albert serra

<div align=”right”><font face=”Calibri” class=”ske03″>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Inquadrature silenziose e lunghissime, troppo: durante la proiezione la sala si &egrave; svuotata; <br />
per&ograve; io ho resistito fino in fondo. <span style=””>&nbsp;</span>Certo &egrave; un film pesantino. La chiave di lettura che mi <br />
sembra di poterne dare &egrave; che l&rsquo;unica cosa reale &egrave; il sogno: i <em style=””>remagi</em> trovano cose bellissime <br />
(che vedono solo loro) osservando una semplice pietraia. E nel finale si raccontano fra loro <br />
appunto sogni di angeli, nubi, cacciatori, serpenti, e tutta questa variet&agrave; di cose contrasta <br />
in modo evidente con il nulla che li circonda e nel quale camminano.<br />
<a target=”_blank” href=”http://blog.libero.it/molinaro/5996158.html”>Carlo Molinaro</a><br />
<br />
</font>
<div align=”justify”><font size=”2″ face=”Verdana” class=”ske03″>Invece a me &egrave; piaciuto tanto, <a target=”_blank” href=”http://www.imdb.com/title/tt1143891/”><em>El cant dels ocells</em></a>.<br />
Serra, il regista, &egrave; autore anche di <a target=”_blank” href=”http://www.imdb.com/title/tt0799772/”><em>Honor de Cavalleria</em></a>, film su Quijote e Sancho <a target=”_blank” href=”http://petarda.splinder.com/post/9938033″>amato</a&gt; due anni fa, che poi vinse il festivale.<br />
Vero, i tre remagi in espadrillas e corona e zimarra vagano o credono di andare, nel far questo sognano, questionano, si perdono in mille discorsi quasi da <em>borrachos </em>tanto son surreali, fanno abluzioni, riposano.<br />
Son l&igrave; come per caso, e vanno, non si tirano indietro, anche se non son dei campioni di coraggio, anche se non son campioni di niente.<br />
Certo se non fosse anche un film divertente mi sarebbe risultato pesante. Per&ograve; ho ghignato assai ai siparietti dei tre, e anche nel vedere che la madonna coccola insistentemente un agnellino, quasi fosse lui il bambinges&ugrave;, forse per qualche momento lo era, lo tormenta come una bimba &quot;non so se tenerlo o lasciarlo andare&quot;, dice, e poi gli tiracchia un orecchio e gli scuote delicatamente la collottola.<br />
La sala, quando l’ho visto, non era vuota (nemmen piena) e non si &egrave; svuotata.<br />
In effetti in pochi ridevamo. In due, diciamo: io e il mio vicino di poltrona, che in un primo tempo avevo scambiato per una ragazza a causa dei boccoli biondi. Un tipino che prendeva appunti al buio. A un certo punto s’&egrave; messo di traverso e quasi sdraiato sulle poltroncine, dandomi i ricci in faccia.<br />
Comunque: ai dialoghi dei remagi si pu&ograve; ridere parecchio, da lacrime agli occhi, par di leggere Jarry o Beckett. O di vedere le comiche di quando eravamo bimbi.<br />
(e meno male che non ero la sola a ridere, va’, che far sempre l’apripista non &egrave; cos&igrave; piacevole)<br />
</font></div>
</div>

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8 risposte a albert serra

  1. Petarda ha detto:

    siete dei tesori, vorrei solo, per non avervi sulla coscienza, che, prima di accingervi alla visione cinematografica, vi beccaste qualche minuto magari sul tubo… grazie, baci 🙂

  2. triana ha detto:

    BBeata te beata! All’inizio quando parlavi della madonna coll’agnellino mi ricordavi Bunuel..

  3. birambai ha detto:

    lo voglio anche io un festival del cinema!

  4. lunafragola ha detto:

    se riesce a rimanere nelle sale per più di un giorno e mezzo, come capita ora ai film che varrebbe la pena vedere, ci vado di sicuro.

  5. latendarossa ha detto:

    Dqlla nostra inviata al Torino Film Festival, cose egregie e cronache divertonti!
    Che il tizio coi boccoli fosse un sciornalista o un critico (se fosse un critico dovrebbe avere le toppe sui gomiti della ciacca, però)?

  6. ReginaDelconato ha detto:

    uh, come volo bassa ..

  7. r3i ha detto:

    Deve essere uno spettacolo vedere questo film. Lo danno al cinema? Sembra quasi che i magi percorrano un viaggio “normale” e “reale”: spesso ci imbattiamo in strade piene di ombre e nessuno dei viaggiatori è sicuro al 100% che alla fine otterrà il famoso bambinello. Così ho passato i tre anni del mio corso di laurea e mi chiedo se questo film non abbia anche qualcosa da insegnarmi.

  8. anonimo ha detto:

    Ben, ben, si sa che il riso è una cosa molto soggettiva (anche il pianto: ma forse il riso ancora di più). Forse (ma è un’ipotesi azzardata, da verificare, o da non verificare affatto!) certe cose che a te muovono il riso a me muovono una malinconica tenerezza e talvolta un disagio. In effetti non ho mai riso leggendo Jarry o Beckett. Mi sono piaciuti, mi hanno fatto pensare molto, ma ridere mai. Mai riso neanche a un film di Chaplin, in verità. Che io sia uno che ride poco? Forse… Però mi capita pure di ridere mentre gli altri non ridono affatto e mi guardano come fossi un deficiente… Sì, è una cosa soggettiva assai. Però il film catalano l’ho guardato fino alla fine e ho fatto bene perché la parte che mi è piaciuta di più è quando si raccontano i sogni nel finale. Mah! Secondo me stasera alla Caduta coi documentari ci saranno dei momenti in cui rideremo tutti e due, però. Anche se per esempio a me quello del salmone mi fa piangere… Ma con l’uomo falena mi ricordo che ho riso! Buon pomeriggio!

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