saccopelismo interiore

<img alt=”” src=”https://detoni.files.wordpress.com/2010/05/3244032222_164069ffea.jpg&#8221; style=”width: 500px; height: 317px; float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt;” />Ieri notte ho dormito nel sacco a pelo. Non sar&agrave; l'ultima volta. Sto rifacendo casa e adesso tocca alla camera da letto. Chi mi sta dando il bianco (io non ho pi&ugrave; n&eacute; la voglia n&eacute; l'et&agrave;, abbiamo gi&agrave; dato, e anche vaffanculo) &egrave; un amico molto in gamba ma che non lo fa di mestiere, bens&igrave; nei ritagli di tempo, quindi l'operazione &egrave; lunga e laboriosa. Come tutti gli artigiani bricoleur che si rispettino, per&ograve;, ama mettere sottosopra tutta la casa pure mentre sta dipingendo una cucinetta 1×1 (un metro x un metro) come la mia. Per lui &egrave; pi&ugrave; comodo, certo. Per me che nel frattempo ci devo vivere, meno. La novit&agrave; &egrave; che non scappo. Potevo andare a dormire da un'altra parte, andarmene al mare o anche solo a Casale, invece no. Un po' &egrave; perch&eacute; devo comunque mettere a posto delle robe, fare cernite, chiudere scatoloni, riaprire scatoloni. Ecco, il fatto di disfarmi di tutta 'sta vecchia rumenta mi fa sentire cos&igrave; bene che la mattina mi alzo cantando e accendo subito la radio. Si diffondono nell'aria note di canzoni d'amore che mi fanno sognare e incazzare, poi cambio stazione e ballo. Rivaffa. La sensazione &egrave;: luce, leggerezza, facilit&agrave;, neuroni, cellule e atomi felici. Siete felici, atomini? Celluline? S&igrave;, mi rispondono, e poi sorridiamo, facciamo colazione e balliamo. Apriamo vecchie scatole piene di paure e peccati e nostalgia, piene di ricordi legati a potere ma anche creativit&agrave; e soprattutto speranza che qualcosa nel mondo potesse cambiare, guardiamo i faldoni, i progetti, le ricerche, le fotocopie, i rapporti, le interviste, ricordiamo e: oddio, ma questo lavoro lo saprei ancora fare? Chi se ne frega, perch&eacute; non lo voglio rifare: non lo far&ograve; mai pi&ugrave;. M'era caduto addosso, m'era piaciuto, ma non l'avevo scelto.<br />Mi aveva scelto lui, per mano di una persona che dopo pi&ugrave; di cinque anni ho rincontrato per caso l'altro giorno: caso, quale caso. Niente &egrave; a caso, ormai. Non ho cambiato strada, solo ho girato la testa dall'altra parte; pi&ugrave; che altro per non metterlo in imbarazzo. Per non metterci reciprocamente in imbarazzo. Potrei dire – tempo fa, ancora l'avrei detto – che non mi piace schiacciare i vermi. Invece no. Dico che non me ne sbatteva nulla. Non m'importava mentre ci incrociavamo e ci lasciavamo alle spalle. Ho osservato che &egrave; invecchiato, e pure male, che aveva troppi capelli bianchi per la sua et&agrave; e un'andatura saltellante da Topolino. In effetti. In effetti il nocciolo – banale – della nostra relazione &egrave; tutto qui: &egrave; vero che le storie pi&ugrave; fighe di solito erano quelle con Topolino, ma ho sempre preferito Paperino e Pippo. Non meritavo comunque quel che &egrave; successo; non l'ho mai illuso. Gli ho voluto bene; gli ho dato molto. Semplicemente, ha seminato quel che ha raccolto. Non so se la miglior vendetta sia il perdono; io non l'ho perdonato, il perdono la maggior parte delle volte &egrave; una cazzata buonista; dico solo che non me ne frega pi&ugrave; un cazzo.<br />Dormire in casa col sacco a pelo &egrave; figo, perch&eacute; non bisogna stare attenti a dove mettere la faccia o le braccia come quando si &egrave; in giro e si dorme su materassi sfondati buttati su pavimenti pieni di polvere dove la sera prima di spegnere la luce trovi la carcassetta secca di una blatta.<br />La risposta giusta &egrave;: lo saprei fare, e molto meglio di prima. Perch&eacute; sono cambiata. Ma &egrave; proprio perch&eacute; sono cambiata che saprei non darmi pi&ugrave; cos&igrave; tanto. Arrivederci amore, ciao? S&igrave;, ma sono io che me ne vado. Che ci sono e non ci sono. Pi&ugrave;.<br />Ieri pomeriggio abbiam rimontato la <a href=”https://detoni.files.wordpress.com/2010/05/3244032222_164069ffea.jpg&#8221; target=”_blank”>bookworm</a>.<br />Illo ha fissato due mensole; la prima era posticcia e a un certo punto &egrave; caduta e si &egrave; sfracellata. Io me lo sentivo che cadeva.<br />Illo una volta and&ograve; febbricitante a casa di una nostra comune amica (che ora non lo &egrave; pi&ugrave;, chiss&agrave; come mai?) a cui s'era rotta la porta blindata. Di fronte alla quale specific&ograve; che, per quanto &quot;manitas&quot;, non era sicuro di farcela. E infatti fece un bordello, vennero via le molle, esplose tutto, e si dovette poi chiamare un fabbro. Lei non l'ha perdonato, per anni l'ha evitato anche se abitavano vicini e la donna di lui era una delle sue migliori amiche. (Lei) Fa l'educatrice e ha un tot di anni pi&ugrave; di me. Una persona intelligente, di certo stimata in ambito professionale e non solo. 'Na pazza.<br />Allora, io so che illo &egrave; una brava persona e ce la mette tutta e spesso fa delle cose molto belle, perch&eacute; dovrei incazzarmi se mi ha spaccato un pezzo di bookworm che costa un occhio della testa? Cio&egrave;, perch&eacute; nella mia infinit&agrave; magnanimit&agrave; e maturit&agrave; preferisco lasciar perdere? La verit&agrave; &egrave; che non m'&egrave; proprio venuto da incazzarmi. Per questo dico che sono cambiata. Che succede insomma con il buon illo? Che lo lascio sbagliare. Fa la cazzata, poi si rende conto, si sente in colpa, e ancor di pi&ugrave; non essendo cazziato, perci&ograve; cerca in tutti i modi di rimediare. E mi d&agrave; di tutto e di pi&ugrave;. Fanno cos&igrave; le donne, no? Per questo non potr&ograve; mai fidanzarmi con illo: perch&eacute; non &egrave; mio figlio.<br />[Fanno cos&igrave; le donne ma mia madre no, infatti se qualcosa in casa veniva rotto/perso era 'na tragedia, tutto doveva scorrere perfetto e integro e immutato for ever and ever. ti&egrave;, mamy. tua figlia &egrave; diversa da te]<br />Poi, se a qualcuno venisse in mente di paragonare il mio ignorare Topolino per strada con l'atteggiamento dell'ex amica che non caga illo quando lo incrocia, sappia che il povero ratto non mi ha rovinato una serratura; praticamente m'ha pugnalato mentre stavo gi&agrave; morendo (dimostrando anche in questo la sua vilt&agrave;, non avrebbe mai avuto il coraggio di farmi fuori, altrimenti. I cagasotto li detesto, proprio come tipologia del genere umano). Capirai. Data la situazione, non ci ho fatto neanche troppo caso. Diciamo che mi sono indignata perch&eacute; se fosse successa la stessa cosa a qualcuno cui volevo bene mi sarei incazzata come una biscia e magari avrei anche fatto qualcosa. Qualcosa che per me nessuno ha fatto, &egrave; vero, ma va bene anche cos&igrave;. Ormai son pi&ugrave; di trent'anni che ho letto Don Chisciotte per la prima volta. Posso quindi affermare con ragione di causa che la persona pi&ugrave; donchisciottesca che conosco sono io. Inutile che cerchi un Don Chisciotte. Devo cercare una Dulcinea o tutt'al pi&ugrave; un Sancho?<br />Ma poi, visto che son felice, e mi piaccio molto, sar&ograve; ancora proprio cos&igrave; donchisciottesca? Sto diventando qualcosa che non so? O vado dove voglio andare? Mah e rimah. E soprattutto: cazzomene.<br /><br />E adesso mi piace anche <a href=”http://www.youtube.com/watch?v=Np5oLWpBX_Y&amp;feature=related&#8221; target=”_blank”>questa canzone</a>. Non sar&agrave; che sto diventando un po' paracula come quello che la canta e so
prattutto come quello che l'ha composta? Brrrr.

