione era il preferito da Moggi, da l&igrave; il bailamme di juventini tronfi vincitori nella golden age pre-inculata 2006. <br />
<br />
<br />
<strong>L&rsquo;ODIO NEI CONFRONTI DEL TIFO CALCISTICO</strong><br />
<br />
Odio i tifosi perch&eacute; si ubriacano e gridano, li odio perch&eacute; rompono troppo i coglioni.<br />
<br />
Li odio soprattutto da che stanotte, anzi stamattina ore 4, l&rsquo;ultimo loro drappello usciva dal ristorante sotto casa mia intonando cori, saltando con frastuono e, in abbruttita apoteosi urlatoria, portando in trionfo a spalle un paio di lorostessimedesimi. <br />
<br />
Oggi, spero si becchino fior di multoni da vigili e ausiliari; oppure, se non prendono l&rsquo;auto in quanto guasta, che si decidano cristonando a salire su un bus stracolmo, obliterando un biglietto che per&ograve; gli scivola fuori dal finestrino aperto a gennaio, o si perde nei meandri laocoontici dell’umanit&agrave; viaggiante, o stinge per il sudore delle mani lumacoidi; insomma spero che quando arriva il controllore si prendano un megamultone e anche un cazziatone perch&eacute; nella distrazione si son seduti al posto del disabile, e siccome cercano di protestare e spiegare ma restano delle facce di culo, il controllore si convinca che &egrave; ravvisabile in ci&ograve; anche la fattispecie dell&rsquo;oltraggio a pubblico ufficiale quale egli &egrave; nel pieno esercizio delle sue funzioni, e chiami cos&igrave; la polizia municipale e quindi i cretinacci dei tifosi che stanotte inneggiavano sotto la mia finestra vengano inscatolati nelle auto della p. m. e portati alla sezione per accertamenti che durano cinque o sei ore almeno.<br />
<br />
Che poi quando escono siano inferociti, pesti e fetenti e in ritardo all&rsquo;appuntamento con una strafiga cui stanno sbavando dietro da mesi – e quindi fondamentalmente spaventati a morte in quanto pi&ugrave; inadeguati del solito dato lo stato pietoso, nonch&eacute; stanchi morti -, quando, quasi giunti in piazzetta, una serie di anziani figuri dai capelli gialli mesciati bluviul&egrave;t distrattamente dagli ultimi piani vuotino su quegli inutili cranii dei vasi da notte ricolmi di ogni umano secreto, e che in virt&ugrave; non gi&agrave; della distrazione ma bens&igrave; del Parkinson che rende le mani tremebonde sfuggano loro anche i contenitori stessi, e che essi vadano dolorosamente ma degnamente a coronare i cerebri di quei rincoglioniti stolidi e umiliati nel sentire la voce della strafiga &rsquo;&rsquo;ho pensato di venirti incontro un pezzettino&rsquo;&rsquo;, disgustata, &rsquo;&rsquo;per dirti che non posso fermarmi molto, anzi vado CIAO&rsquo;&rsquo; e sapendo che l&rsquo;unica occasione di avere un qualche labile contatto con lei &egrave; sfumata per sempre, per tutta l&rsquo;eternit&agrave;, cazzo, allora colti da raptus si tolgano il pitale dalla testa, lo scaglino al suolo urlando bestemmie, prendano un cassonetto e inizino a strattonarlo, mentre in quel medesimo istante gli occhi di tutti coloro che aperitiveggiano in piazzetta vadano ravvisando nel putrido sfigatone chi il proprio padre, chi il figlio, chi il fratello, chi il marito, chi il fidanzato, chi l’amico, chi il dipendente, e all&rsquo;unisono decidano in cuor loro di lasciarlo da allora in poi a un patetico futuro di emarginazione sociale, e che poi anzi un ennesimo vigile questa volta a cavallo, visto l&rsquo;atteggiamento vandalico nei confronti del cassonetto, gli appioppi l&rsquo;ennesima esorbitante sanzione, mentre la cavalcatura preda di un gravissimo attacco di dissenteria finisce di ricoprire di fecalomi la persona di quei maledetti tifosi che stamattina alle 4 mi hanno rotto cos&igrave; tanto, ma cos&igrave; tanto, i coglioni.</div>

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18 risposte a l'odio nei confronti del tifo calcistico

  1. anonimo ha detto:

    daccordo con tei tifosi devono imparare a contenere le loro emozioni ed essere piu' civili…il calcio nasce come uno sport pulito. Sono i tifosi imbecilli a rovinare il gioco.

  2. latendarossa ha detto:

    Il ritratto del mio vicino di casa. Le prime cose che dice al risveglio orbitano intorno al calcio. Pure le ultime. E anche quelle tra le prime e le seconde ho paura che riguardino sempre lo stesso argomento. Monotematico eh.

  3. Petarda ha detto:

    vabbè, ma sarai mica rumoroso come una masnada di ultrà…

  4. r3i ha detto:

    O_O dimmi quando vai a dormire che evito di disturbarti…

  5. Petarda ha detto:

    mr kelly, ma… meno male che non ci sono più i moggi di una volta e che quel ristorante non è più così frequentato dalle teste di minchia, sennò dovrei circondarmi di più pitali pieni di merdeppiscio: hai pensato per un attimo a quello che mi stavi suggerendo? :DDD

    metà, un po’ resisto sempre, è che mi piace non assecondarmi subito in tutto e per tutto 😉

    bobbò, se proprio devo dir qualcosa, dico forza cagliari anch’io, ma pianissimo…

    carlo, non saprei, intanto perché la neve era soffice, e poi perché il canto dei nordici era poesia, pur muà.

    nos, io, guarda, restituirei la carta d’identità come fabio volo in un film… la febbre?

    carlo2, ma di che parli? noi ci gestiamo strabene, quelli per cui il nazionalismo va gestito sono appunto gli ingestibili. sugli istinti naturali non metto bocca: io e te siamo la conferma che ne possono esistere di opposti, sicché… poi magari ti risponde anche il nos

  6. anonimo ha detto:

    Però il nazionalismo esiste e va gestito. Anche quando diciamo che ci dispiace che Berlusconi renda ridicola l’Italia in Europa, siamo nazionalisti. Si tratta di un istinto naturale, credo. Non seguo il campionato di calcio ma europei e mondiali mi piace vederli, in genere in compagnia dei miei figli, tifando per l’Italia. Con moderazione, s’intende. Ma non neghiamo cose naturali. Mi piace se la Fiera del libro e Settembre musica restano a Torino anziché andare a Milano: vuol dire che sono anche campanilista? In parte sì. Ma, ripeto, mi sembra naturale, e può essere gestito bene, in modo sano.

  7. nosacher ha detto:

    …le belve degli stadi e quelli dei giornali…
    scriveva così battiato un pò di tempo fà. povera patria si intitolava il pezzo.
    ps. a me schifo pure la patria.

  8. aitan ha detto:

    per fortuna che ha vinto la Spagna rossa

  9. anonimo ha detto:

    “Dov’è il confine tra la poesia e lo sfrantumo di marroni”. Probabile che sia dentro di noi quando vediamo/sentiamo. Suona un po’ ovvio, ma credo che sia proprio così. Ma lo sfrantumo di marroni sulla neve glassata produce i maronglasè in pezzetti, che costano molto meno e sono buoni uguale agli altri?

  10. birambai ha detto:

    uh mamma! posso dire forza cagliari, piano piano.
    divertente assai, madame.

  11. varasca ha detto:

    prenditi un pitale tu, per queste occasioni: lo “prepari” e lo tieni lì pronto, just in case…
    🙂

  12. Petarda ha detto:

    robyzan, occasionalmente e contestualmente sarei anche la Signora delle Contusioni.

    cinas, anch’io li uso, di solito, ma alle volte ho talmente sonno che mi dimentico di metterli…

    riccio, il lancio del pitale è una disciplina troppo complessa per l’agone olimpico, oltretutto pare che in non tutti i paesi si conosca l’uso del pitale.

    paoloh, visto e considerato che non mi occupo né di calcio né di usi&costumi a esso legati, che accidenti vuol dire portarvi a letto come se si trattasse della finale di campionato? riesco solo a immaginare un tizio che si carica la tizia in spalla e le fa fare un giro del campo, con la folla osannante.

    metallì, anche a me è spiaciuto assai. però vedrai che ci vediamo presto, roma stavolta m’è piaciuta talmente tanto (è che più la conosco più mi piace) che non resisto senza tornarci a brevissimo… un bacio 🙂

  13. metallicafisica ha detto:

    Siamo (sono) fuori!

    ps: peccato per il mancato appuntamento:(***

  14. paoloh ha detto:

    Se i tifosi fossero dotati di capacita’ di discernimento avrebbero capito che le persone a cui rompono i cogliono sperano sempre che vinca la squadra avversaria, senonaltro per riuscire a dormire senza colpi di clackson e trombe di varia tonalita’.
    Donne non ammollatela a chi vuol portarvi a letto come se si trattasse della finale di campionato.

  15. riccionascosto ha detto:

    Drastico forse, ma se funziona, decisamente efficace…
    Peccato che certe cose rimangano solo dei pii (?) desideri.

    Ma il lancio del pitale era disciplina olimpica?

  16. cinas ha detto:

    da un po’ io uso in città – torino milano o roma – dei tappi per le orecchie.

    funzionano.

  17. RobySan ha detto:

    Ottimo esercizio di lancio di contumelie. Sei la Signora delle Contumelie.

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