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7 risposte a saccopelismo interiore

  1. Scantini ha detto:

    Bellina la libreria, solo che dopo la mezzanotte potrebbe venire un po di inquietudine che i libri si mettano a fare il trenino! Ciao Petarda

  2. MonacaBastarda ha detto:

    canta che ti passa

  3. r3i ha detto:

    mah… io non ci capisco molto di quel sentimento… ma! Da un po' leggo una poesia di Walcott che ti si puo' tranquillamente appiccicare addosso:Tempo verràin cui, con esultanza,saluterai te stesso arrivatoalla tua porta, nel tuo proprio specchio,e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altroe dirà: Siedi qui. Mangia.Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.Offri vino. Offri pane. Rendi il cuorea se stesso, allo straniero che ti ha amatoper tutta la tua vita, che hai ignoratoper un altro e che ti sa a memoria.Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,le fotografie, le note disperate,sbuccia via dallo specchio la tua immagine.Siediti. E' festa: la tua vita è in tavola.

  4. lunafragola ha detto:

    il video non si vede più, sob!

  5. Petarda ha detto:

    ciao glo! cause e effetti? non proprio, direi. piuttosto casi e casi (e pure sticazzi). rumenta = spazzatura in genovese. i due qui sotto invece li adoro…(e illo è ILLO, non ilio :D)

  6. gloriagloom ha detto:

    mi sono un po' perso in questo post di cause ed effetti, anlisi e conclusioni: penso che le cose siano molto più semplici e INcontrollabili; comunque: viva ilio; la libreria verme mi sembra un aggeggio bello e scomodo; ai due musici in coppia vien da dire : nulla restera impunito: e infine: che vuol dire "rumenta"(che non vedo l'ora di usare questa parola da qualche parte).

  7. anonimo ha detto:

    http://www.youtube.com/watch?v=GYKJuDxYr3IWhen you're wearyFeeling smallWhen tears are in your eyesI will dry them allI'm on your sideWhen times get roughAnd friends just can't be foundLike a bridge over troubled waterI will lay me downLike a bridge over troubled waterI will lay me downWhen you're down and outWhen you're on the streetWhen evening falls so hardI will comfort youI'll take your partWhen darkness comesAnd pain is all aroundLike a bridge over troubled waterI will lay me downLike a bridge over troubled waterI will lay me downSail on Silver Girl,Sail on byYour time has come to shineAll your dreams are on their waySee how they shineIf you need a friendI'm sailing right behindLike a bridge over troubled waterI will ease your mindLike a bridge over troubled waterI will ease your mind

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